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Quando una storia diventa virale, spesso qualcuno decide di verificare se sia vera e quando a farlo è il Times, quotidiano britannico tra i più autorevoli, la vicenda assume una risonanza internazionale. Il caso dei due gelati pagati 44 euro da una turista americana a Roma non è rimasto confinato ai social o alle cronache locali: ha spinto il corrispondente Tom Kington ad andare di persona nella gelateria per verificare cosa fosse realmente accaduto.

La vicenda era iniziata con il post di Nicole Ann, turista della Florida in vacanza nella Capitale con il marito. La donna aveva denunciato di aver pagato 44 euro per due coppette di gelato, rincarate da macarons, cannoli e altri extra che, a suo dire, aveva interpretato come omaggi del locale. Lo scontrino pubblicato online ha rapidamente diviso l’opinione pubblica tra chi parlava di trappola per turisti e chi invitava invece a prestare maggiore attenzione ai prezzi esposti.

Il Times ha così deciso di verificare i fatti. Tom Kington si è recato alla gelateria Don Nino, vicino a piazza Navona, ordinando un cono con tre gusti, panna montata, wafer, macaron e cannolo siciliano. Il risultato? Uno scontrino da 22 euro, praticamente la stessa cifra pagata dalla turista americana per ciascun gelato. Il titolo scelto dal quotidiano britannico è eloquente: “44 euro per due gelati? Quando vi trovate a Roma, fate come me per schivare le truffe”.


Ad accompagnare l’articolo compare anche un’immagine di Tototruffa ’62, il celebre film con Totò che richiama ironicamente il tema delle truffe ai turisti. Da qui il giornalista amplia il discorso, trasformando il caso in una guida pratica per evitare brutte sorprese nella Capitale. Secondo Kington, un gelato abbondante non dovrebbe costare più di 5 euro e la panna montata dovrebbe essere compresa nel prezzo.

Anche sul caffè il consiglio è chiaro: al banco un espresso non dovrebbe superare 1,50 euro, mentre sedendosi al tavolo il conto dovrebbe restare entro i 3 euro. Kington racconta anche un episodio personale: dopo aver contestato il prezzo di un caffè, un barista gli avrebbe risposto “Mi scusi, pensavo fosse un turista”. Il Times mette poi in guardia dai menu dei ristoranti, soprattutto quando il pesce viene venduto a peso, e invita a chiedere sempre quanto peserà la porzione prima di ordinare. Lo stesso vale per i taxi, ricordando ai visitatori di verificare sempre l’esistenza della tariffa fissa da e per l’aeroporto.

Inoltre c’è anche spazio per un tocco di ironia con il riferimento ai parcheggiatori abusivi che aiutano durante le manovre per poi chiedere denaro. Un consiglio raccontato con leggerezza, ma che riflette un fenomeno noto a molti turisti. Il caso dei 44 euro per due gelati si è così trasformato in una riflessione più ampia sull’immagine di Roma. Dopo la denuncia di Nicole Ann, anche il Comune di Roma ha richiamato gli operatori a evitare comportamenti che possano danneggiare la reputazione della città.

Per il quotidiano britannico il problema va oltre il singolo scontrino: riguarda il rapporto con i visitatori e la necessità di coniugare qualità, trasparenza e accoglienza. Per questo il consiglio finale è semplice: informarsi, chiedere e verificare sempre i prezzi, perché anche un semplice gelato può trasformarsi in un conto decisamente salato.

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