Quando Rockstar Games ha annunciato il rinvio di Grand Theft Auto 6 a novembre 2026, migliaia di reazioni hanno invaso i social. Tra delusione, rabbia e meme, è spuntato un messaggio inaspettato quello di CD Projekt Red, lo studio polacco responsabile di Cyberpunk 2077. Un tweet apparentemente criptico che ha scatenato interpretazioni contrastanti, prima di rivelare il suo vero significato, ovvero un monito basato sull’esperienza più traumatica dell’industria videoludica recente.
La risposta ufficiale dell’account Twitter di Cyberpunk non conteneva parole nuove. Solo una citazione: un tweet del proprio archivio, datato ottobre 2020, due mesi prima del lancio disastroso del gioco. Il messaggio recitava semplicemente: “Non ci saranno altri rinvii“. Quella promessa, come sappiamo, si è rivelata una condanna. Cyberpunk 2077 è stato rilasciato a dicembre 2020 in uno stato talmente compromesso da diventare leggendario per i bug, le performance catastrofiche su console e le promesse non mantenute.
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— Cyberpunk 2077 (@CyberpunkGame) November 6, 2025
Inizialmente, molti hanno interpretato il tweet come una frecciata a Rockstar, una sorta di presa in giro mascherata: “Noi almeno abbiamo mantenuto la data di uscita, a differenza vostra“. Ma questa lettura superficiale è stata rapidamente smontata dalla community più attenta. Come ha spiegato un utente su X: “Molti commenti stanno fraintendendo il senso. CD Projekt ha pubblicato un gioco che non era pronto e tutti sappiamo come è andata. Stanno fondamentalmente dicendo: fidatevi del processo, così potremo giocare alla migliore versione possibile di GTA 6“.
Ed è esattamente questo il punto. CD Projekt Red non stava gettando ombra sul rivale, ma offrendo una testimonianza bruciante della propria esperienza. Il tweet è un atto di auto-critica pubblica, un “guardate cosa ci è successo quando non abbiamo avuto il coraggio di rimandare ancora“. Una lezione pagata a caro prezzo: review devastanti, rimborsi di massa, azioni legali, rimozione dal PlayStation Store per mesi, e una reputazione aziendale che ha impiegato anni a ricostruirsi.

Oggi Cyberpunk 2077 è considerato un ottimo gioco, tanto da meritare un posto nella lista dei migliori cento titoli PC del 2025 secondo molte testate specializzate. Ma quella redenzione è arrivata dopo un calvario di patch, aggiornamenti e l’espansione Phantom Liberty. Il gioco che i giocatori amano ora è molto diverso da quello lanciato nel 2020. La famosa massima attribuita (erroneamente) a Shigeru Miyamoto torna prepotente: un gioco ritardato può diventare buono, un gioco affrettato resta cattivo per sempre. Miyamoto forse non l’ha mai detta, ma CD Projekt ne ha vissuto la verità sulla propria pelle.
Il parallelo con GTA 6 non potrebbe essere più calzante. Se Cyberpunk 2077 aveva generato un hype senza precedenti nel 2020, Grand Theft Auto 6 lo ha superato abbondantemente. Parliamo probabilmente del gioco più atteso nella storia del medium, con aspettative stratosferiche e una pressione mediatica che potrebbe schiacciare chiunque. Rockstar lo sa. E se c’è una cosa che la storia recente dell’industria insegna, è che nessuno studio, per quanto prestigioso, è immune dal fallimento di un lancio prematuro.


