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Ci sono volti che raccontano storie senza bisogno di parole. E poi c’è Mootoo, un beagle thailandese che ha trasformato l’arte dell’espressione facciale in un fenomeno globale. Con più di un milione di follower su Instagram, questo cane dal muso straordinariamente eloquente ha conquistato il cuore degli utenti di mezzo mondo grazie a una caratteristica che lo rende unico: le sue espressioni sono così incredibilmente umane da risultare quasi inquietanti nella loro perfezione.

Non stiamo parlando del solito cane fotogenico che fa tenerezza con gli occhi dolci. Mootoo possiede un repertorio emotivo degno di un attore di metodo: dal side-eye più giudicante che abbiate mai visto, a quello sguardo assonnato e disilluso che tutti conosciamo fin troppo bene il lunedì mattina. Ogni foto è un piccolo capolavoro di comunicazione non verbale, un meme vivente che sembra commentare sarcasticamente la condizione umana.

La storia di Mootoo ha però una sfumatura importante che rende il suo successo ancora più significativo. Questo beagle convive con l’ipotiroidismo, una condizione che nei cani può causare aumento di peso, metabolismo rallentato e stanchezza cronica. Invece di lasciare che questa diagnosi definisse la sua vita, Mootoo ha trasformato quello che potrebbe essere visto come un limite in un marchio di fabbrica: il suo iconico “sleepy look”, quello sguardo perennemente assonnato e leggermente annoiato che lo ha reso riconoscibile in tutto il mondo.

I suoi proprietari, residenti in Thailandia, hanno saputo cogliere la straordinarietà nascosta nel quotidiano. Hanno iniziato a condividere le foto di Mootoo sui social media, documentando le sue giornate con un occhio attento alle mille sfumature del suo muso espressivo. E la risposta è stata travolgente. Non si tratta semplicemente di trovare carino un cane, ma di riconoscere in quelle espressioni qualcosa di profondamente familiare.

Scorrendo il profilo Instagram di Mootoo, si ha la sensazione di sfogliare un catalogo universale delle emozioni umane filtrate attraverso il volto di un beagle. C’è la foto in cui sembra giudicare silenziosamente le tue scelte di vita. Quella in cui il suo sguardo obliquo comunica un eloquentedavvero?” che non ha bisogno di traduzione. E poi ci sono i momenti di pura, rassegnata accettazione dell’assurdità dell’esistenza, espressi con una maestria che farebbe invidia a filosofi esistenzialisti.

La community online che si è formata attorno a Mootoo è altrettanto interessante quanto il protagonista stesso. Migliaia di persone commentano quotidianamente le sue foto, proponendo didascalie esilaranti, creando meme e condividendo come quelle espressioni rispecchino perfettamente i loro stati d’animo, rendendolo a tutti gli effetti un fenomeno del web e dei social. È diventato una sorta di specchio emotivo collettivo, un linguaggio condiviso che attraversa barriere culturali e linguistiche.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it