La censura, si sa, ha un effetto collaterale: amplifica ciò che vorrebbe silenziare. E Fabrizio Corona lo sa bene. Lunedì 26 gennaio, nonostante l’ordinanza del Tribunale civile di Milano che gli intimava di fermarsi, l’ex re dei paparazzi ha trasmesso ugualmente la sua puntata di Falsissimo. Risultato: quasi 2 milioni di visualizzazioni in dodici ore sulla sola prima parte gratuita caricata su YouTube, a cui vanno aggiunte quelle della seconda parte a pagamento. Un successo clamoroso che dimostra come il divieto abbia trasformato il suo format in un fenomeno virale.
Il giudice Roberto Pertile aveva accolto il ricorso d’urgenza di Alfonso Signorini, rappresentato dagli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia, ordinando a Corona di rimuovere immediatamente tutti i video e i contenuti relativi al conduttore del Grande Fratello da ogni piattaforma social e hosting provider a lui riconducibile. Non solo: gli era stato imposto di depositare entro due giorni tutti i supporti fisici contenenti documenti, immagini e video sulla sfera privata di Signorini. Una misura drastica, motivata dall’assenza di interesse pubblico nel conoscere le preferenze e le abitudini sessuali del direttore di Chi.
Ma Corona non è tipo da farsi intimidire. Sul suo canale Telegram ha tuonato: “Questo è il Paese dove i potenti si proteggono tra loro e il diritto di cronaca vale solo se non disturba. Io non mi fermo“. E poi su Instagram ha annunciato la mossa tattica: spostare l’attenzione dal “sistema Signorini” al “sistema Mediaset“. Un escamotage per aggirare formalmente il divieto, mantenendo però il focus sull’uomo al centro della bufera. Durante la puntata, Corona ha tirato in ballo alcuni dei volti più noti di Cologno Monzese: Maria De Filippi, Gerry Scotti, Silvia Toffanin. Ma il cuore del suo attacco è rimasto Alfonso Signorini e, soprattutto, i presunti segreti che il conduttore custodirebbe gelosamente. Segreti che, secondo l’ex paparazzo, riguarderebbero direttamente Marina e Pier Silvio Berlusconi.
“Signorini ha i segreti del potere. Se escono i segreti del potere, crolla l’azienda“, ha dichiarato Corona con tono perentorio. “Sono segreti pruriginosi di gusti sessuali, di perversioni, di scelte di vita“. Parole pesanti, che delineano uno scenario in cui il conduttore del Grande Fratello sarebbe intoccabile non per meriti professionali, ma per ciò che sa. “Da quando diventa direttore di Chi stringe rapporti con le donne di potere: diventa opinionista di Verissimo nel 2006-2007 e conosce i loro segreti. È l’unico che va a casa di Marina“, ha aggiunto.
Secondo la ricostruzione di Corona, Signorini avrebbe costruito la propria carriera televisiva proprio su questa conoscenza. “Ha in mano tutti i loro segreti, della figlia e del figlio, quelli grandi non quelli piccolini“, ha affermato. Un rapporto simbiotico, in cui Mediaset non potrebbe prendere posizione contro di lui per timore che certi scheletri nell’armadio vengano alla luce. Una teoria, questa, che l’ex paparazzo ha usato per spiegare perché l’azienda di Cologno Monzese abbia pubblicato un comunicato a supporto di Signorini dopo la sua autosospensione, invece di licenziarlo.
Ma Corona non si è fermato alle insinuazioni generiche. Ha raccontato un episodio specifico, attribuendolo a “un cliente dell’avvocato Chiesa“, il suo legale storico Ivano Chiesa. Stando a questa presunta testimonianza anonima, ci sarebbe stata una situazione compromettente che avrebbe coinvolto Pier Silvio Berlusconi: “C’era Pier Silvio in mutande in un angolo del letto con un altro ragazzo in mutande in un angolo del letto vicino al suo. Aveva la foto, prova di quel che è successo“. Corona ha proseguito sostenendo che a questo ragazzo sarebbe stato promesso un futuro in televisione in cambio di un “prezzo del successo“, salvo poi sparire dalla scena proprio come avrebbe fatto Signorini in passato.
