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L’informazione digitale sta cambiando volto, visto che dopo mesi di sperimentazione negli Stati Uniti e in India, Google ha deciso di portare in Italia una funzionalità che vuole ridefinire il rapporto tra utente e algoritmo: si chiama Fonti preferite ed è un sistema che permette a chiunque di personalizzare quali testate, siti o blog devono apparire con priorità nei risultati di ricerca dedicati alle notizie.

Non si tratta di una rivoluzione totale, ma di un cambio di prospettiva significativo. Fino a ieri l’algoritmo di Google decideva autonomamente quali contenuti mostrare nella sezione “Notizie principali“, basandosi su criteri come pertinenza, autorevolezza dell’editore e rilevanza del tema. Oggi l’utente può intervenire direttamente, segnalando quali fonti considera più affidabili o semplicemente più vicine ai propri interessi.

Il meccanismo è semplice quanto efficace. Una volta selezionate le testate preferite, queste appariranno con maggiore frequenza nella sezione dedicata alle notizie e in un nuovo spazio chiamato “Dalle tue fonti“. Google continua a mostrare contenuti provenienti da altri editori, ma li organizza in secondo piano, lasciando la ribalta a chi hai scelto tu.

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Una scelta strategica per Google
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Precisiamo che per attivare la funzione bastano pochi passaggi. Il metodo più rapido prevede l’accesso diretto alla pagina Preferenze fonti, dove è possibile digitare il nome del sito che si desidera seguire nel campo di ricerca dedicato e apporre un segno di spunta sulla casella corrispondente. In alternativa, dopo aver cercato una notizia di attualità su Google, compare un simbolo a forma di stellina accanto alla sezione “Notizie principali“: cliccandoci sopra si apre un riquadro che permette di scegliere le fonti da aggiungere.

Una volta completata l’operazione, le testate selezionate vengono raccolte nella sezione “Le tue fonti“, consultabile in qualsiasi momento dalla pagina delle preferenze. Da quel momento in poi, ogni volta che si effettua una ricerca su un tema d’attualità, i contenuti delle fonti prescelte avranno una visibilità maggiore rispetto a quelli di altre testate.

I dati raccolti da Google durante le fasi preliminari del lancio mostrano un comportamento interessante: gli utenti hanno il doppio delle probabilità di cliccare su un sito dopo averlo inserito tra le proprie preferenze. Questo non significa che l’ecosistema informativo si chiuda in una bolla autoreferenziale, poiché Google ha specificato chiaramente che la funzione non elimina le altre fonti e non trasforma la ricerca in un ambiente completamente personalizzato.

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L’obiettivo dichiarato dall’azienda di Mountain View è di offrire più controllo in un ecosistema digitale sempre più affollato. Ogni giorno siamo esposti a migliaia di contenuti: articoli, video, approfondimenti, interviste. Orientarsi in questa massa di informazioni può diventare dispersivo, se non frustrante e proprio per questo motivo, Fonti preferite cerca di costruire un’esperienza più ordinata e coerente con le abitudini di lettura individuali, mantenendo comunque la possibilità di modificare le preferenze in qualsiasi momento.

L’attivazione della funzione in Italia segna un passo avanti nell’evoluzione di Google News. Dopo Stati Uniti e India, il nostro Paese diventa uno dei mercati in cui la piattaforma sperimenta un modello ibrido tra personalizzazione algoritmica e scelta diretta dell’utente. I prossimi mesi diranno se questo approccio sarà in grado di migliorare realmente la qualità dell’esperienza informativa o se prevarrà la tendenza a rinchiudersi in bolle comunicative sempre più impermeabili.

Quello che è certo è che la funzione esiste, è attiva e funziona. Chiunque può provarla, modificarla, adattarla alle proprie esigenze. Basta una ricerca, una stellina e qualche click. Il resto dipende da quanto siamo disposti a investire nella costruzione di una dieta informativa equilibrata, varia e consapevole.

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