A quasi due mesi dalla scomparsa improvvisa del padre Francesco Michele, commercialista ed ex deputato venuto a mancare lo scorso 15 giugno, Francesca Barra ha scelto di trasformare il proprio dolore in un cammino di ricerca e memoria. La giornalista e conduttrice è volata a Bali insieme al marito Claudio Santamaria e alla loro figlia Atena, nata nel 2022, per un viaggio che ha assunto i contorni di un pellegrinaggio personale, intimo e profondamente spirituale.
Il 10 agosto sono arrivati i primi aggiornamenti social direttamente dall’Indonesia, con una serie di scatti emozionanti che ritraggono l’attore insieme alla piccola di casa immersi nelle bellezze dell’isola. Barra distesa su un’amaca, Santamaria che tiene sulle spalle Atena, templi avvolti nella nebbia, risaie che si perdono all’orizzonte. Immagini che raccontano più di mille parole, ma che la giornalista ha voluto accompagnare con una riflessione articolata sul senso profondo di questo viaggio.
Questo non è un semplice viaggio turistico, ma il tassello di un percorso intimo che Barra aveva preannunciato ai suoi follower solo pochi giorni prima della partenza. “Un viaggio che mi porterà a vedere alcuni dei luoghi che mio padre ha amato e sognato per tutta la vita”, aveva spiegato. Un’esplorazione nata dal desiderio di non seppellire il lutto, ma di attraversarlo ripercorrendo i passi, i desideri e le aspirazioni del genitore scomparso. Una testimonianza condivisa che potesse essere d’aiuto anche a chi affronta un dolore analogo.
“Non potrò certo dire di aver trovato qui la pace, né un modo per accettare ciò che per il mio cuore resta ancora inaccettabile. Non credo esista un luogo capace di farlo”, ha scritto Barra a corredo degli scatti che documentano le prime tappe balinesi. “In queste settimane, però, ho continuato a parlare con lui. Davanti a ogni cosa pensavo a quello che gli avrei sottoposto, perché lui era un viaggiatore, uno studioso e aveva sempre un chiarimento per ogni mio dubbio“.
Le domande sono rimaste senza risposta, almeno nella forma convenzionale. Ma la sorella Evita le ha inoltrato i giudizi che il padre aveva scritto su ogni luogo visitato in Indonesia durante i suoi viaggi. “Era preciso, ironico e, soprattutto, trovo che avesse perfettamente ragione anche nelle criticità riscontrate e nei confronti con altre tappe. Il suo materiale è davvero prezioso“, ha raccontato la conduttrice, trovando in quelle parole una forma di dialogo postumo, un modo per continuare a sentire la voce paterna anche nell’assenza fisica.
Barra ha affidato ai social anche una lunga riflessione sul significato profondo dello spostarsi e sul rapporto con la meta scelta. “Ogni luogo può essere visitato in molti modi diversi. Dipende dal tempo che abbiamo, da cosa cerchiamo in un’esperienza e da chi viaggia con noi“, osserva. Prima di arrivare aveva letto diversi giudizi contrastanti sull’isola, legati all’eccessivo turismo o al traffico. Pur riconoscendo questi aspetti in determinate zone, la giornalista difende le diverse sfaccettature di Bali.
“Bali non è soltanto Seminyak, Canggu o Uluwatu, che peraltro a me sono piaciute. Non è soltanto mercatini di magliette da surfisti che ho comprato, perle, conchiglie vendute ai turisti, arredamento boho chic che a me piace, o beach club che mi hanno comunque rilassata davanti all’oceano. Bali è un’isola vulcanica fatta di risaie, foreste, cascate, sorgenti, villaggi, benedizioni, purificazioni, doni, templi e piccoli altari che compaiono ovunque”. – Francesca Barra
Nel suo racconto si sovrappongono momenti di leggerezza e scorci di spiritualità vissuta. Ironizza sui trend social dei turisti in cerca dello scatto perfetto, ammettendo senza filtri di aver acquistato i classici souvenir e di aver persino scoperto “un filtro effetto cinema flash con intelligenza artificiale” che adora, chiedendosi: “Chi sono per giudicarvi?”. Subito dopo, però, il focus torna sul valore culturale e umano del luogo.