L’ex re dei paparazzi ha poi parlato di un presunto tentativo di ricatto: “Questo ragazzo, con il contatto di Nicola Santini, va da questa persona amica intima di Berlusconi dicendo che aveva questa foto del figlio e facendogli un ricatto“. Accuse gravissime, prive di riscontri documentali presentati pubblicamente, ma che hanno contribuito a infiammare ulteriormente il dibattito online.
Nel frattempo, il legale di Corona, l’avvocato Ivano Chiesa, ha già annunciato che farà ricorso contro il provvedimento del Tribunale civile. “Non esiste in Italia la censura, non esiste la possibilità di inibire a nessuno di noi la possibilità di dire quello che vuole“, aveva spiegato nei giorni scorsi. “Tu puoi intervenire dopo, se ti ho offeso tu mi quereli, ma non è che se pensi che siccome domani ti offenderò ancora mi impedisci di parlare, perché non siamo in Russia“. Corona ha dichiarato di essersi adeguato formalmente al provvedimento del giudice, rimuovendo gli episodi 19 e 20 di Falsissimo e archiviando tutti i reel relativi alle due puntate che avevano superato i 100 milioni di visualizzazioni. Tuttavia, ha fatto sapere che il materiale non diffondibile sarà consegnato al pubblico ministero che indaga su Signorini sulla base della denuncia del modello Antonio Medugno. “Da bravo cittadino, obbligato dall’avvocato Chiesa, mi adeguo al provvedimento“, ha scritto con ironia.
Ma l’ex paparazzo non ha alcuna intenzione di mollare. “Se non vinco l’appello andrò a Roma, davanti al Parlamento, costruirò un palchetto, metterò un ledwall e in mezzo a tutti voi pubblicherò l’ultima parte del sistema Signorini con tutti i documenti che posso pubblicare“, ha promesso. Un annuncio che suona come una minaccia, o forse come l’ennesima mossa di un personaggio che ha fatto della provocazione il suo marchio di fabbrica. Le conseguenze legali per Corona potrebbero essere pesanti. Se dovesse violare le disposizioni del giudice Pertile, dovrà pagare 2.000 euro per ciascuna singola violazione, moltiplicata per ogni giorno di ritardo. A queste si aggiungono le spese legali già stabilite, pari a circa 9.000 euro. Cifre che, però, sembrano non spaventare chi ha fatto della sfida al sistema il proprio cavallo di battaglia.
L’ordinanza del Tribunale aveva bocciato l’idea stessa che i video di Falsissimo potessero avere un interesse pubblico. Secondo il giudice, non ci sarebbe “alcun indizio” del presunto “sistema basato su ricatti sessuali” per favorire l’ingresso di candidati al Grande Fratello, di cui parla Corona. Una valutazione che l’ex paparazzo contesta aspramente, sostenendo invece che si tratti di un tentativo di proteggere i potenti. Intanto, il caso ha assunto proporzioni che vanno oltre la diatriba personale tra Corona e Signorini. È diventato un banco di prova su temi delicati: dove finisce il diritto di cronaca e dove inizia la diffamazione? Quanto può essere tutelata la privacy di un personaggio pubblico? E soprattutto: la censura preventiva è compatibile con i principi di una democrazia liberale, o rischia di trasformarsi in uno strumento di protezione per chi ha potere e connessioni?
Corona ha chiuso il suo messaggio sui social con un appello ai suoi follower: “O facciamo rumore o ci seppelliscono nel silenzio. Se oggi zittiscono me, ragazzi, domani zittiscono voi“. Retorica populista o grido d’allarme legittimo? La risposta, probabilmente, sta nel mezzo. Ma una cosa è certa: la battaglia tra l’ex re dei paparazzi e il sistema che dice di voler smascherare è appena iniziata. E i prossimi capitoli si preannunciano ancora più esplosivi.



