Quando si parla di tutela dei minori, il confine tra informazione e violazione della privacy diventa sottilissimo. E Giulia De Lellis lo sa bene, tanto da essersi lasciata andare a uno sfogo durissimo sui social. L’influencer, tra le più seguite in Italia, ha puntato il dito contro chi ha pubblicato immagini della piccola Priscilla, la figlia avuta con il rapper Tony Effe, senza alcun consenso da parte dei genitori.
Le parole scelte da De Lellis non lasciano spazio a interpretazioni. Il bersaglio dello sfogo, secondo quanto emerso, sarebbe il settimanale Chi Magazine, che avrebbe dedicato un servizio alla famiglia pubblicando una foto della bambina in spiaggia con i genitori, seppur con il volto pixelato.
“Sto scrivendo queste righe con profonda amarezza e indignazione. Oggi è stato superato un limite che non dovrebbe mai essere oltrepassato: l’esposizione mediatica di minori contro la volontà dei loro genitori.” – Giulia De Lellis
Partiamo dal presupposto che a me delle urla social delle influencer frega meno di zero. Trovo ridicola Aurora Ramazzotti che invoca il processo di Norimberga quando viene svelata la sua dolce attesa, perché forse dimentica, che i suoi genitori in… pic.twitter.com/5Lc0LmIEI3
— Gabriele Parpiglia (@Parpiglia) June 18, 2026
Il bersaglio dello sfogo, secondo quanto emerso, sarebbe il settimanale Chi Magazine, che avrebbe dedicato un servizio alla famiglia pubblicando una foto della bambina in spiaggia con i genitori, seppur con il volto pixelato. Ma per Giulia questo non basta. Non quando hai fatto una scelta precisa, consapevole, di tenere tua figlia lontana dai riflettori e dai social.
“I bambini non sono una notizia, non sono un titolo e non possono diventare strumenti per generare curiosità o clamore. Non basta una sfocatura o qualche pixel a proteggerlo quando resta comunque riconoscibile dal contesto o da altri elementi identificativi.” – Giulia De Lellis
È una questione che va oltre il semplice gossip. Tocca il cuore della responsabilità giornalistica e del rispetto per chi non può difendersi da solo. Non a caso, esiste la Carta di Treviso, un pilastro deontologico che ogni professionista dell’informazione dovrebbe conoscere a memoria, che disciplina proprio la tutela dei minori nell’ambito della cronaca. Ma evidentemente, quando si tratta di magazine e rotocalchi di gossip, le zone grigie si moltiplicano.
Giulia De Lellis furiosa sui social dopo la pubblicazione del volto della figlia Priscilla: “È stato superato un limite, sono delusa e disgustata”
Lo sfogo dopo l’uscita dell’ultimo numero del settimanale Chi #uominiedonne #gfvip https://t.co/bzVvqY6R4J
— Isa e Chia (@IsaeChia) June 18, 2026
De Lellis non si ferma alle parole. L’influencer ha infatti annunciato che “gli aspetti giuridici verranno affrontati nelle sedi opportune“, facendo intendere che la questione potrebbe finire in tribunale. Una mossa che sottolinea quanto la violazione percepita sia grave: non si tratta di una polemica da social destinata a sgonfiarsi in poche ore, ma di una battaglia vera e propria per difendere la privacy della figlia.
Quello che colpisce maggiormente, secondo le parole della diretta interessata, è “la totale assenza di sensibilità, rispetto ed etica verso chi dovrebbe essere protetto più di chiunque altro“. È un j’accuse che va dritto al punto: i minori non sono merce di scambio per riempire pagine o generare clic. E quando i genitori scelgono consapevolmente di non esporli, questa decisione dovrebbe essere rispettata da tutti, media compresi. Il messaggio finale è netto, quasi un avvertimento.
“Sono arrabbiata, delusa e disgustata. E aggiungo anche che da questo momento in poi, chiunque deciderà di diffondere, pubblicare o ricondividere quel materiale se ne assumerà ogni responsabilità.” – Giulia De Lellis
