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A Birmingham, agli Europei di atletica leggera, il debutto di Filippo Dezza nella Nazionale maggiore italiana ha iniziato a far parlare di sé prima ancora che il cronometro segnasse il tempo della sua batteria. Il giovane velocista bergamasco, specialista dei 200 metri, si è presentato in pista con un dettaglio impossibile da ignorare: una vistosa croce rasata al centro della testa, un segno che ha attirato sguardi, sorrisi e inevitabilmente domande.

La spiegazione di questo peculiare look non ha tardato ad arrivare, ed è direttamente collegata a Gianmarco Tamberi, capitano della squadra azzurra e icona del salto in alto. Il campione olimpico ha infatti vestito i panni del barbiere improvvisato, dando vita a quello che nel gergo sportivo viene chiamato “il taglio delle matricole”, un rito di iniziazione riservato a chi entra per la prima volta a far parte del gruppo della Nazionale.

Sotto lo sguardo divertito del presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera Stefano Mei, Tamberi ha impugnato la macchinetta e ha inciso una X ben visibile sulla chioma di Dezza. Un gesto che normalmente si limita a una piccola ciocca simbolica, ma che stavolta si è trasformato in qualcosa di decisamente più evidente e spettacolare. Il ventenne bergamasco ha affrontato la situazione con serenità, accettando di consegnarsi alle mani del suo insolito parrucchiere nelle stanze dell’hotel della squadra.

“Devo dire che ho detto anche io: fate quello che volete”, ha raccontato Dezza ai microfoni di Sky Sport. “Era la prima gara in Nazionale maggiore, volevo godermela. I capelli ricrescono, fate come volete, tanto me lo ricorderò”. Una filosofia che certifica la consapevolezza dell’importanza del momento, visto che per un atleta che arriva da un percorso non convenzionale, questa prima convocazione rappresenta qualcosa di speciale.

Dezza non è sempre stato un velocista puro: nel suo passato ci sono anche una breve esperienza nel calcio e un periodo come operaio alla Brembo, prima di dedicarsi completamente all’atletica. Quando Tamberi ha preso in mano il rasoio, il duecentista ha ribadito il concetto: “Fai quello che vuoi”. E Tamberi, evidentemente, non si è fatto pregare. Il risultato è stato un taglio a croce che ha accompagnato Dezza lungo tutta la sua avventura europea, trasformandolo in uno dei personaggi più riconoscibili della spedizione azzurra.

Il giovane atleta, scherzando, ha poi aggiunto che il primo pensiero dopo la cerimonia era stato quello di correre in hotel per rasarsi completamente a zero. “Meglio la boccia”, ha detto con autoironia. Ma alla fine ha mantenuto il taglio, scendendo in pista concentrato sulla gara piuttosto che sull’estetica. E la prestazione non ha deluso. Dezza ha vinto la sua batteria in 20″60, qualificandosi per la semifinale con il miglior tempo della mattinata. Un esordio che ha confermato il talento di questo velocista emergente, capace di mettere da parte le distrazioni e concentrarsi sull’obiettivo.


La semifinale disputata in serata ha poi portato alla finale, con due italiani qualificati nei 200 metri, un risultato che ha reso ancora più memorabile questa prima esperienza in maglia azzurra. Il “taglio delle matricole” è una tradizione che attraversa molti sport di squadra e rappresenta un momento di aggregazione, un modo per sancire l’ingresso ufficiale nel gruppo. Questo episodio racconta anche qualcosa del clima che si respira nella Nazionale italiana di atletica, un gruppo coeso dove il capitano Tamberi è riuscito a costruire un ambiente in cui convivono competitività e leggerezza, serietà e goliardia.

La croce rasata sulla testa di Dezza è diventata così un simbolo visivo di questa filosofia, un’immagine che ha fatto il giro dei social e che ha contribuito a rendere ancora più popolare un atleta che, fino a pochi giorni prima, era conosciuto principalmente dagli addetti ai lavori. Dietro quella X, insomma, c’è soprattutto il lato più goliardico di Gianmarco Tamberi, capace di trasformare il debutto di Dezza in Nazionale in un ricordo che difficilmente dimenticherà. Ma negli ultimi mesi il campione azzurro ha mostrato spesso anche un volto molto più tenero lontano dalle pedane.

A fine giugno, infatti, Tamberi e Chiara Bontempi hanno celebrato il battesimo della figlia Camilla ad Ancona, condividendo sui social alcune immagini della giornata e una dedica che aveva emozionato i follower. Un momento molto diverso dal curioso rito riservato a Dezza, ma che racconta un’altra faccia di un Tamberi che, tra Nazionale e famiglia, continua a far parlare di sé anche quando non sta saltando.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.