Nel mondo dei videogiochi, poche cose generano tanto fermento quanto una scoperta inattesa nei file di un titolo popolare. E quando si parla di Grand Theft Auto, l’attenzione si moltiplica. Questa volta, alcuni dataminer hanno individuato quello che sembra essere un ponte inaspettato tra presente e futuro: asset di GTA 6 nascosti all’interno di GTA Online, il longevo multiplayer che continua a evolversi anno dopo anno. La scoperta è emersa dopo il lancio dell’aggiornamento Money Fronts, che ha introdotto una serie di nuove missioni chiamate New Listing, ambientate in una villa. È qui che il dataminer Lucas7yoshi_RS ha iniziato a scavare nei file del gioco per capire come funzionassero tecnicamente queste missioni. Quello che ha trovato va ben oltre le semplici curiosità tecniche.
Durante l’analisi, Lucas ha notato alcuni dettagli interessanti sul design degli ambienti. Per esempio, la copertura della piscina nella villa di Devin non è un asset creato ex novo, ma un trucco ingegnoso: una serie di recinzioni esistenti con teloni posizionati orizzontalmente. Una soluzione elegante che dimostra come gli sviluppatori di Rockstar sappiano ottimizzare le risorse senza dover creare nuovi elementi per ogni singola scena. Ma la vera sorpresa è arrivata quando un altro dataminer, rollschuh2282, ha cercato di identificare quello che pensava fosse un nuovo asset. Non riuscendo a trovarlo nei file di GTA Online con le convenzioni di denominazione standard, ha iniziato a indagare più a fondo. Quello che ha scoperto è stato rivelatore: alcuni file utilizzavano la nomenclatura tipica di GTA 6, non quella di GTA V.

Per comprendere la portata di questa scoperta, bisogna fare un passo indietro. GTA V e GTA Online utilizzano un sistema di denominazione dei file relativamente semplice. Con l’arrivo di Red Dead Redemption 2, Rockstar ha introdotto tecnologie più avanzate come il PBR, acronimo di physically based rendering, un metodo di renderizzazione che simula in modo più realistico come la luce interagisce con i materiali. Insieme a questo, è stato implementato un nuovo sistema per i personaggi chiamato metapeds. Queste innovazioni tecniche hanno richiesto anche un cambio nella struttura dei nomi dei file, che sono diventati più lunghi e includono suffissi aggiuntivi per gestire la complessità maggiore. GTA 6, secondo quanto emerso, utilizza lo stesso approccio di Red Dead Redemption 2. E proprio questa nomenclatura è stata trovata in alcuni asset di GTA Online.
Gli elementi in questione sono tre capi di abbigliamento: un paio di chinos, biancheria intima con cuoricini e un reggiseno. Questi item compaiono quando il giocatore esce da un cestino della biancheria durante la seconda missione di Mr Faber. Un dettaglio apparentemente insignificante, ma che nasconde implicazioni interessanti. Va notato che GTA Online include già dei “”Love Heart Boxer Shorts””, introdotti con l’aggiornamento Valentine’s Day Massacre Special del 2014. La presenza di questi boxer con la nuova nomenclatura suggerisce due possibilità: o sono stati ricreati specificamente per GTA 6 e poi riportati nel gioco precedente, oppure la convenzione di denominazione è cambiata perché questi asset sono destinati al nuovo titolo e qualcuno ha commesso un piccolo errore procedurale.

Lucas propende per quest’ultima ipotesi, suggerendo che un artista potrebbe aver utilizzato il workflow sbagliato durante la creazione degli asset. Esistono già alcuni elementi in GTA Online che, inspiegabilmente, utilizzano texture PBR, ma potrebbero essere asset destinati comunque a GTA V. Tuttavia, la presenza della nomenclatura metapeds rappresenta la conferma più esplicita che questi specifici file erano pensati per GTA 6. Questa non è la prima volta che asset apparsi nei trailer di GTA 6 vengono poi individuati negli aggiornamenti di GTA Online. Diversi capi di abbigliamento mostrati nel primo e nel secondo trailer ufficiale sono stati trovati nel multiplayer del capitolo precedente. C’è stata anche speculazione riguardo ai veicoli, con alcuni che ipotizzavano un processo di backporting, ovvero il trasferimento di asset dal nuovo gioco a quello vecchio.
Tuttavia, secondo spiegazioni tecniche fornite agli esperti del settore, il backporting non avrebbe molto senso dal punto di vista dello sviluppo. È più probabile che gli asset vengano creati inizialmente per GTA Online e poi migliorati e perfezionati per GTA 6, sfruttando le capacità tecniche superiori del nuovo motore grafico. Questo spiegherebbe perché alcuni elementi appaiono in entrambi i giochi, ma con livelli di dettaglio e qualità differenti. Nel frattempo, GTA Online continua la sua evoluzione, dimostrando una longevità straordinaria per un gioco lanciato originariamente nel 2013. E forse, tra una missione e l’altra, tra un aggiornamento e il successivo, Rockstar sta già seminando i semi del futuro, lasciando che i più attenti raccolgano gli indizi sparsi lungo il cammino.


