Negli ultimi giorni il nome di The Last of Us è tornato al centro dell’attenzione globale. Tutto è partito da un post pubblicato da Neil Druckmann, co-creatore della saga. Un contenuto apparentemente nostalgico, ma con un messaggio finale molto ambiguo. In poche ore, la community ha iniziato a parlare con forza di un possibile terzo capitolo. Ma si tratta davvero di un annuncio nascosto o solo di una riflessione sul passato? Al momento, la risposta ufficiale non esiste, ma le interpretazioni sono esplose.
Per capire la situazione bisogna partire dal contesto. The Last of Us Part II, uscito nel giugno 2020, non ha ancora ricevuto un seguito diretto. Nonostante ciò, il franchise non è mai sparito dalla scena: è rimasto vivo grazie a versioni rimasterizzate e soprattutto grazie alla serie TV prodotta da HBO, che ha ampliato ulteriormente la popolarità dell’opera originale, portandola a un pubblico ancora più vasto.
Parallelamente, Naughty Dog non ha mai dichiarato conclusa la saga. Al contrario, si parla da tempo della possibilità di un terzo capitolo videoludico, anche se lo studio è attualmente concentrato su un nuovo progetto chiamato Intergalactic: The Heretic Prophet, che rappresenta la prossima grande produzione in sviluppo.
Il punto di svolta è arrivato con il post Instagram di Neil Druckmann. Il director ha condiviso alcuni sketch originali risalenti al 2003, legati a un’idea embrionale che poi avrebbe ispirato The Last of Us: la storia di un uomo e della sua figlia adottiva in viaggio attraverso un’America devastata. Un concept che, anni prima dell’uscita del primo gioco, mostrava già le basi emotive della saga. In accompagnamento alle immagini, Druckmann ha scritto un messaggio dal tono riflessivo: ha raccontato di aver ritrovato quei disegni mentre riordinava e di essere grato per tutto il percorso fatto. La frase che ha attirato maggiormente l’attenzione è quella in cui parla di “alcune tappe ancora da percorrere lungo la strada”. Un’espressione volutamente vaga che può essere interpretata in molti modi diversi.
Ed è proprio questa ambiguità ad aver acceso la discussione tra i fan. Alcuni credono che si tratti di un riferimento diretto a The Last of Us Part III, altri pensano che possa riguardare la serie TV, già rinnovata e con una terza stagione prevista, oppure lo stesso futuro creativo di Naughty Dog nel suo complesso. Non manca chi interpreta il messaggio come una semplice riflessione personale sul viaggio artistico dell’autore. Tra l’altro, l’ultima immagine del post è tratta direttamente dall’idea di un progetto, poi scartato, da proporre al leggendario George Romero, che avrebbe mescolato il filone degli zombie movie con il noir hard boiled (in particolare, il protagonista che è anche raffigurato precisamente come John Hartigan del fumetto Sin City di Frank Miller).
Il risultato è stato immediato: la community si è divisa tra entusiasmo e prudenza, alimentando l’idea che la saga non sia affatto chiusa. Considerando il valore commerciale e culturale del brand, molti ritengono improbabile che PlayStation e Naughty Dog abbandonino definitivamente la possibilità di un terzo capitolo. Tuttavia, al momento non esiste alcuna conferma ufficiale: solo indizi, interpretazioni e un post che ha riaperto il dibattito. Quello che che possiamo intuire è che Druckmann abbia semplicemente deciso di condividere con tutti noi un parte del suo passato, che gli è servito per arrivare dov’è oggi, e che abbia ancora in serbo diverse idee da realizzare, capaci di condurlo alla piena maturità artistica.



