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In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è circa di 350 milioni di metri cubi. Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 ha movimentato 263 milioni. Le parole del capo dipartimento della Protezione Civile, Nello Musumeci, restituiscono la dimensione di quanto sta accadendo a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, dove un’enorme frana sta letteralmente divorando il territorio, mettendo a rischio l’intero abitato e le infrastrutture che lo collegano al resto della Sicilia. L’area di rischio si estende per 25 chilometri quadrati e non sappiamo ancora quanto la linea della frana possa estendersi. I tecnici hanno suggerito altri 150 metri di possibile avanzamento, una prospettiva che tiene col fiato sospeso un’intera comunità e che ha costretto le autorità a intervenire con misure d’emergenza su più fronti.

Le immagini aeree girate dai droni nella mattinata di giovedì 29 gennaio restituiscono uno scenario da film catastrofico, ma purtroppo reale. La Strada provinciale 10, arteria vitale che collega Niscemi a Gela, è stata letteralmente spezzata dal movimento del terreno. Il manto stradale presenta cedimenti multipli, fratture profonde che si snodano per centinaia di metri, trasformando quella che era una strada trafficata in un percorso impraticabile. In alcuni punti, l’asfalto è completato scomparso, inghiottito dalla terra che si muove inesorabile verso valle. Il movimento franoso interessa lo sperone occidentale su cui si erge l’abitato di Niscemi, un fenomeno geologico che non è nuovo a questa zona. La storia locale registra episodi simili fin dal 1790, con eventi significativi documentati nel corso dei secoli, fino al 1997. Ma mai di queste proporzioni. Ciò che rende particolarmente preoccupante la situazione attuale è la massa di terreno coinvolta e la velocità con cui il fenomeno si sta sviluppando.

Di fronte all’emergenza, la macchina dei soccorsi si è attivata su più livelli. La prefettura di Caltanissetta ha richiesto l’intervento dell’Esercito, che ha risposto attraverso il Comando Territoriale Sud della Forza Armata. Il 4º reggimento Genio della Brigata Aosta è già operativo sul territorio con un obiettivo chiaro: evitare l’isolamento dell’abitato. Considerata l’impraticabilità delle principali direttrici cittadine, i militari stanno lavorando per migliorare la viabilità delle strade vicinali di collegamento tra le Provinciali 10 e 12, realizzando un bypass di emergenza. Le macchine operatrici del Genio stanno trasformando piste agricole, alcune già in parte asfaltate, in strade carrabili che permettano alla popolazione di transitare e che supportino anche l’economia locale. Un intervento fondamentale, perché l’isolamento di un centro abitato di queste dimensioni avrebbe conseguenze devastanti non solo per i residenti, ma per l’intero tessuto economico e sociale della zona.

Nel frattempo, si sta lavorando per ripristinare i servizi essenziali. Il ministro Musumeci ha confermato che oggi è stato attivato il metano, dopo l’intervento del dipartimento di Protezione Civile, garantendo così un servizio fondamentale alla popolazione. Ma le sfide sono ancora molte. Nei prossimi giorni, il ministro incontrerà il sindaco per individuare una nuova area dove eventualmente costruire. I soldi ci sono, ha precisato Musumeci, non è quello il problema. Ma dobbiamo pensare anche al domani. Ed è proprio guardando al domani che emerge uno degli aspetti più inquietanti di questa vicenda. Per tre volte, tra il 2021 e il 2023, il Comune di Niscemi è stato sollecitato dall’Autorità di Bacino siciliana a presentare un progetto esecutivo a completamento delle richieste di intervento per il consolidamento del versante ovest del paese e del belvedere. Nessuno, però, ha dato esito alle sollecitazioni. L’amministrazione comunale aveva presentato nel 2014 e nel 2019, tramite la piattaforma Rendis, delle proposte progettuali per due interventi per un ammontare complessivo di oltre 11 milioni di euro. Ma l’assenza della progettazione esecutiva ha bloccato l’iter.

Come ha dichiarato lo stesso Musumeci a Sky Tg24, il comune ha sottovalutato la frana. Una sottovalutazione che oggi pesa come un macigno di fronte all’evidenza di una catastrofe annunciata. E c’è di più: dei 141 progetti da finanziare con i soldi previsti dall’Accordo di coesione siglato tra Regione e Governo, nessuno riguarda la frana di Niscemi. Un’assenza che solleva interrogativi pesanti sulla capacità di programmazione e prevenzione del territorio. La politica nazionale sta comunque mostrando attenzione alla crisi siciliana. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, domani sarà in visita in Calabria e Sicilia in alcune zone colpite dal maltempo. Previsto un sorvolo di tutte le zone costiere colpite e sopralluoghi a Melito di Porto Salvo e Furci Siculo. Anche il sistema bancario sta dando segnali di disponibilità: l’Abi ha invitato le banche a sospendere i mutui per le regioni colpite dal maltempo, una misura che potrebbe alleviare il peso economico sulle famiglie coinvolte.

Mentre i tecnici continuano a monitorare ogni centimetro di terreno, cercando di prevedere l’evoluzione del movimento franoso, gli abitanti di Niscemi guardano con apprensione alla collina che si sgretola. Trecentocinquanta milioni di metri cubi di terra che si muovono sono una forza della natura difficile da immaginare. Più del Vajont, più di quanto la memoria collettiva degli italiani possa facilmente processare. Il ministro Crosetto ha dichiarato che la Difesa non si ferma, sempre al servizio e protezione della collettività. Ma la domanda che molti si pongono è: si poteva fare di più prima che la terra cominciasse a muoversi? Perché di fronte a fenomeni geologici di questa portata, la prevenzione non è un optional, è una necessità. E quando le sollecitazioni restano senza risposta per anni, il prezzo da pagare rischia di essere altissimo, misurato non solo in metri cubi di terra, ma in vite, case, futuro di un’intera comunità.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.