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I social network si confermano l’arena privilegiata per i duelli a distanza tra le leader dei principali schieramenti politici italiani. E quello andato in scena nelle ultime ore, all’indomani delle elezioni amministrative veneziane, è destinato a rimanere negli annali della comunicazione politica digitale per la sua capacità di sintetizzare in appena sei lettere una vendetta fredda, servita al momento giusto.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non ha resistito alla tentazione di lanciare una stoccata alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. Il commento, pubblicato sul suo profilo ufficiale X nella serata del 25 maggio, ha fatto il giro del web in poche ore: “A posto“. Due parole che pesano come macigni.

La genesi di questo botta e risposta affonda le radici negli ultimi giorni della campagna elettorale veneziana. Venerdì 22 maggio Schlein era arrivata in Laguna per la chiusura della campagna del candidato sindaco del centrosinistra Andrea Martella. Dal palco, ostentando una sicurezza che le urne avrebbero presto smentito, aveva lanciato il guanto di sfida diretto a Palazzo Chigi: “Da qui mandiamo a casa Meloni“.

Una frase a effetto, immediatamente ripresa dalle principali testate nazionali e amplificata dai social. Repubblica ne aveva fatto un post accompagnato da una foto dei due esponenti dem sorridenti, costruendo una narrazione di imminente riscossa del centrosinistra che avrebbe dovuto partire proprio dalla città lagunare. Le urne hanno consegnato una realtà ben diversa dalle aspettative del Nazareno. A Venezia il centrosinistra ha incassato una sconfitta che ha sorpreso molti osservatori: il candidato del centrodestra Simone Venturini ha vinto al primo turno con 12 punti di vantaggio su Martella, un margine netto che non lascia spazio a interpretazioni.

Una vittoria diretta, senza necessità di ballottaggio, che rappresenta il risultato più rilevante e inatteso delle elezioni comunali che si sono svolte tra domenica e lunedì. Questo esito costituisce un segnale positivo per il centrodestra dopo la sconfitta al referendum costituzionale sulla magistratura di marzo, smontando la narrazione di un governo in difficoltà che parte della stampa aveva costruito nelle ultime settimane. La realtà fotografata dalle urne veneziane racconta una storia molto diversa da quella descritta in molti sommari e articoli pre-elettorali, che davano per spacciato un candidato “lasciato solo” dai leader nazionali.

L’utilizzo dei canali social da parte di un presidente del Consiglio per questo genere di commenti satirici è considerato abbastanza notevole, benché questa pratica sia ormai un’abitudine consolidata nella politica italiana. Che si approvi o meno questo stile comunicativo, è innegabile che Meloni abbia dimostrato ancora una volta la sua abilità nel cogliere il momento giusto per massimizzare l’impatto di un messaggio.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.