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Sabato 15 agosto 2026, le strade di Mumbles, pittoresca località costiera a un passo da Swansea, si sono fermate. Centinaia di persone hanno atteso in silenzio, fiori stretti tra le mani, il passaggio del feretro di Bonnie Tyler. La cantante gallese che aveva conquistato il mondo con la sua voce roca e potente tornava a casa, avvolta nella bandiera del Galles, per l’ultimo saluto nella terra che non aveva mai smesso di amare.

Gaynor Hopkins, questo il suo vero nome, era morta l’8 luglio scorso in Portogallo all’età di 75 anni. Ricoverata a maggio in un ospedale di Faro, dove possedeva una casa, per un intervento chirurgico d’urgenza all’intestino, la cantante non si era più ripresa. La notizia aveva fatto il giro del mondo in poche ore, lasciando attoniti milioni di fan che per decenni avevano cantato a squarciagola le sue canzoni.

Il carro funebre ha attraversato lentamente le vie di Mumbles, sostando davanti all’ex abitazione della cantante. Alcuni abitanti del posto hanno atteso ore pur di renderle omaggio, lasciando biglietti scritti a mano e mazzi di fiori. “Veniva sempre a casa e si assicurava di tornare dai suoi fan in Galles”, ha raccontato con la voce rotta dall’emozione la diciottenne Carys Edwards. “Le sue canzoni hanno davvero toccato molte persone qui. Le abbiamo voluto molto bene”.


Lunedì 17 agosto, oltre mille persone hanno partecipato alla cerimonia funebre a Swansea, nel Galles meridionale. Familiari, amici stretti e fan arrivati da ogni angolo del Regno Unito si sono riuniti per celebrare una donna che, nonostante la fama internazionale, era rimasta profondamente legata alle sue radici. La cerimonia è stata trasmessa anche in diretta streaming per permettere ai fan lontani di partecipare virtualmente all’ultimo saluto. Durante il servizio funebre, chi l’aveva conosciuta ha ricordato la sua gentilezza, la forza e quella risata contagiosa che riempiva le stanze.

Non solo l’icona della musica pop degli anni Ottanta, ma una donna vera, generosa, che non aveva mai dimenticato da dove veniva. Bonnie Tyler era nata a Skewen, piccolo paese a circa undici chilometri da Swansea, in una famiglia di origini modeste. Suo padre lavorava nelle miniere e lei era cresciuta insieme a tre sorelle e due fratelli, in quella working class gallese dove i sogni sembravano lussi riservati ad altri. Eppure qualcosa, nella sua voce graffiata e carica di emozione, aveva il potere di trasformare le ballate in preghiere laiche capaci di attraversare oceani e generazioni.

La sua carriera internazionale era esplosa negli anni Ottanta, consacrata soprattutto da “Total Eclipse of the Heart”, la potente ballata del 1983 che è diventata uno dei brani più riconoscibili della storia della musica pop. La canzone aveva raggiunto il primo posto sia nelle classifiche britanniche che in quelle statunitensi, vendendo milioni di copie. Nel tempo ha superato il miliardo di ascolti in streaming, tornando ciclicamente sotto i riflettori in occasione delle eclissi solari, come quelle del 2017, del 2024 e quella osservata proprio la settimana scorsa.


Ma Bonnie Tyler non era solo “Total Eclipse of the Heart”. Tra i suoi successi figurano anche “It’s a Heartache”, una delle prime canzoni a farla conoscere al grande pubblico, e “Holding Out for a Hero”, brano iconico legato alla colonna sonora del film “Footloose” che ancora oggi risuona nelle feste e nei momenti di pura euforia collettiva. Nel corso della sua lunga carriera ha ottenuto tre nomination ai Grammy Awards, riconoscimento che certifica il peso della sua eredità artistica.

Nel 2013 aveva anche rappresentato il Regno Unito all’Eurovision Song Contest, classificandosi al diciannovesimo posto con dignità e classe. Nel 2022 era arrivato il titolo di Member of the Order of the British Empire, onorificenza conferita dalla regina Elisabetta II per i servizi resi alla musica. Un riconoscimento meritato, arrivato soprattutto grazie all’impatto internazionale e duraturo di “Total Eclipse of the Heart”.

Dopo la cerimonia privata di lunedì, il feretro ha compiuto un ultimo viaggio attraverso Skewen, il paese dove tutto era cominciato. Le strade dell’infanzia, i luoghi della memoria, le radici mai recise nonostante i palchi internazionali e i riflettori accecanti. Per la cantante che aveva conquistato il mondo con una voce inconfondibile, questo è stato l’ultimo ritorno a casa. Un cerchio che si chiude, lasciando dietro di sé una scia di note che continueranno a risuonare ogni volta che qualcuno, da qualche parte nel mondo, cercherà nelle canzoni un rifugio per il proprio cuore spezzato.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.