Sono passati quasi quindici anni da quel momento che ha segnato una delle svolte più discusse nella storia del cinema moderno. Quando George Lucas ha ceduto la Lucasfilm e l’intero universo di Star Wars alla Disney, i titoli dei giornali hanno fatto il giro del mondo, e il fandom si è diviso in fazioni che ancora oggi discutono animatamente su quella decisione. Era il 2012, e da allora la galassia lontana lontana ha continuato il suo viaggio tra trionfi e battute d’arresto, nuovi personaggi e ritorni nostalgici, serie televisive acclamate e film controversi. Ma mentre i fan continuano a dibattere sul destino della saga sotto la guida Disney, il suo creatore ha scelto una strada radicalmente diversa. E le sue ultime dichiarazioni non lasciano spazio a interpretazioni: George Lucas ha chiuso definitivamente i conti con Star Wars. Non si tratta di speculazioni o letture tra le righe, ma di parole cristalline che confermano quello che molti appassionati temevano da tempo.

In una recente intervista rilasciata al Wall Street Journal, riportata da ComicBook, Lucas ha parlato con una franchezza disarmante del suo rapporto attuale con la creazione che lo ha reso leggendario. “Disney ha comprato Star Wars e gli ha dato la sua impronta. Succede. Ovvio che nel frattempo io sia andato avanti. Insomma, ho anche una vita. Sto progettando un museo, e questo è molto più difficile che fare un film“. Quella frase, “ho anche una vita“, risuona come una pietra tombale sulle speranze di chi immaginava un possibile ritorno del maestro alla guida della saga. Per anni, una parte del fandom ha continuato a coltivare il sogno di un Lucas redivivo, pronto a riprendere il timone e a riportare Star Wars alla sua visione originale. Queste parole spazzano via ogni illusione con la forza di un colpo di spada laser.

The Mandalorian & Grogu
The Mandalorian & Grogu, fonte: The Walt Disney Company

Il regista ha anche condiviso i retroscena emotivi di quella vendita storica, ammettendo che si è trattato di una decisione sofferta ma necessaria. Lucas ha rivelato di essersi reso conto che l’industria cinematografica stava attraversando una trasformazione radicale, con un chiaro spostamento verso lo streaming, un modello a cui si sentiva fortemente contrario. Di fronte a questo cambiamento epocale, ha scelto di fare un passo indietro e lasciare che altri plasmassero il futuro della galassia che aveva creato.

Ma se Star Wars appartiene ormai al passato per il suo creatore, quale futuro sta costruendo George Lucas? La risposta è un progetto monumentale che sta consumando tutte le sue energie: il Lucas Museum of Narrative Art, un museo da un miliardo di dollari in fase di allestimento a Los Angeles. Un’impresa che Lucas descrive come “molto più difficile che fare un film“, e in cui ha già investito circa un quarto di quanto guadagnato dalla vendita a Disney. Il museo sarà un viaggio attraverso l’arte della narrazione in tutte le sue forme, e Star Wars sarà solo una piccola tappa di questo percorso molto più vasto. Una decisione che può sembrare ingrata verso la creazione che gli ha dato fama e fortuna, ma che rivela un artista desideroso di esplorare nuovi territori e di liberarsi dall’ombra ingombrante del proprio passato.

Nel frattempo, la saga continua il suo cammino sotto l’egida Disney, tra progetti ambiziosi e ritorni attesi. The Mandalorian e Andor hanno dimostrato che l’universo espanso può ancora regalare storie di qualità, mentre sul grande schermo si prepara una nuova ondata di film. The Mandalorian & Grogu è previsto per maggio 2026, mentre Star Wars: Starfighter, con Ryan Gosling protagonista, arriverà nelle sale il 28 maggio 2027, ponendo fine a un’assenza cinematografica di sette anni. La galassia lontana lontana continuerà a brillare, ma senza la guida del suo creatore originale, che ha scelto di costruire un nuovo universo fatto di tele, sculture e narrazioni collezionate in una vita intera.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it