Clair Obscur: Expedition 33 ci racconta di un mondo in cui la magia è ordinaria e regolata da elementi come il Chroma che funge da vera e propria linfa vitale per i personaggi. Inoltre, abbiamo la figura della Pittrice la quale, proprio come una divinità, è in grado di creare e distruggere tanto le persone quanto il loro mondo. Pertanto, quella del titolo ideato da Sandfall Interactive si può leggere come una storia fortemente intrecciata con la fede.
Questa, però, come accade anche per noi comuni mortali, può essere abbracciata o rifiutata. Se, infatti, non tutti gli uomini credono in Dio, anche in Clair Obscur: Expedition 33 troviamo chi si rifiuta di credere che la Pittrice sia un essere onnipotente. I prossimi paragrafi saranno una riflessione sul ruolo di fede e scetticismo all’interno dell’universo narrativo creato da Sandfall Interactive. Sarà, dunque, necessario discutere di momenti presenti in fasi anche piuttosto avanzate del gioco che potrebbero contenere spoiler per chi non avesse ancora concluso la propria avventura a Lumiére.
Fede

Quello di Clair Obscur: Expedition 33 è un mondo nel quale risulta piuttosto difficile rimanere scettici di fronte all’esistenza di un potere supremo. La Pittrice, infatti, svetta fieramente nel monolito che ogni abitante di Lumiére può distinguere con chiarezza all’orizzonte. Ogni volta che si risveglia, gli effetti del suo potere sono lampanti agli occhi di tutti e causano il Gommage, evento annuale che porta alla cancellazione di gran parte della popolazione di questa piccola città.
In realtà, la Pittrice è solo una delle entità divine che regolano il funzionamento di Lumiére, ma è anche la più evidente rappresentazione di un potere superiore che il mondo di Clair Obscur è in grado di offrirci. Nelle fasi iniziali, vediamo come sempre più cittadini rinuncino ad affrontarla e accettino passivamente il Gommage come un evento al quale non si può sfuggire o, se vogliamo, come la volontà divina che si manifesta ogni anno. Sappiamo, infatti, che ci sono sempre meno persone e, di conseguenza, sempre meno partecipanti alle spedizioni. Questo avviene sia perché molti adulti rifiutano di avere bambini, sia perché sempre più persone rinunciano alla lotta.
Durante il viaggio della spedizione 33, però, scopriamo molti altri elementi collegati alla Pittrice che, all’apparenza, è onnisciente e onnipotente. Ad esempio, incrociamo il percorso del Curatore, altra figura che seppur in modo ridotto, ha chiaramente dei poteri divini. Esso, infatti, è in grado di accrescere il potere della nostra squadra non solo potenziando le nostre armi, ma infondendo potere ai nostri personaggi che potrà essere incanalato nell’utilizzo di un maggior numero di picto. Più ci avviciniamo alla Pittrice, inoltre, più scopriamo che i poteri del Curatore sono grandi e interconnessi direttamente con quelli della divinità.
Nelle fasi finali del nostro viaggio, quando ormai abbiamo scoperto l’identità e smontato l’onnipotenza sia della Pittrice che del Curatore, il mondo di Clair Obscur: Expedition 33 ci mette davanti una nuova figura divina, ovvero: Maelle. Il ruolo della ragazza, oltre a chiudere questa ideale trinità, è fondamentale perché ha nelle mani il potere di entrambi gli antagonisti del nostro viaggio. Se, infatti, scopriremo che la Pittrice agiva solamente con il fine di preservare il mondo di Lumiére ma si stava ormai indebolendo, il ruolo del Curatore era invece quello di cancellare l’esistenza di tutti gli abitanti di questo mondo e liberare la Pittrice. Il compito di Maelle, invece, è molto più pesante e consiste nella decisione finale: cancellare tutto ciò che è contenuto nella tela o ripristinare ogni cosa e preservare la vita a Lumiére?
Scienza

In contrapposizione alle figure divine che abbiamo visto e a tutta la magia che scorre nel mondo di Clair Obscur: Expedition 33, si collocano le spedizioni. Come filosofi che si interrogano sulla reale natura del mondo, tutti coloro che partono alla volta della Pittrice lo fanno grossomodo con le stesse motivazioni: scoprire qual è la realtà, capire chi è davvero colei che ogni anno cancella decine di amici e parenti e distruggerla, per fare in modo che il futuro non sia più regolato da una sola entità divina, ma che tutto torni nelle mani degli uomini.
Questo superamento della religione, all’interno della spedizione 33, è incarnato prevalentemente dal personaggio di Lune. Curiosa e intelligente, la ragazza sin da subito si mostra piuttosto lontana da tutto ciò che di divino è contenuto nel mondo. Gli stessi poteri che sfrutta in battaglia, non sono altro che gli elementi naturali (fuoco, fulmine, terra e ghiaccio), a differenza di personaggi come Sciel che invece utilizzano oscurità e luce. Lune, inoltre, dimostra più volte il suo pragmatismo all’interno della narrazione. È lei, infatti, a salvare Gustave da un tentato suicidio e a riportarlo alla ragione quando è sul punto di crollare dopo gli eventi traumatici delle prime fasi di gioco.
Inoltre, per tutto il viaggio verso il monolito della Pittrice, sarà proprio Lune a fare il maggior numero di domande e interrogarsi più di chiunque altro sulle cause di tutto ciò che circonda lei e i suoi compagni. Lo si vede soprattutto nel suo rapporto con Verso, il quale è in grado di rispondere a buona parte delle curiosità di Lune e, pertanto, viene bersagliato di domande durante ogni pausa all’accampamento. La sua figura è proprio quella della scienziata che, rifiutandosi di accettare che il mondo sia regolato da una o più entità divine, dedica la sua esistenza allo studio della natura con l’obiettivo di capirne il funzionamento.
Clair Obscur Expedition 33: possono coesistere scienza e fede?

Si potrebbe, dunque, semplificare la trama di Clair Obscur: Expedition 33 come un semplice scontro tra scienza e fede, nel quale gli uomini partono alla volta delle divinità per sconfiggerle e liberarsi una volta per tutte della loro influenza, un po’ come accade per Kratos nella saga di God of War. Tuttavia, la narrazione creata da Sandfall Interactive si porta dietro molte più sfaccettature e ci dimostra che, alla fine, scienza e fede possono coesistere in qualche modo.
Questo avviene nel finale agrodolce in cui scegliamo di salvare la tela e ripristinare tutto come prima. Maelle, di fatto, diventa la nuova Pittrice, ma il resto degli abitanti di Lumiére conserva il proprio libero arbitrio e sa bene tutto ciò che si nasconde dietro la tela e nel mondo. Pur esistendo ancora una forte componente mistica, dunque, ogni mistero sull’esistenza di quell’universo è stato ormai spiegato con precisione. I due mondi, scientifico e religioso, si fondono perfettamente l’uno con l’altro. L’unica eccezione è quella di Verso che, pur desiderando più di ogni altra cosa l’oblio, viene costretto a vivere e si riduce quasi a marionetta priva di volontà proprio per volere di Maelle che non è in grado di lasciarlo andare.



