Andrea Pucci rinuncia alla co-conduzione di Sanremo 2026 dopo giorni di polemiche e attacchi sui social. Il comico, annunciato da Carlo Conti per la terza serata del Festival, ha ricevuto insulti, minacce e accuse di fascismo, sessismo e omofobia, al punto da coinvolgere anche la politica e la commissione di vigilanza Rai. La scelta del passo indietro nasce dalla volontà di tutelare la propria famiglia e preservare il rapporto con il pubblico, che Pucci definisce “fondamentale“. L’attore ringrazia Conti e la Rai, sottolineando che il termine fascista non dovrebbe più esistere e che lui non ha mai nutrito odio verso nessuno.
Andrea Pucci ha spiegato di aver ricevuto inaccettabili insulti e minacce, che hanno trasformato l’annuncio della sua partecipazione in un’«onda mediatica negativa». Per 35 anni il comico ha portato in scena usi e costumi del Paese, prendendo in giro aspetti caratteriali di uomini e donne senza mai voler ferire nessuno. Tuttavia, il clima attuale ha reso impossibile esercitare la sua professione sul palco dell’Ariston, alterando quel “patto fondamentale” con il pubblico che Pucci considera essenziale.
Complimenti a Carlo Conti, dopo quella che non canta Bella ciao e lo stalker canterino amico di Giorgia, sul palco di Sanremo abbiamo anche Andrea Pucci, quello che fa bodyshaming su Elly Schlein, battute omofobe e finezze varie. È un bel presidente! pic.twitter.com/tU1cE5Hvfq
— Selvaggia Lucarelli (@stanzaselvaggia) February 6, 2026
Il comico replica anche alle accuse di fascismo: “Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più. Ci sono uomini di destra e uomini di sinistra, ma il confronto deve avvenire in un ordinamento democratico. Omofobia e razzismo invece evidenziano odio umano, e io non ho mai odiato nessuno“. Con queste parole Pucci chiarisce il suo pensiero politico e umano, sottolineando come il suo lavoro sia volto a regalare sorrisi e leggerezza.
L’annuncio della partecipazione di Pucci aveva subito scatenato polemiche: sui social e su Instagram figure pubbliche come Selvaggia Lucarelli avevano criticato la scelta, ricordando vecchie battute del comico considerate sessiste o omofobe, mentre i parlamentari Pd avevano richiesto spiegazioni alla Rai, denunciando la presenza di un personaggio “palesemente di destra, fascista e omofobo“. Anche il Codacons aveva sollevato dubbi sull’opportunità di portare sul palco di Sanremo personaggi divisivi, mettendo in guardia la Rai sulle responsabilità legali in caso di volgarità o battute offensive.
Fa riflettere che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare a fare il suo lavoro a causa del clima di intimidazione e di odio che si è creato attorno a lui.
Esprimo solidarietà ad Andrea Pucci, che ha deciso di rinunciare a Sanremo a causa delle offese e delle…
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) February 8, 2026
Alla luce di tutto ciò, Pucci ha deciso di fare un passo indietro, rimuovendo anche il post Instagram con cui aveva inizialmente ringraziato Conti, che lo ritraeva nudo di schiena accompagnato dalla frase “Sanremo, sto arrivando“. Conti, con ironia, aveva replicato invitandolo a indossare almeno un “costumino” sul palco. Con la rinuncia di Pucci, il conduttore dovrà ora trovare un sostituto e completare la line-up degli ospiti e dei co-conduttori della kermesse, mentre il comico conferma la propria attività teatrale e invita il pubblico a seguirlo a teatro.
Anche dal fronte politico sono arrivate reazioni. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato la vicenda definendola “preoccupante”, sostenendo che sia “grave che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare al proprio lavoro a causa del clima di intimidazione e di odio creato attorno a lui”. Meloni ha espresso solidarietà ad Andrea Pucci, condannando le offese e le minacce rivolte al comico e alla sua famiglia e parlando di “pressione ideologica inaccettabile”.



