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Eric Dane, noto attore di “Grey’s Anatomy” ed “Euphoria”, ha trovato un modo straordinario per restare vicino alle sue figlie nonostante la malattia. Affetto da SLA, la progressiva perdita della voce lo stava rendendo incapace di comunicare, ma poco prima di morire il 19 febbraio 2026 ha clonato la propria voce grazie a un progetto di intelligenza artificiale. La vedova Rebecca Gayheart racconta che l’iniziativa, realizzata con l’azienda ElevenLabs, ha permesso a Dane di registrare un messaggio che le figlie avrebbero potuto ascoltare, preservando il suono autentico della sua voce. L’esperienza è stata intensa e commovente, un momento di grande emozione per tutta la famiglia.

Quando la SLA aveva ormai compromesso la sua capacità di parlare, Dane ha deciso di dare il suo contributo anche ad altri malati, partecipando a un’iniziativa volta a fornire strumenti di comunicazione a chi perde la voce. La tecnologia di ElevenLabs permette di creare cloni vocali partendo da registrazioni esistenti, replicando intonazioni e timbro originali. Secondo Rebecca Gayheart, la prima volta che Dane ha ascoltato la sua voce ricreata è stato un momento intenso: “Tutti nella stanza abbiamo pianto. Era visibilmente emozionato”.

Le figlie, ascoltando l’audio, hanno commentato: “Non è una registrazione. Quella è la tua voce. Sei tu”. Il progetto ha consentito loro di sentire ancora il padre come se fosse presente, anche quando la malattia aveva reso impossibile la comunicazione diretta. Rebecca sottolinea che, sebbene non abbiano potuto usare il clone vocale a lungo, Eric voleva che quante più persone possibile potessero accedere a questa tecnologia, rendendola un’opportunità concreta per chi affronta difficoltà simili.

Poco prima della morte, Dane aveva anche registrato un messaggio video per le figlie, reso pubblico dal format Netflix “Famous Last Words”. In quel video, la voce debole ma piena di sentimento trasmette insegnamenti di vita: vivere nel presente, scegliere bene gli amici, lottare con dignità e, soprattutto, trasmettere amore. Con queste parole, l’attore ha lasciato un’eredità affettiva e simbolica, dimostrando quanto la tecnologia possa servire a preservare relazioni e ricordi anche nei momenti più difficili. In conclusione, la storia di Eric Dane mostra l’unione tra tecnologia e umanità: una voce clonata può diventare uno strumento di vicinanza, cura e memoria, aprendo nuove possibilità per malati, famiglie e professionisti della salute.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.