Dall’11 novembre al 14 dicembre 2025, Gianluca Gazzoli accompagna in seconda serata su Rai 2 i 24 giovani talenti che sognano il palco dell’Ariston. La diciannovesima edizione di Sanremo Giovani trova in lui un conduttore che di gavetta, sacrifici e rivincite personali ne sa qualcosa. Perché dietro il successo del podcaster più ascoltato d’Italia, dietro le milioni di visualizzazioni e gli ospiti internazionali, c’è una storia fatta di passione, ostacoli e reinvenzioni continue.
Nato a Vigevano il 18 agosto 1988 e cresciuto a Cologno Monzese, Gazzoli ha costruito la sua carriera mattone dopo mattone, partendo da quella gavetta che forgia i professionisti veri: i villaggi turistici. Quel percorso classico, quasi anacronistico nell’era dei talent show e della fama istantanea, che ti insegna a stare sul palco, a tenere il pubblico, a improvvisare quando qualcosa va storto. Da lì, il salto in radio: Radio Number One prima, poi Radio 2, fino ad approdare a Radio Deejay dove attualmente conduce Gazzology.
Ma il rapporto con Sanremo ha radici più profonde di quanto si possa immaginare. Nel 2017, durante la terza edizione guidata da Carlo Conti, Gazzoli aveva già condotto la diretta del Festival su Radio 2 insieme ad Andrea Delogu e Gianfranco Monti. Nel 2021 era tornato con Guess the Artist. Ora, nel 2025, chiude il cerchio conducendo Sanremo Giovani, con la prospettiva di affiancare proprio Carlo Conti nell’ultima serata del 14 dicembre. “”Per me è un piacere accompagnare questi ragazzi a inseguire i propri sogni””, ha dichiarato. Parole che suonano sincere, pronunciate da chi di sogni inseguiti ne ha dovuti rincorrere parecchi. La televisione lo ha visto protagonista in diverse produzioni da The Voice a Quelli che il calcio, passando per collaborazioni con Dmax e Sky. Nel 2023 e 2024 ha condotto l’Antefactor di X Factor, confermando quella versatilità che lo rende efficace tanto nel racconto intimo del podcast quanto nell’intrattenimento televisivo più dinamico.
Eppure, è con The BSMT – acronimo di Basement, cantinato – che Gazzoli ha trovato la sua dimensione più autentica e dirompente. Nato nell’aprile 2022 come progetto totalmente indipendente, sviluppato insieme al suo team senza etichette o sponsor alle spalle, il podcast è diventato rapidamente uno dei più seguiti in Italia. I numeri parlano chiaro: oltre 240 ospiti italiani e internazionali, milioni di visualizzazioni e ascolti, premi come migliore podcast della categoria Talk e migliore podcast ai Best Movies Awards. Sul divano del Basement si sono seduti nomi che difficilmente si trovano a parlare in Italia con quella profondità: Jared Leto, Ben Affleck e Matt Damon, Valentino Rossi, Tiziano Ferro, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Gianni Morandi, James Blunt, Michelle Hunziker, Carlo Verdone, Jovanotti, Amadeus, Leonardo Pieraccioni, Roberto Saviano, Federica Pellegrini, Ultimo, Paolo Bonolis. Un parterre che testimonia non solo la capacità di attrarre grandi nomi, ma soprattutto di creare uno spazio in cui questi si sentono liberi di raccontarsi davvero, senza filtri promozionali o domande preconfezionate.
Nell’ottobre 2024, Gazzoli ha portato questa filosofia anche in libreria con Anche quando nessuno ci crede – La rivincita degli underdog, un volume che racconta dieci storie di chi ha trionfato partendo sfavorito. Underdog, termine mutuato dal mondo dello sport per indicare chi parte svantaggiato e poi ribalta ogni pronostico. Campioni dello sport, attori, giornalisti, imprenditori e artisti che, con i loro percorsi di vita, hanno ispirato lo stesso Gazzoli. Perché di rivincite, lui, qualcosa sa.
A 15 anni un problema al cuore lo ha costretto ad abbandonare il basket, sport che praticava con passione e che ha continuato a seguire e amare da spettatore. Quel momento, quella porta che si chiude, quella passione che diventa impossibile da praticare: è un’esperienza che segna. Ma è anche il tipo di ostacolo che insegna a reinventarsi, a trovare altre strade, altri palcoscenici. E Gazzoli di palcoscenici ne ha trovati parecchi, costruendoli spesso con le proprie mani quando le porte tradizionali non si aprivano abbastanza velocemente.
Nella vita privata, lontano dai riflettori e dalle luci degli studi, Gazzoli è un uomo di famiglia. Sposato dal 2017 con Sara Bolla, è padre di due bambine: Rachele e Carola. La proposta di matrimonio è arrivata a New York, durante una cena in barca con pianista che faceva il tour di Manhattan al tramonto. Sara aveva raccontato: “Peccato che stava ripartendo proprio in quel momento. Ma è proprio qui che un atletico Gianluca, con un salto che probabilmente non vedrò mai più, sale sulla barca e la fa fermare“. Romanticismo e determinazione, la stessa che applica al lavoro.
Sara e Gianluca si conoscono da quando lei aveva vent’anni. “Ero disperato e pieno di sogni, lei mi è sempre stata accanto. Alcuni amici invece non hanno capito. Ma questo mi ha permesso di fare una selezione, adesso restano quelli veri“, aveva raccontato a Repubblica. È il ritratto di una coppia che ha attraversato la gavetta insieme, quando i sogni erano più grandi dei risultati e la fiducia era l’unica certezza.
Ora, sul palco di Sanremo Giovani, Gazzoli porta tutta questa esperienza. Non è solo un conduttore che legge un gobbo o introduce i concorrenti. È qualcuno che di sogni, ostacoli e rivincite ha fatto la propria narrazione personale e professionale. Qualcuno che sa cosa significa partire sfavoriti, reinventarsi, costruire qualcosa di proprio quando le strade tradizionali sembrano chiuse. E forse è proprio questo che serve a chi sale su quel palco con un sogno in tasca e la paura di non essere abbastanza: vedere qualcuno che ce l’ha fatta, a modo suo, senza scorciatoie ma con testardaggine, talento e l’intelligenza di evolvere continuamente.



