A un anno esatto dalla scomparsa di Pippo Baudo, la Rai ha tentato di rendere omaggio a uno dei pilastri della televisione italiana. Lo speciale “Stasera Pippo Baudo”, andato in onda domenica 16 agosto 2026 in prima serata su Rai 1, avrebbe dovuto essere un momento di commozione collettiva, un viaggio nella memoria televisiva capace di restituire la grandezza di un’icona. Invece, tra le pieghe dei social network, è scoppiata una polemica che ha diviso il pubblico tra nostalgia e indignazione.
Il programma, affidato interamente all’archivio delle Teche Rai, ha proposto una carrellata di filmati d’epoca: sketch memorabili, momenti dei Festival di Sanremo condotti dal maestro siciliano, apparizioni televisive che hanno segnato decenni di intrattenimento. La voce, il sorriso, quell’energia inconfondibile di Baudo sono tornati nelle case degli italiani, riportando alla mente un’epoca in cui la televisione era un rito collettivo, un appuntamento irrinunciabile.
Eppure, proprio la scelta editoriale ha innescato la valanga di critiche, con molti spettatori che hanno lamentato l’assenza di un vero filo narrativo. Niente contestualizzazione, pochi riferimenti temporali, e soprattutto una carenza quasi totale di sottopancia informativi capaci di indicare l’anno di produzione, il programma di provenienza o i protagonisti delle scene mostrate. Per chi non ha vissuto quegli anni in diretta, lo speciale rischiava di trasformarsi in una successione confusa di immagini, per quanto importanti.
Vorrei scrivere alla Rai Radio Televisione Italiana e dire loro quanto sia terribile questo speciale #StaseraPippoBaudo nel montaggio, gli effetti, la grafica, il filo narrativo. Insomma, in tutto.
— Jonathan✌🏻 (@jonathanzacconi) August 16, 2026
“Questo triste speciale conferma che Baudo non ha ancora avuto un omaggio fatto come si deve”, scrive un utente su Twitter, sintetizzando il sentimento di molti. Il problema, secondo i critici più accesi, non risiede tanto nella qualità dei materiali d’archivio quanto nell’incapacità di costruirci attorno un racconto degno di questo nome. Come se le Teche Rai, deposito di tesori audiovisivi inestimabili, fossero state semplicemente saccheggiate senza cura, senza quella regia capace di dare senso e respiro a una carriera lunga oltre sessant’anni.
La questione tecnica è diventata un vero e proprio caso. Diversi commentatori hanno puntato il dito contro la grafica dello speciale, definita da alcuni “effetti da Windows Movie Maker”, il software di editing video che molti ricordano dai propri esperimenti adolescenziali al computer. “Sembrava un montaggio fatto da un tredicenne per diletto”, è il commento al vetriolo di un altro spettatore. Un giudizio forse ingeneroso, ma sintomatico di aspettative tradite.
La mancanza di didascalie esplicative è stata la critica più ricorrente. “Non credo costasse molto mettere dei sottopancia con l’indicazione dei protagonisti, il programma in questione e l’anno”, osserva qualcuno. Altri rincarano la dose: “Ma si può fare una raccolta di sketch per ricordare un artista e non indicare rispettivamente l’anno di ogni sketch? Non indicare quale Festival era?”. Domande legittime, che rivelano un problema più profondo: la sensazione che la Rai non abbia investito le energie necessarie per onorare adeguatamente uno dei suoi volti più rappresentativi.
La puntata di oggi di #DomenicaIn è un omaggio a Pippo Baudo, con il meglio di tutte le edizioni condotte dal Re della Tv.
Dalle ore 12 il palinsesto di Rai Storia è dedicato a Pippo.#PippoBaudo #7giugno https://t.co/FB5yVpBKSu
— Cinguetterai (@Cinguetterai) June 7, 2026
Qualcuno ha ironizzato sull’assenza del tocco professionale che caratterizza TecheTecheTe, il programma estivo che ogni anno riporta in vita i momenti migliori dell’archivio televisivo con un montaggio curato e contestualizzato. “Quelli di TecheTecheTe stanno tutti in ferie vedo”, scherza un utente, ma dietro la battuta si nasconde una domanda seria: perché un gigante come Baudo non ha meritato lo stesso trattamento riservato ai contenuti quotidiani del programma estivo?
La percezione di un’opportunità sprecata emerge con chiarezza dai commenti più appassionati. “Al di là delle Teche, meritatissime, forse un po’ stantie, credo che Baudo si meriti ancor più un pensiero sincero da chi in tv ci lavora oggi”, scrive qualcuno, toccando un nervo scoperto. Perché il problema, secondo molti, non è solo formale. È l’assenza di una riflessione vera, di una testimonianza viva da parte di chi ha lavorato con lui, di chi ha raccolto il testimone della sua eredità. Baudo non era solo un archivio di clip: era un maestro, un innovatore, un uomo che ha plasmato il linguaggio televisivo italiano.
“Pasticciata serata”, sentenzia un altro commento, “ma la sola presenza di Pippo la rende malinconicamente bella. Il problema non è che non esiste un erede, ma non esiste più quella televisione. E soprattutto per colpa di chi la fa”. È forse questa l’osservazione più amara: lo speciale ha involontariamente evidenziato la distanza tra la televisione di Baudo e quella di oggi.
Un anno fa ci lasciava #PippoBaudo, amatissimo gigante della tv.
Rai1 omaggia il re del piccolo schermo con Stasera…Pippo Baudo. Un omaggio doveroso ad un immenso professionista che ha fatto la storia dello spettacolo. Speriamo non resti l'unica serata dedicata a Super Pippo! pic.twitter.com/RYY3TKvqTz
— California boy (@Califor35218024) August 16, 2026
Ad ogni modo, è bene precisare che non mancano le voci positive, seppur minoritarie. “Molto piacevole questo speciale di Rai 1 dedicato a Pippo Baudo. Il che mi fa pensare quanto mancano le Teche in tv. Almeno in estate”, scrive un utente sui social, apprezzando il valore intrinseco delle immagini proposte. “Veramente bella questa trasmissione”, aggiunge un altro spettatore, mentre c’è chi sottolinea: “Che bello questo speciale, tanti artisti di un certo calibro in spettacoli e show che non ci saranno mai più”. Per alcuni, insomma, la semplice possibilità di rivedere Baudo in azione è stata sufficiente a rendere la serata significativa.
Resta il fatto che, a un anno dalla scomparsa di uno dei più grandi protagonisti della storia televisiva italiana, il dibattito non verte tanto su cosa Baudo ha rappresentato quanto su come la Rai abbia scelto di celebrarlo. Ricordiamo comunque che Pippo Baudo se n’è andato il 16 agosto 2025, a 89 anni. Ha condotto tredici edizioni del Festival di Sanremo, ha inventato format, ha scoperto talenti, ha accompagnato generazioni di italiani attraverso cambiamenti epocali.
Mentre il dibattito sui social continua, resta una domanda: la Rai saprà trovare il modo di rendere a Baudo il tributo definitivo che molti chiedono? O questo speciale resterà l’ultima parola istituzionale su una carriera irripetibile? Solo il tempo potrà dirlo. Intanto, a ricordare l’uomo che esisteva dietro il grande personaggio televisivo ci ha pensato la figlia Tiziana, che a un anno dalla sua scomparsa ha dedicato al padre una lettera intima e commovente, tra ricordi di famiglia, persone rimaste accanto a lei e assenze che, come ha raccontato, “insegnano più di tante parole”.
