Strauss Zelnick, amministratore delegato di Take-Two Interactive, ha recentemente offerto la sua prospettiva su questa evoluzione durante un’intervista con Squawk Box su CNBC. Le sue parole non lasciano spazio a dubbi: “Credo che il settore si stia muovendo verso il PC e che il business stia andando verso sistemi aperti piuttosto che chiusi“. Una dichiarazione che suona come una sentenza definitiva sul futuro dell’industria videoludica. Ma Zelnick non si ferma qui e aggiunge una precisazione interessante: “Se però definiamo console come la proprietà intellettuale e non come il sistema in sé, allora il concetto di un gioco ricco e coinvolgente, a cui dedichi molte ore e che giochi su uno schermo grande, non scomparirà mai“. In pratica, secondo il CEO di Take-Two, le console come hardware potrebbero evolvere o persino svanire, ma l’esperienza di gioco da salotto rimarrà una costante.
Le parole di Zelnick arrivano in un momento di profonda trasformazione per l’industria. Microsoft continua a insistere sulla produzione di una nuova Xbox di nuova generazione, ma al contempo vuole convincerci che tutto è una Xbox, una strategia che porta inevitabilmente a chiedersi quale sia ancora il senso di acquistare una console Xbox fisica. Se posso giocare ai titoli Xbox ovunque, perché dovrei investire in hardware dedicato?

Valve ha ulteriormente complicato lo scenario con l’annuncio della nuova Steam Machine, un dispositivo che si collega alla TV e si comporta come una console, ma che in realtà è un PC di fascia media in grado di eseguire l’intero catalogo Steam. Phil Spencer, capo della divisione Xbox, ha reagito ricordando senza particolare entusiasmo che Xbox è uno dei maggiori publisher su Steam, un’ammissione che sembra quasi una rassegnazione. Dopotutto, se posso giocare ai titoli Xbox sulla mia Steam Machine ma non posso giocare ai giochi Steam sulla mia Xbox, quale sarebbe la scelta più razionale?
Durante la stessa intervista, Zelnick ha anche toccato il tema del mobile gaming, un mercato che secondo lui continuerà a crescere più rapidamente rispetto a quello console. “Il mobile ti segue ovunque, è ripetibile e piacevole“, ha spiegato. “E credo che, poiché si rivolge al pubblico più ampio possibile, probabilmente continuerà a crescere più velocemente“. Durante una recente conference call sui risultati finanziari, il CEO ha dichiarato che Take-Two prevede una crescita del business mobile di circa il 10 percento nel prossimo trimestre.

L’industria sta effettivamente assistendo a un cambiamento di paradigma. PlayStation, storicamente arroccata sulla sua esclusività console, ha iniziato negli ultimi anni a portare sistematicamente i suoi titoli su PC tramite piattaforme come Steam. Shuhei Yoshida, ex dirigente PlayStation, ha ammesso candidamente che pubblicare giochi PlayStation su PC è “”quasi come stampare denaro””, offrendo l’opportunità di reinvestire i profitti nello sviluppo di nuovi titoli.
Ed è proprio qui che emerge la contraddizione più stridente. Nonostante Zelnick riconosca apertamente che il PC rappresenta il futuro dell’industria e che può generare fino al 40 percento delle vendite complessive di un titolo multipiattaforma, Grand Theft Auto 6, il titolo più atteso e potenzialmente redditizio di Take-Two, non ha ancora ricevuto un annuncio ufficiale per PC. Il gioco è confermato solamente per PlayStation 5 e Xbox Series X/S.

All’inizio di quest’anno, Zelnick aveva lasciato intendere che una versione PC di GTA 6 sarebbe arrivata, precisando però che l’azienda tende a non lanciare i propri titoli contemporaneamente su tutte le piattaforme. Una strategia comprensibile dal punto di vista commerciale, ma che appare sempre più anacronistica se confrontata con le dichiarazioni pubbliche dello stesso CEO sul futuro aperto e orientato al PC dell’industria.
Una cosa è certa: le parole di Strauss Zelnick hanno il peso di chi guida una delle più importanti società del settore videoludico. Che rappresentino una profezia destinata ad avverarsi o semplicemente una lettura ottimistica delle tendenze attuali, fotografano un’industria in piena trasformazione, dove le certezze di ieri stanno rapidamente diventando i dubbi di domani. E dove persino le strategie commerciali più consolidate potrebbero presto dover fare i conti con una nuova realtà.



