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Il ritorno de I Cesaroni su Canale 5 doveva essere una festa. Dodici anni dopo l’ultima puntata, la settima stagione della serie cult della Garbatella prometteva di riaccendere quella magia che aveva conquistato milioni di italiani tra il 2006 e il 2014. Claudio Amendola dietro la macchina da presa, i volti storici pronti a tornare, la nostalgia che aleggiava come un profumo familiare. Eppure, dietro le quinte di questa operazione revival, qualcosa si è incrinato.

E a squarciare il velo di silenzio è stato proprio uno dei protagonisti più amati: Niccolò Centioni, l’attore che per anni ha dato volto e voce a Rudi Cesaroni. Le sue parole, affidate alle stories di Instagram, hanno la durezza di chi ha subito una ferita profonda. Non gira attorno alle questioni, Centioni. Va dritto al punto con una franchezza che oggi, nel mondo dello spettacolo fatto di comunicati stampa studiati a tavolino e interviste edulcorate, suona quasi rivoluzionaria.

Dichiarazione

“Quando ho letto il copione mi è preso un colpo. Sfogliavo e sfogliavo, non c’ero praticamente mai. Come è possibile? Un personaggio principale, non c’è più.” – Niccolò Centioni

La sensazione che trapela dalle sue parole è quella di uno schiaffo inaspettato. Rudi Cesaroni non era un comprimario qualunque. Era uno dei pilastri narrativi della serie, il figlio ribelle e sognatore che cresceva stagione dopo stagione, tra amori tormentati, conflitti generazionali e quella quotidianità popolare che aveva reso I Cesaroni un fenomeno di costume. Vedere quel personaggio ridotto ai margini, trasformato in una presenza sporadica, quasi decorativa, dev’essere stato per Centioni come ritrovare irriconoscibile un vecchio amico. Ma la delusione dell’attore non si è limitata a un generico senso di smarrimento.

Dichiarazione

“Volevano rifare i Cesaroni con quanti più Cesaroni possibile e quelli che ci dovevano essere, tipo me, non si sa per quale motivo sono stati praticamente scansati. Ho fatto la comparsa.”- Niccolò Centioni

Il verbo “scansati” non lascia spazio a interpretazioni. C’è amarezza, certo, ma anche una velata accusa verso una gestione creativa che avrebbe privilegiato la quantità alla qualità, il ritorno corale alla coerenza narrativa. La domanda che molti fan si sono posti dopo aver letto queste dichiarazioni è legittima: se il ruolo era così marginale, perché accettare comunque di partecipare al progetto? Centioni ha risposto anche a questo, con una sincerità che ha il sapore della verità nuda e cruda.

Dichiarazione

“Per gratitudine, per rispetto e per soldi ovviamente. La serie mi ha dato un gran successo, non posso negarlo, non sputo nel piatto in cui ho mangiato per anni.” – Niccolò Centioni

Una risposta che mescola pragmatismo e riconoscenza, senza nascondersi dietro nobili motivazioni artistiche. I Cesaroni hanno lanciato la carriera di Centioni quando era poco più che un ragazzo, e quel debito umano e professionale ha pesato nella sua decisione. Eppure, quella stessa gratitudine sembra avere un limite. Guardando al futuro, l’attore ha voluto lanciare un messaggio chiarissimo a chi dovesse pensare a un’eventuale ottava stagione.”Farò molta attenzione perché, se dovessi esserci per poco, come è successo in questa, dovranno cercarsi un altro Rudi“. È un ultimatum in piena regola. Un modo per dire che la seconda volta non sarà così accondiscendente, che la riconoscenza ha già dato il suo tributo e che ora pretende rispetto professionale.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.