X

Una sola frase può bastare per scatenare una tempesta mediatica e lo ha scoperto a proprie spese Concita Borrelli, giornalista e autrice televisiva, protagonista di una polemica che ha investito Porta a Porta, il programma condotto da Bruno Vespa su Rai1. Durante la puntata del 14 maggio 2026, dedicata al delitto di Garlasco e alla figura di Andrea Sempio, le parole della Borrelli hanno generato un’ondata di indignazione sui social network, coinvolgendo la Rai, il Partito Democratico e costringendo sia la giornalista che il conduttore a promettere pubbliche scuse.

Ma cosa ha detto esattamente Concita Borrelli per provocare una reazione così violenta. La frase incriminata è arrivata durante un ragionamento articolato sul profilo psicologico degli imputati e sull’uso dei profili sessuali nelle indagini. Mentre scorrevano i titoli di coda, la giornalista ha affermato:

Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile e forte, c’è lo stu**o. C’è che qualcuno ti prende o tu prendi qualcuno nella testa, nei sogni e nell’immaginazione. Ce l’abbiamo tutti e qua non si tratta di essere santi, bigotti o assassini“.- Concita Borrelli

L’intervento si inseriva in una discussione più ampia sul caso di Garlasco e sull’analisi della personalità di Andrea Sempio, indagato dalla procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi. Secondo Borrelli, questo aspetto rendeva pericoloso l’uso dei profili psicologici quando ci si limita alla sfera sessuale, ma il modo in cui ha espresso il concetto ha innescato una reazione immediata e durissima.


Già in diretta, la scrittrice Elisabetta Cametti, collegata con la trasmissione, ha preso visibilmente le distanze dalle affermazioni della collega, scuotendo più volte la testa in segno di dissenso. Un gesto eloquente, catturato dalle telecamere e diventato virale sui social, dove in molti hanno apprezzato la sua presa di posizione silenziosa ma chiara.

Sui social network la reazione è stata immediata e molto dura. Gli utenti hanno criticato la banalizzazione della violenza sessuale, accusando la giornalista di aver pronunciato parole offensive nei confronti delle vittime di stupro. In poche ore l’hashtag dedicato alla puntata è diventato trending topic, con migliaia di commenti che chiedevano spiegazioni e interventi da parte della Rai.

La pressione mediatica ha spinto il Direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini ad attivarsi immediatamente. In una nota ufficiale, la Rai ha fatto sapere che Corsini si è prontamente attivato per avviare le verifiche di competenza, invitando la redazione di Porta a Porta a chiarire la vicenda. Una presa di posizione che testimonia la gravità percepita dalle dichiarazioni.


Anche la politica è intervenuta sulla questione, con i componenti democratici della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai che hanno rilasciato una dichiarazione durissima, definendo “scandalose e gravissime” le parole pronunciate durante la trasmissione. Di fronte alla bufera, la redazione di Porta a Porta ha emesso una nota ufficiale in cui si è detta “rammaricata per quanto accaduto“. È stato inoltre rivelato che la giornalista Concita Borrelli si scuserà con il pubblico nella trasmissione in onda martedì 19 maggio.

Ma non è solo la Borrelli a dover fare ammenda. Anche Bruno Vespa, pur non avendo pronunciato lui stesso le frasi contestate, ha assunto la responsabilità di quanto accaduto nel suo programma. “Anch’io, come avevo già previsto, mi scuserò nella prossima puntata di Porta a Porta“, ha dichiarato il conduttore all’Adnkronos.

Resta da vedere se le scuse programmate per il 19 maggio basteranno a chiudere la polemica o se la questione continuerà ad alimentare dibattiti sulla qualità dell’approfondimento televisivo italiano. Quel che è certo è che una frase pronunciata in pochi secondi, nel contesto di una trasmissione di approfondimento giornalistico, ha dimostrato ancora una volta quanto sia pericoloso l’uso improprio delle parole quando si affrontano temi che toccano la dignità e il dolore delle persone. Su argomenti così delicati bisognerebbe ragionare bene prima di parlare.

Condividi.