Visibilmente amareggiata, con quella stizza che non riesce più a nascondere. Barbara D’Urso è salita sul palco del Padova Pride Village il 27 giugno 2026 e ha scelto di non tacere. Ancora una volta. Perché se c’è una cosa che la conduttrice napoletana non ha mai fatto in carriera, è proprio stare zitta quando si tratta di diritti civili, battaglie sociali e questioni che le stanno a cuore. Solo che questa volta, insieme alle parole di sostegno alla comunità LGBTQ+, è arrivata anche una stoccata nemmeno troppo velata nei confronti di Mediaset, l’azienda per cui ha lavorato per sedici anni prima della rottura consumata nel 2023.
“Quando è accaduta la mia vicenda con l’azienda per cui lavoravo da tanti anni, mi hanno tolto la possibilità di fare queste battaglie”, ha dichiarato dal palco del Pride, senza mai citare esplicitamente il nome di Mediaset ma lasciando ben pochi dubbi sul destinatario del messaggio. Le parole scelte non sono casuali: “tolto” è un verbo che evoca una sottrazione forzata, un’imposizione dall’alto che ha interrotto bruscamente un percorso professionale e umano.
Il riferimento è al tragico caso di Camaiore, quello di Mirko Moriconi e sua madre Katy, una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica e che Barbara D’Urso avrebbe voluto raccontare e approfondire nei suoi programmi, come ha fatto per anni con altre storie di cronaca, violenza e discriminazione. “Io queste battaglie le ho iniziate da subito, come quella contro la violenza sulle donne, quella delle telecamere negli asili nido, nelle case di riposo degli anziani“, ha continuato la conduttrice, elencando alcuni dei temi che ha portato avanti con determinazione durante la sua lunga permanenza in Mediaset.
Qui una foto di Barbara D'Urso impegnata nel difendere i diritti dei gay https://t.co/iZWfNDgTmp pic.twitter.com/4wsISBGz6Q
— Francesco (@Franker_Taco) June 28, 2026
Pomeriggio Cinque, Live non è la D’Urso, Domenica Live, il Grande Fratello: sono stati questi i contenitori attraverso cui Barbara D’Urso è entrata quotidianamente nelle case degli italiani, diventando un punto di riferimento per milioni di telespettatori. Che se ne apprezzi o meno lo stile, è innegabile che la conduttrice abbia dato voce a tematiche sociali spesso trascurate dalla televisione generalista, portando in prima serata e nel pomeriggio televisivo questioni come l’omofobia, i diritti civili, la violenza domestica.
“Io da tre anni non posso entrare nelle case degli italiani a dire questo, non so se ci sia tanta gente che quotidianamente lo fa. Però, questa cosa mi manca veramente”, ha aggiunto con evidente delusione. Ed è proprio in queste parole che traspare tutta la frustrazione di chi si sente privata non solo di un lavoro, ma di una missione. Perché per Barbara D’Urso la televisione non è mai stata solo intrattenimento o share, ma un mezzo per sensibilizzare, per accendere i riflettori su ingiustizie e discriminazioni.
Il video dell’intervento, ripubblicato su X dall’account CinguettaRai, ha però scatenato reazioni contrastanti. Accanto ai messaggi di sostegno e affetto da parte dei fan storici, sono piovute anche critiche pesanti. “Ha usato per l’ennesima volta una tragedia per mettersi in prima linea”, scrive qualcuno. “Sgradevole insinuare che i suoi colleghi non sa se le facciano e invece lei era l’unica“, rincara un altro utente. E ancora: “A me lei è sempre piaciuta ma trova ogni volta il pretesto per parlare di se stessa. Non ha imparato nulla da questi anni di fermo“.
Trovo schifoso da parte della D'Urso strumentalizzare questa tragedia per attaccare ancora Mediaset per far parlare di se per fare l'ennesima volta la vittima.
CHE SCHIFO#Barbaradurso #AscoltiTv https://t.co/MWhyPRf6Hb
— Alex (@Alex12123_) June 28, 2026
Critiche che mettono in luce una questione più ampia: quanto è legittimo per un personaggio pubblico usare una tribuna come quella del Pride per parlare anche delle proprie vicende professionali? La risposta non è scontata e divide l’opinione pubblica. Da un lato c’è chi sostiene che Barbara D’Urso abbia effettivamente sfruttato battaglie altrui per parlare di sé, dall’altro chi riconosce che la conduttrice si è sempre spesa in prima persona per i diritti civili e che quindi il suo intervento al Pride fosse più che appropriato.
Attualmente Barbara D’Urso si sta dedicando al teatro con lo spettacolo Barbaramente, accompagnato dal claim eloquente “perché nessuno può togliermi la voce“. Sui social ha però voluto precisare che non si tratterà di un’occasione per regolare i conti: “Vorrei rassicurare chi pensa che durante lo spettacolo parlerò contro qualcuno o qualcosa. Non sarà così. Barbaramente sarà uno spettacolo privo di polemiche: un viaggio fatto di ricordi, musica, ironia, ballo e divertimento“.
