La cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 ha regalato uno dei momenti più commentati e inattesi della serata prima ancora che iniziasse lo spettacolo a San Siro. Quando sugli schermi appare Sergio Mattarella, lo stadio esplode in un boato. Nessun elicottero, nessuna scenografia spettacolare: il Presidente della Repubblica arriva in tram. Un vecchio tram arancione, di quelli simbolo di Milano, che diventa in pochi secondi il protagonista emotivo dell’evento e accende i social, trasformandosi in un’immagine potentissima e immediatamente virale.
Il mezzo scelto non è casuale. È il tram numero 26, quello che ogni giorno porta le persone al lavoro, che non ha classi privilegiate e mette tutti sullo stesso piano. A bordo non ci sono figuranti, ma bambini, ragazzi, portabandiera, volti diversi che raccontano un’Italia reale e multietnica. Bambini italiani e figli di famiglie arrivate da altri Paesi siedono accanto al Capo dello Stato, giocano, sorridono, viaggiano insieme verso lo stadio. Un’immagine semplice, ma carica di significato, che parla di integrazione e futuro senza bisogno di slogan.
Queen Elizabeth walked so that Mattarella could run #cerimoniadiapertura#OlimpiadiInvernali2026 pic.twitter.com/ZE9LK8Nqrb
— Antonia De Falco⚡🐍🏎️ (taylor’s version) (@antoslifee) February 6, 2026
Alla guida del tram c’è un autista speciale: Valentino Rossi. Campione globale partito da Tavullia, simbolo di un’Italia capace di andare velocissima in pista e lentissima, umana, nella vita quotidiana. Un doppio simbolo che funziona: si può essere icone mondiali senza perdere la normalità. Valentino Rossi in cravatta, Mattarella seduto come un cittadino qualunque. Prossima fermata: San Siro. Quando il tram arriva, un nuovo boato attraversa lo stadio. “Sergio! Sergio!” gridano dagli spalti.
La scelta del tram arriva in un contesto storico complesso. Sono Olimpiadi segnate da guerre, da tensioni internazionali, dal ritorno dei nazionalismi. In un mondo che spesso disumanizza il potere, l’immagine di un Presidente che prende il tram diventa un gesto politico e simbolico fortissimo. Un presidente “con il corpo”, presente, vicino, che sceglie il basso profilo invece dell’effetto speciale. Un contrasto evidente con altre narrazioni del potere viste negli anni passati.
top 1 cose che non riuscirei neanche ad inventarmi: mattarella che arriva alle olimpiadi su un tram guidato da valentino rossi
amen #OlimpiadiInvernali2026 #MilanoCortina2026
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Prima di salire su quel tram, Mattarella aveva vissuto una giornata intensa. In mattinata, insieme alla figlia Laura, aveva inaugurato Casa Italia alla Triennale, definendola “la porta d’ingresso dell’Italia” e sottolineando la vocazione del Paese al dialogo e alla collaborazione. Un momento storico: mai prima un Capo dello Stato aveva inaugurato il quartier generale del Coni. Poi incontri con atleti, dirigenti sportivi, campioni del passato come Alberto Tomba e Debora Compagnoni, pranzi condivisi e parole di incoraggiamento.
Mattarella viene descritto come il primo tifoso dei Giochi, un presidente profondamente legato allo sport, dai successi alle sconfitte, capace di celebrare anche “la dignità del quarto posto”. Nel pomeriggio, a Monza, aveva trovato il tempo per incontrare i ragazzi di PizzAut, la pizzeria gestita da persone nello spettro autistico. Abbracci uno a uno, battute, regali simbolici come le “Chiacchiere” del progetto e un Playmobil donato da Letizia, che con fatica ma con orgoglio gli dice: “Questa sono io”. Anche questo episodio contribuisce a costruire l’immagine di un Presidente vicino alle fragilità e alla quotidianità.
questo è senza dubbio il momento più alto della cerimonia delle olimpiadi, anzi il momento più alto sulla televisione italiana dai tempi di john travolta che balla il ballo del qua qua con fiorello ed amadeus#OlimpiadiInvernali2026
pic.twitter.com/kj8xj7IWXv— Giulia. ⧗ 🕊️ #N6I (@lovvgiulia) February 6, 2026
Il video del tram, registrato nei giorni precedenti e custodito con estrema riservatezza dal Quirinale, deflagra sui social in pochi minuti. Le piattaforme si riempiono di commenti, reaction, remix, mentre l’algoritmo lo spinge ovunque: condivisioni a raffica, emozione collettiva, un senso di partecipazione che travolge ogni feed. C’è chi parla del “tram che è tutti noi”, chi lo interpreta come un gesto simbolico, chi lo trasforma in meme, chi lo eleva a piccolo manifesto nazionale.
Dietro le quinte, però, la scelta non era stata indolore. Il fuoriprogramma aveva generato tensioni interne, discussioni accese, e la sua rivelazione anticipata aveva persino portato alla rimozione di un dirigente Rai dalla telecronaca ufficiale. Un segnale di quanto fosse delicato l’equilibrio tra spontaneità e protocollo. Eppure, quando il video finalmente appare, l’effetto è esattamente quello immaginato: sorpresa, empatia, identificazione immediata. Un momento semplice, quasi quotidiano, che riesce a parlare a tutti e a trasformarsi in un frammento di racconto collettivo. Un piccolo gesto che diventa, per qualche ora, il centro emotivo del Paese.
Sergiolone nostro per sempre.
Quando forse lo faranno andare in pensione lo aspetto al trono over corteggiato da Gemma#OlimpiadiInvernali2026 pic.twitter.com/Uy6SamRIqT— 𝕍 𝕒 𝕝 𝕖 𝕟 𝕥 𝕚 𝕟 𝕤 𝕜 ª (@vale_enne) February 6, 2026
Arrivato allo stadio, preceduto dall’ennesima ovazione, Mattarella fa ciò che deve fare: dichiara aperti i Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Per l’emozione sbaglia anche il numero dell’edizione, dicendo “quindicesima” invece di “venticinquesima”. Un errore umano, accolto con affetto. Ma a quel punto il messaggio era già passato. Il Presidente era già sceso da quel tram come un cittadino qualunque. Ed è proprio per questo che i social, quella sera, sono letteralmente impazziti.