“Ci sono i fiori e le offerte preparate ogni giorno, l’incenso, le cerimonie, il rapporto con l’acqua, la meditazione, lo yoga e il karma, a me così caro. E poi c’è la gentilezza e il subak, il sistema tradizionale di distribuzione dell’acqua che tiene insieme agricoltura, comunità e spiritualità. La nostra guida racconta che nessuno viene lasciato senza una casa o senza cibo: magari più famiglie condividono gli spazi, ma esiste un senso della comunità molto profondo”. – Francesca Barra
Durante il viaggio, Barra ha partecipato anche a rituali di purificazione, esperienze che ha documentato attraverso immagini evocative. Anche gli incontri più simbolici hanno assunto un significato particolare nel suo percorso. Durante una lettura della mano, le è stato suggerito di “imparare a lasciare andare il controllo, l’organizzazione di tutto“. Un consiglio che Barra ha accolto con la sua caratteristica ironia, rivolgendosi al marito: “Claudio, fai tu le valigie e le disferai al ritorno?“. Nessuna risposta, ha scherzato ancora una volta la giornalista.
“Ho analizzato tutto. Una folata di vento quando tutto sembra immobile, un battito d’ali, una farfalla che compare e scompare. Non so se siano segni. Compio tentativi, perché devo ancora imparare una lingua per iniziare un dialogo con l’assenza”, ha scritto con una metafora potente che sintetizza il suo stato d’animo. La ricerca di un linguaggio nuovo per comunicare con chi non c’è più, un codice che permetta di mantenere vivo il legame pur nella separazione fisica. Il messaggio si conclude con una riflessione aperta sul modo di approcciarsi al mondo, proponendo un invito a non fermarsi ai pregiudizi o alle mode passeggere.
“Il mio modo di viaggiare non è migliore di quello degli altri. Sono piuttosto le sentenze definitive sui luoghi a convincermi poco. Se posso condividere un consiglio è questo: costruite un itinerario che vi somigli. Non affidatevi soltanto alle recensioni degli estranei sui social, filtrate le informazioni e approfonditele. Informatevi sulla storia del posto, sulla religione, sugli usi e sui comportamenti da rispettare. E lasciate spazio all’imprevisto. Stupitevi, incantatevi”.- Francesca Barra
“Bali non mi ha insegnato qualcosa di rilevante, vorrei poterlo dire, ma non è così. Però non è stata compiuta solo un’azione e questo lo sento perché sono in ascolto”, ha aggiunto in un post successivo, testimoniando come il percorso di elaborazione del lutto sia tutt’altro che lineare o risolto. Non ci sono risposte facili, non ci sono luoghi magici che cancellano il dolore. C’è solo il cammino, l’ascolto, la ricerca di una nuova forma di presenza.
La scelta di partire per l’Indonesia arriva dopo che, in seguito alla perdita del padre, la giornalista aveva maturato la decisione radicale di sospendere i propri impegni televisivi, lasciando in anticipo la conduzione del programma 4 di sera su Rete 4. Una scelta che aveva suscitato ampio dibattito pubblico: se da un lato tantissimi fan le avevano espresso affetto e solidarietà, dall’altro l’episodio aveva riacceso i riflettori su come il fermarsi per elaborare un lutto rimanga ancora un privilegio per pochi lavoratori, piuttosto che un diritto garantito a tutti.
Senza sottrarsi al confronto, Barra si è detta felice di aver sollevato una riflessione su un tema così rilevante, confermando la bontà della sua scelta e ringraziando il pubblico per il costante calore dimostrato. “La mia famiglia ha bisogno di me”, aveva dichiarato al momento dell’annuncio, con la commozione evidente anche nel conduttore Roberto Poletti. Pur avendo rallentato i ritmi sul piccolo schermo, la giornalista non ha interrotto la sua attività editoriale, continuando a firmare le sue collaborazioni con L’Espresso.
