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A poche settimane dalla chiusura del Grande Fratello 19, Simona Ventura rompe finalmente il silenzio e traccia un bilancio della sua esperienza alla guida del reality più longevo della televisione italiana. Un bilancio che arriva dopo un’edizione segnata da numeri storicamente negativi, ma che la conduttrice difende con una determinazione che ha già fatto discutere. I dati parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni: la finale dell’edizione condotta da Ventura ha registrato appena 1 milione e 620 mila spettatori con uno share del 14,33%, risultando la meno vista in assoluto nei 25 anni di storia del programma. La media complessiva dell’edizione si è fermata a 1.829.000 telespettatori pari al 14,93% di share, segnando per la prima volta nella storia del format la discesa sotto la soglia psicologica dei due milioni di spettatori.

Eppure, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Super Simo non sembra intenzionata a fare autocritica. Anzi, rivendica con orgoglio il lavoro svolto e invita a contestualizzare i risultati in un panorama televisivo profondamente mutato. “Il 2025 è stato un anno straordinario perché ho avuto l’opportunità di fare un programma complesso, ma entusiasmante con una grande squadra di lavoro“, ha dichiarato la conduttrice, aggiungendo con una punta di ottimismo che ha sorpreso molti osservatori: “E anche come ascolti non è andata malissimo“. Per sostenere la sua tesi, Ventura ha citato il flop ancora più clamoroso della versione spagnola del format: “In Spagna ha chiuso al 5 per cento di ascolti“, come a voler sottolineare che, in fondo, poteva andare molto peggio. Un confronto che tuttavia non cancella il fatto che l’edizione italiana abbia segnato un record negativo storico per il franchise, rappresentando una battuta d’arresto significativa per Mediaset e per lo stesso Pier Silvio Berlusconi, che aveva puntato sul ritorno alla formula nip con un cast interamente composto da concorrenti sconosciuti.

L’edizione, andata in onda dal 29 settembre al 18 dicembre 2025, ha rappresentato un esperimento editoriale coraggioso ma rischioso: riportare il Grande Fratello alle sue origini, quando i protagonisti erano persone comuni e non volti noti del mondo dello spettacolo. Una scommessa che il pubblico italiano, evidentemente, non ha premiato, preferendo restare sintonizzato su altri canali o migrare verso le piattaforme streaming. Ventura accetta il verdetto dell’Auditel ma rifiuta l’idea che i numeri raccontino tutta la storia. La sua difesa è lucida e punta il dito contro un contesto mediatico frammentato, dove l’attenzione del pubblico si disperde tra decine di piattaforme, linguaggi e modalità di fruizione completamente diverse rispetto anche solo a pochi anni fa. Il suo Grande Fratello, nelle sue parole, è stato più un laboratorio televisivo che un’operazione nostalgia.

Archiviata, almeno per ora, questa esperienza poco felice alla guida del reality, la conduttrice ha già voltato pagina e guarda al futuro con progetti completamente diversi. Interrogata sui suoi prossimi impegni professionali, Simona ha rivelato di essere totalmente concentrata su un nuovo lavoro documentaristico dedicato a Padre Pio, figura che considera di straordinaria attualità e che la affascina da oltre vent’anni. “È il santo contemporaneo più amato al mondo. È morto nel 1968, è dunque moderno, ed è stato proclamato santo nel 2002, non senza problemi e contestazioni, peraltro“, ha spiegato la presentatrice. Un interesse nato all’inizio degli anni Duemila, come racconta lei stessa: “Sandro Mayer, l’allora direttore di Gente, mi intervistò quando nacque mio figlio Giacomo. Tre ore di chiacchierata su tutto e alla fine mi chiese: ‘Conosci Padre Pio? Lo apprezzi?’. Io dissi di sì, e lui ci fece il titolo. Da quel momento mi sono interessata a quella figura che allora era controcorrente“.

Il documentario promette di essere un’opera approfondita e ricca di testimonianze dirette, con un focus particolare sugli aspetti più enigmatici e meno conosciuti del frate di Pietrelcina. “Abbiamo le voci della memoria, testimonianze di persone che hanno avuto miracoli da lui e che gli sono stati accanto“, ha anticipato Ventura, lasciando intendere un approccio rigoroso e dettagliato al tema. Un cambio di registro netto rispetto al mondo dei reality show, che la vede impegnata in un progetto più riflessivo e culturale, realizzato insieme al marito Giovanni Terzi, giornalista, scrittore e conduttore radiotelevisivo. Un’operazione che testimonia la volontà di Ventura di esplorare territori narrativi diversi, lontani dalle dinamiche talvolta superficiali del piccolo schermo.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.