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La vittoria al quinto set contro Alex Michelsen avrebbe dovuto essere il protagonista della giornata per Rafael Jodar. Invece, il terzo turno del Roland Garros 2026 ha lasciato al tennista spagnolo un’eredità ben diversa: una valanga di critiche sui social e un episodio che difficilmente verrà dimenticato in fretta. Il 19enne di Madrid si è trovato al centro di una tempesta mediatica non per un colpo spettacolare o una rimonta impossibile, ma per il modo in cui ha trattato una giovanissima raccattapalle durante l’incontro. Le immagini, diventate virali nel giro di poche ore, mostrano due momenti distinti che hanno fatto discutere.

Nel primo, Jodar si lamenta visibilmente con la ragazza per non aver ricevuto l’asciugamano ghiacciato. Il nervosismo è palpabile, lo spagnolo è in svantaggio e la tensione del match sembra travolgere anche il rapporto con chi lavora a bordo campo. Ma è il secondo episodio a scatenare le reazioni più dure. Prima di uscire dal campo per la pausa, Jodar spinge la raccattapalle. Un gesto rapido, catturato dalle telecamere e amplificato dai social network. La ragazzina, senza fare una piega, si rimette al proprio posto. Un comportamento professionale che rende ancora più evidente il contrasto con l’atteggiamento del tennista.

Il video ha iniziato a circolare immediatamente su Twitter, Instagram e TikTok. I commenti non si sono fatti attendere. “Non è la prima volta che fa una cosa del genere“, scrive qualcuno. “Ma chi si crede di essere?“, incalza un altro utente. C’è chi si spinge oltre: “Non dovrebbe mai più entrare in un campo da tennis“. La rabbia del web si alimenta di un sentimento diffuso: l’insofferenza verso comportamenti arroganti, soprattutto quando rivolti a chi non può replicare. Jodar ha tentato di difendersi in conferenza stampa, offrendo la sua versione dei fatti.

Dichiarazione

“Avevo finito il secondo o il terzo set, non ricordo quale fosse. Lei stava camminando all’indietro e credo che…non l’ho spinta io, sia chiaro. Stavo dicendo a mio padre di passarmi le cose che mi avrebbe dato dopo la pausa in bagno, quando sarei tornato. Lei era in mezzo, quindi credo che stesse cercando di spostarsi. Stava indietreggiando, ma credo che sia caduta, non perché l’avessi spinta io”. – Rafael Jodar

Una giustificazione che non ha convinto gran parte degli osservatori. Le immagini, come spesso accade nell’era dei social media, parlano un linguaggio più diretto delle parole. Il gesto appare chiaro, il contatto innegabile. La narrativa di Jodar si scontra con ciò che migliaia di utenti hanno visto con i propri occhi. Sui social, l’hashtag legato all’episodio continua a raccogliere migliaia di interazioni. Video, meme, commenti indignati: la macchina del giudizio digitale si è messa in moto e difficilmente si fermerà nel breve periodo. Jodar dovrà dimostrare, dentro e fuori dal campo, di aver imparato la lezione.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.