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Quando pensi di aver visto tutto in fatto di marketing cinematografico, Christopher Nolan ti ricorda chi detta le regole del gioco. A Venice Beach, uno dei luoghi più iconici e caotici di Los Angeles, è infatti apparsa un’installazione che sta letteralmente fermando i passanti: un cavallo alto circa 11 metri, piantato sulla sabbia come se fosse appena sbarcato dalle pagine di Omero.

Non si tratta di un’installazione artistica casuale o di una trovata turistica, ma è il primo segnale della campagna promozionale di Odiessa, il prossimo film del regista britannico che non ha bisogno di presentazioni. E se questa è solo l’apertura, viene spontaneo chiedersi: cosa avrà in serbo Nolan per il resto della promozione?

Ad ogni modo, l’installazione ha già catalizzato l’attenzione di migliaia di curiosi, turisti e appassionati di cinema che si sono riversati sulla spiaggia californiana. Alcuni si fermano a scattare foto, altri tentano l’impresa quasi eroica di arrampicarsi sulla struttura, trasformando il monumento in un’attrazione virale sui social. Il cavallo non è semplicemente grande: è imponente, scenografico, impossibile da ignorare. Rappresenta esattamente ciò che ci si aspetta da un regista che ha fatto della monumentalità visiva e della complessità narrativa il suo marchio di fabbrica.

Odissea segna il ritorno di Nolan a un territorio narrativo classico, ma con quella rielaborazione personale che lo ha reso uno dei cineasti più influenti del nostro tempo. Dopo aver esplorato la fisica quantistica in Tenet, la bomba atomica in Oppenheimer e i confini dello spazio-tempo in Interstellar, il regista si rivolge ora al mito fondativo della cultura occidentale: l’Odissea di Omero. Un poema epico che racconta il viaggio tormentato di Ulisse, eroe astuto e inquieto, tra mostri, divinità capricciose e il desiderio irriducibile di tornare a casa.


La scelta del cavallo come elemento centrale della campagna non è casuale, visto che sebbene l’inganno del cavallo appartenga tecnicamente all’Iliade e non all’Odissea, rappresenta uno dei simboli più potenti e riconoscibili della mitologia greca, un’immagine universale di strategia, astuzia e ribaltamento delle aspettative.

Venice Beach, con il suo mix eclettico di skater, artisti di strada, bodybuilder e turisti, diventa così un palcoscenico perfetto per un’operazione di guerrilla marketing su scala epica. La spiaggia californiana, già di per sé un set a cielo aperto, si è trasformato di conseguenza in un crocevia tra antico e contemporaneo, tra mito e spettacolo, tra cultura alta e cultura pop.

Se l’obiettivo di una campagna promozionale è generare interesse, dopo l’annuncio del secchiello per popcorn, la nuova mossa di Nolan e del suo team ha già centrato il bersaglio: le immagini del cavallo stanno facendo il giro del web, alimentando speculazioni, teorie e un certo interesse da parte del pubblico.

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