Sono passati oltre dieci anni da quando Kojima rilasciò P.T., quella demo interattiva per PlayStation 4 che doveva essere l’anticamera di Silent Hills, progetto horror mai realizzato che ancora oggi fa sognare i videogiocatori di tutto il mondo. Cancellato, rimosso dagli store digitali, condannato all’oblio: eppure P.T. continua a vivere. E lo fa in un modo che nessuno avrebbe potuto immaginare, trasformandosi da incubo digitale a strumento educativo nelle scuole giapponesi, nonostante le critiche non manchino.

Come riporta Gizmondo, la Tsunan Secondary School, nella prefettura di Niigata, ha recentemente introdotto una metodologia didattica che suona quasi surreale, utilizzare P.T. per insegnare l’inglese agli studenti del quinto anno, equivalenti più o meno ai nostri studenti del secondo anno di liceo. Gli studenti giocano attraverso P.T. interamente in inglese, dai dialoghi ai menu di gioco. L’insegnante fa da moderatore e game master insieme: ferma il gioco dopo determinate sezioni e pone domande agli studenti su quale direzione prendere. I ragazzi devono rispondere rigorosamente in inglese, usando frasi come walk around the room o answer the phone, dettando poi l’azione successiva del giocatore. Un metodo che unisce ascolto, comprensione, produzione orale e decision-making sotto pressione, il tutto condito da una sana dose di adrenalina.

Nel blog ufficiale della scuola, l’insegnante ha raccontato che la demo ha spaventato più di una volta gli studenti con i suoi celebri jumpscare, ma ha anche descritto l’atmosfera della classe come una miscela di eccitazione ed entusiasmo. Il terrore, in questo caso, diventa un alleato dell’apprendimento: mantiene alta l’attenzione, stimola la partecipazione emotiva e rende l’esperienza memorabile. Difficile dimenticare una frase in inglese quando l’hai pronunciata mentre sullo schermo si materializzava Lisa, il fantasma che ha terrorizzato milioni di giocatori.

Chiaramente non sono mancate le critiche online per una modalità educativa fuori dal comune e strana, ma sembra che le famiglie dei ragazzi non si trovino contrarie a questa scelta. La maggior parte delle critiche sono mosse da utenti sui social, il più delle volte di nazionalità diversa da quella giapponese. Dal canto suo, Kojima non ha mai davvero abbandonato quello spirito poiché il suo prossimo titolo horror, OD, ha già suscitato paragoni con il suo ex teaser giocabile, alimentando speculazioni su quello che avrebbe potuto essere e forse, in qualche forma, ancora sarà. La demo e Silent Hills sono andati perduti nel tempo, vittime delle turbolenze industriali tra Kojima e Konami. Ma la loro eredità sopravvive in modi molteplici: nei giochi che ne hanno raccolto il testimone, nei fan che ne preservano la memoria attraverso remake e analisi, nel cinema che ne studia la grammatica visiva e, ora, nelle scuole giapponesi dove il terrore digitale diventa veicolo di conoscenza. P.T. non è morto, si è semplicemente reincarnato, ancora e ancora, dimostrando che le grandi idee creative sono più difficili da uccidere di qualsiasi fantasma virtuale.

Condividi.

Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it