Venticinque anni di vita insieme, tre figli, una crisi che avrebbe potuto spezzare tutto e la scelta consapevole di restare. Eva Herzigová e Gregorio Marsiaj hanno finalmente pronunciato il loro sì, trasformando una delle storie d’amore più longeve del panorama internazionale in un matrimonio celebrato a Torino, la città dello sposo, tra le location più prestigiose del capoluogo piemontese.
La top model ceca, icona degli anni Novanta e volto di campagne pubblicitarie entrate nell’immaginario collettivo, ha sposato l’imprenditore torinese in una cerimonia che ha saputo coniugare eleganza internazionale e sobrietà sabauda. George, 19 anni, Philip, 15 anni, ed Edward, 12 anni, i tre figli della coppia, hanno assistito al coronamento di un percorso familiare iniziato nell’estate del 2001 e segnato tanto dall’amore quanto dalla capacità di affrontare le tempeste senza arrendersi.
Gregorio Marsiaj appartiene a una delle famiglie imprenditoriali più importanti del Piemonte. Figlio di Giorgio Marsiaj, vicepresidente di Confindustria e fondatore e presidente di Sabelt, azienda leader mondiale nella produzione di sedili e sistemi di sicurezza per veicoli da competizione, rappresenta un mondo fatto di industria, tecnologia e produzione che sembrerebbe distante anni luce dalle passerelle internazionali.
Le nozze si sono articolate in tre momenti distinti, ciascuno con una propria identità ma tutti accomunati da un filo rosso di eleganza discreta. Il primo atto si è consumato nella piccola chiesa di San Vito, scelta per un rito religioso intimo e raccolto. Eva è arrivata accompagnata dal padre, attraversando una navata decorata con rose da giardino inglesi nelle delicate sfumature del bianco e del rosa pesca, i suoi fiori preferiti.
Lo sposo ha fatto il suo ingresso poco prima della cerimonia al volante di una Aston Martin V8 del 1989, un’auto d’epoca verde che rappresenta un omaggio al mondo dell’automotive a cui la sua famiglia è profondamente legata. Con lui, i tre figli, testimoni silenziosi di una promessa che in realtà viene da lontano. La funzione religiosa, celebrata da don Bruno, è stata breve e raccolta, fedele allo spirito che avrebbe caratterizzato l’intera giornata.
All’uscita dalla chiesa, pioggia e vento hanno accolto gli sposi, con la coppia che a quel punto si è trasferita a Palazzo Carignano, sede del Museo Nazionale del Risorgimento, per la cerimonia civile nella prestigiosa Sala dei Plebisciti, lo stesso luogo che richiama la storia del primo Parlamento italiano. Sempre a bordo dell’Aston Martin, Eva e Gregorio sono stati accolti da una quarantina di curiosi e dai flash dei fotografi.
La cerimonia civile è stata accompagnata da sei brani classici eseguiti su un pianoforte a coda Erard di fine Ottocento custodito nella sala, un dettaglio che ha trasformato il momento istituzionale in un’esperienza estetica raffinata. Il ricevimento finale si è svolto al Del Cambio, ristorante storico di Torino celebre per la cucina piemontese e insignito di una stella Michelin. Nonostante la tradizione locale del locale, il buffet è stato pensato per un pubblico internazionale, riflettendo i gusti cosmopoliti della coppia. La festa si è aperta con un brindisi sulle note di “Can’t Take My Eyes Off of You” nella versione di Lauryn Hill, seguita da un dj set con musica elettronica e brani contemporanei.
A raccontare meglio di chiunque altro lo spirito della giornata è stato Giorgio Marsiaj, padre dello sposo. All’uscita da Palazzo Carignano ha definito le nozze “breve, sobria e discreta, come da migliore tradizione sabauda”. Poche parole che riassumono una cerimonia elegante, lontana dagli eccessi e costruita attorno agli affetti più cari. Anche la lista degli invitati rispecchiava questa scelta: poco più di cinquanta persone tra familiari, amici e alcuni volti della moda internazionale. Tra i presenti Mariacarla Boscono, Jill Cooper e Marpessa Hennink, mentre ha fatto discutere l’assenza di Naomi Campbell, annunciata tra le invitate ma mai arrivata.
Per capire davvero il significato di questo matrimonio bisogna tornare all’estate del 2001, quando Eva Herzigová e Gregorio Marsiaj si incontrarono a Varigotti. Lei era già una delle top model più celebri del mondo, lui apparteneva a una delle famiglie imprenditoriali più importanti del Piemonte. Eva avrebbe poi raccontato con ironia che Gregorio, al primo incontro, finse di non riconoscerla, salvo poi scoprire che conservava un suo poster in camera.
Ma la loro storia ha attraversato anche momenti difficile. Nel 2011 la coppia affrontò una crisi profonda, raccontata anni dopo dalla modella durante un’intervista a Belve, spiegando quanto i figli abbiano inciso nella scelta di provare a salvare quel rapporto.
“Quando ci sono dei figli bisogna combattere. Per foto così non vale la pena rompere qualcosa di più importante”. – Eva Herzigová
Alla vigilia delle nozze, Eva ha riassunto così il segreto di venticinque anni trascorsi insieme.
“Il nostro segreto? Rispetto, complicità e non mollare mai”. – Eva Herzigová
Per la modella si tratta del secondo matrimonio, dopo quello con Tico Torres dei Bon Jovi. Pochi giorni prima del sì aveva condiviso sui social un video in cui ballava in cucina con Gregorio, accompagnato dalla frase “Porta fuori il meglio di me”. Il matrimonio di Eva Herzigová e Gregorio Marsiaj racconta quindi una storia che va oltre il glamour, rappresentando di fatto il percorso di una coppia che ha scelto di restare unita, superando una crisi che avrebbe potuto dividerla. Venticinque anni dopo quel primo incontro a Varigotti, il loro sì rappresenta la conferma di una promessa mantenuta ogni giorno.
