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Sedici minuti di applausi a scena aperta al Festival di Cannes. Un cameo di appena dieci minuti che ha conquistato la Croisette. Ma dietro la standing ovation per La Bola Negra, Penélope Cruz nascondeva un segreto che ha raccontato solo ora, durante la conferenza stampa del film: mentre girava quella pellicola, ha creduto di stare per morire.

L’attrice spagnola, volto iconico del cinema internazionale e musa di Pedro Almodóvar, ha vissuto uno dei momenti più surreali della sua carriera proprio sul set del primo film in concorso a Cannes dei registi Javier Ambrossi e Javier Calvo, noti come Los Javis. Nel film interpreta un’esuberante soubrette d’avanspettacolo chiamata ad allietare i soldati al fronte, un ruolo breve ma intenso che l’ha messa a confronto con le proprie paure più profonde.

Prima dell’inizio delle riprese, la Cruz si era sottoposta ad alcuni esami di controllo di routine. Nulla di particolare, solo la normale prudenza di chi ha una carriera da proteggere e una famiglia da crescere. Ma alla vigilia di una scena notturna particolarmente impegnativa, quella in cui il suo personaggio si esibisce davanti alle truppe, è arrivata la telefonata che le ha gelato il sangue.

Stavo per entrare in scena, mi stavo mettendo la parrucca, quando qualcuno è venuto a dirmi: ‘A quanto pare hai un aneurisma cerebrale’“, ha raccontato l’attrice davanti ai giornalisti di mezzo mondo. Un medico l’aveva chiamata per comunicarle quella diagnosi devastante, proprio mentre lei si preparava a calarsi nel suo personaggio. “Ho cominciato a piangere mentre ero al trucco, cercando di non rovinarlo“, ha confessato al Corriere della Sera.

L’immagine è potente quanto cinematografica: una delle attrici più celebrate al mondo, seduta davanti allo specchio del camerino, truccata e parruccata per interpretare la vita sulla scena, mentre riceve una notizia che le fa credere di essere in punto di morte. “Forse stavo morendo, e c’era la vita accanto a me, sul set. Ho convissuto con l’ansia e la pressione al lavoro“, ha spiegato. Un contrasto stridente tra finzione e realtà che ha trasformato quelle ore in “una delle cose più surreali” della sua vita professionale.

Per Penélope Cruz, quelle ore sul set sono state un incubo ad occhi aperti. “Non sapevo se era verità o finzione, era qualcosa di surreale”, ha ammesso. Eppure, nonostante il terrore, ha continuato a lavorare. “Ho convissuto con l’ansia e la pressione al lavoro, avendo l’immenso supporto del team. I due registi sono persone straordinarie”, ha raccontato, mostrando quella professionalità che l’ha resa una delle attrici più rispettate dell’industria cinematografica.

Il giorno successivo, dopo ulteriori controlli più approfonditi, è arrivata la notizia che ha dissolto l’incubo: era un falso allarme. Il medico le ha confermato che poteva continuare a cantare e ballare senza problemi. Cruz ha definito quel momento “un miracolo“, la fine di una parentesi terrorizzante che avrebbe potuto segnare tragicamente la sua vita.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.