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Il rapporto tra Sigfrido Ranucci e la Rai sembra essere arrivato a un punto di rottura. Dopo settimane di tensioni, verifiche interne e indiscrezioni sul futuro di Report, l’azienda ha deciso di affidare la conduzione del programma a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, lasciando fuori il giornalista che ne è stato il volto per anni. Una decisione che Ranucci non ha accettato e che ha aperto uno scontro destinato probabilmente a proseguire anche sul piano legale.

Attraverso i suoi avvocati, infatti, il giornalista ha contestato formalmente la legittimità del provvedimento, riservandosi di intraprendere azioni per ottenere il ripristino della situazione precedente e un eventuale risarcimento dei danni. La crisi, però, non nasce improvvisamente. I rapporti tra Ranucci e la Rai si erano già fatti particolarmente tesi nel corso dell’estate, quando gli sviluppi dell’indagine sull’attentato subito dal giornalista avevano portato al centro dell’attenzione il nome di Valter Lavitola.

Lavitola ha ammesso davanti ai magistrati di essere stato il mandante dell’attentato contro Ranucci, sostenendo di averlo organizzato con l’obiettivo di far aumentare il livello di protezione del giornalista. Una versione che il giudice ha giudicato poco convincente e sulla quale le indagini stanno proseguendo. Proprio dalle carte dell’inchiesta erano emersi anche alcuni rapporti tra Lavitola e Ranucci. Il primo era stato considerato una fonte di Report e alcune conversazioni avevano spinto la Rai ad approfondire la posizione del conduttore, anche per verificare il rispetto delle regole interne dell’azienda.


A luglio era arrivato il primo segnale evidente della crisi: la Rai aveva sospeso le repliche estive di Report, spiegando di voler attendere che venisse fatta piena chiarezza sulla vicenda. La nuova stagione del programma, almeno in quella fase, era comunque rimasta confermata. Ranucci aveva reagito duramente, parlando di “vergognose congetture” e sostenendo che nessuna inchiesta di Report fosse stata condizionata da Lavitola. Il giornalista aveva inoltre difeso il lavoro della sua redazione, spiegando che la sospensione colpiva anche la memoria di fatti importanti raccontati dal programma.

Nel frattempo, la Rai aveva attivato la Commissione stabile per il Codice Etico, incaricata di analizzare la condotta del giornalista. Tra gli elementi finiti sotto esame ci sarebbero stati i rapporti con le fonti, l’utilizzo di comunicazioni aziendali e alcuni giudizi espressi nei confronti di dirigenti e colleghi Rai. Il lavoro della commissione si è concluso con una relazione consegnata all’amministratore delegato Giampaolo Rossi. Il contenuto non è stato reso pubblico, ma il dossier è diventato uno degli elementi su cui l’azienda ha basato le proprie valutazioni sul futuro di Ranucci.

Ancora a metà agosto, però, il giornalista continuava a lavorare alla nuova stagione di Report. Secondo quanto emerso in quei giorni, aveva avuto incontri con il direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini e non sembrava ancora scontato un suo passo indietro. La svolta è arrivata alla fine del mese, quando la Rai ha comunicato che dalla prossima stagione Report sarà condotto da Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. L’azienda ha presentato la decisione come l’inizio di una nuova fase per il programma, sottolineando che entrambi i giornalisti erano risultati vincitori della selezione Rai per professionisti.


Per Ranucci, invece, il cambiamento rappresenta qualcosa di molto diverso. Il giornalista ha affermato che “il mio non è un addio” e ha annunciato di voler continuare quella che ha definito “la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa”. Ha inoltre respinto le alternative che gli sarebbero state prospettate dall’azienda, tra cui possibili incarichi al Tg3, a RaiNews o come corrispondente dall’estero. Ranucci ha spiegato di non comprendere perché, se fosse ritenuto inadatto a guidare Report, dovrebbe invece essere considerato adatto ad altri ruoli all’interno della Rai.

Lo scontro si è allargato rapidamente anche alla redazione. Gli inviati storici di Report hanno definito “inaccettabile” la scelta dell’azienda e alcuni hanno minacciato di lasciare il programma. Successivamente anche i giornalisti interni hanno proclamato lo stato di agitazione, dichiarandosi pronti a valutare ulteriori iniziative, compreso lo sciopero. La vicenda ha inevitabilmente assunto anche una dimensione politica. Esponenti della maggioranza hanno difeso la decisione della Rai, mentre le opposizioni hanno parlato di un attacco all’autonomia dell’informazione e al giornalismo d’inchiesta.

Al di là dello scontro politico, resta però una domanda centrale: che cosa diventerà Report senza Sigfrido Ranucci? La Rai assicura di voler continuare a investire sul programma e sul giornalismo investigativo, ma una parte consistente della squadra che lo ha costruito negli ultimi anni sta mettendo apertamente in discussione il nuovo corso. Per questo il caso non sembra affatto chiuso. Ranucci ha già annunciato battaglia, la redazione non nasconde il proprio dissenso e la nuova stagione di Report dovrà partire in un clima profondamente diverso da quello immaginato soltanto poche settimane fa.

Quello che sembrava inizialmente uno scontro interno alla Rai si è così trasformato in una delle crisi più delicate degli ultimi anni per il servizio pubblico e per uno dei suoi programmi di inchiesta più riconoscibili. Il nome di Ranucci, del resto, continua a essere al centro del dibattito anche fuori dalla Rai: pochi giorni fa una battuta di Luciana Littizzetto sul tritolo ha fatto immediatamente pensare al giornalista e all’attentato subito, scatenando numerose reazioni sui social.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.