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Una nuova polemica sta infiammando i social network italiani e questa volta al centro della tempesta mediatica c’è Elettra Lamborghini. L’ereditiera e cantante è finita nel mirino degli utenti per una scelta che, in apparenza innocua, ha scatenato un dibattito acceso sul futuro del lavoro creativo e sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Il caso è esploso quando Elettra ha pubblicato sui suoi canali social le grafiche promozionali del suo prossimo Tour Bilaterale, una serie di concerti estivi nelle piazze italiane. Le immagini mostrano una grande torta decorata con panna montata e scritte di glassa colorata, affiancata da una palla stroboscopica da discoteca.

Il problema che ha fatto esplodere la controversia è presto detto: quelle immagini non sono state create da un grafico professionista, ma sono il frutto dell’intelligenza artificiale. La scelta di utilizzare immagini generate da AI per promuovere un tour di un’artista del calibro di Elettra Lamborghini ha sollevato un vespaio di critiche, soprattutto su X (ex Twitter), dove il dibattito si è fatto particolarmente acceso. Gli utenti non hanno risparmiato commenti taglienti: “Ma non ha soldi per un grafico” è diventato rapidamente uno dei commenti più ricorrenti.

Ma la questione va ben oltre la semplice ironia sulla condizione economica della cantante. Il nocciolo della polemica è il rischio che l’intelligenza artificiale possa sostituire il lavoro umano, togliendo opportunità a grafici, designer e artisti che da anni lavorano nel settore dello spettacolo e della comunicazione visiva. Non è stata specificata nei post di Elettra Lamborghini l’origine artificiale delle immagini, dettaglio che ha ulteriormente alimentato le critiche.

Molti utenti hanno sottolineato come la mancanza di trasparenza su questo aspetto rappresenti un problema etico: chi guarda quelle immagini dovrebbe sapere che non sono frutto del lavoro di un professionista, ma di un algoritmo. Per i grafici e i designer italiani, abituati a una tradizione di eccellenza artigianale e attenzione maniacale ai dettagli, vedere il proprio lavoro potenzialmente sostituito da un algoritmo rappresenta una minaccia esistenziale. Il settore chiede regolamentazioni più chiare, trasparenza nell’uso dell’AI e il riconoscimento del valore insostituibile della creatività umana.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.