Il Sanremo di Stefano De Martino sta prendendo forma concreta, e le novità non sono poche e mentre la Rai ufficializza la nomina a direttore artistico per due edizioni consecutive — quelle del 2027 e del 2028 — il conduttore napoletano ha già delineato con precisione la struttura del suo Festival, introducendo cambiamenti significativi rispetto agli ultimi anni.
La rivoluzione più evidente riguarda il numero di brani in gara. Niente più 30 canzoni come nell’ultima edizione. De Martino ha scelto di restringere la selezione per dare maggiore respiro alle esibizioni e al racconto complessivo del Festival, con l’obiettivo di concentrarsi maggiormente sugli artisti piuttosto che sui numeri. Una scelta che prova a rispondere anche alle critiche di chi, negli ultimi anni, ha lamentato serate troppo lunghe e dispersive.
Ma è soprattutto la nuova struttura delle cinque serate a rappresentare il vero elemento di discontinuità. Il martedì e il mercoledì saranno dedicati alle esibizioni di tutti i cantanti in gara con i rispettivi brani. Invece il giovedì sarà riservato alla tradizionale serata delle cover, ormai diventata uno degli appuntamenti più attesi dal pubblico dell’Ariston.
Ed è qui che arriva la novità più rilevante: il venerdì sera non sarà più soltanto una tappa verso la finale, ma ospiterà una vera e propria gara nella gara, con gli artisti che avranno l’opportunità di mettere in scena una performance destinata a stabilire chi rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest. Un meccanismo ancora da definire nei dettagli, ma che potrebbe portare all’assegnazione di due vincitori distinti: uno del Festival e uno della manifestazione europea, ammesso che il voto non converga sullo stesso artista.
“Gli artisti avranno l’opportunità di mettere in scena, secondo la loro idea creativa, la loro performance. E questo credo sia già un piccolo slancio verso l’internazionalità del Festival.” – Stefano De Martino

Con queste parole Stefano De Martino ha delineato una visione che guarda oltre i confini nazionali senza rinunciare all’identità storica della manifestazione. Sul fronte degli ospiti, il conduttore si è concesso anche qualche battuta.
“Faranno una riunione a Sanremo, non so se faranno la reunion però.” – Stefano De Martino
Parlando invece di Vasco Rossi, il tono si è fatto decisamente più serio.
“E chi non lo vorrebbe? È il grande sogno di tutti quelli che hanno condotto il Festival. Ed è anche il mio.” – Stefano De Martino

Dietro le quinte, De Martino ha raccontato anche il metodo con cui sta selezionando le canzoni. Ogni brano affronta una sorta di triplo esame: il primo ascolto avviene in cuffia, il secondo in auto durante gli spostamenti e il terzo mentre corre.
“Se sopravvive a questi tre test vuol dire che c’è già qualcosa di buono.” – Stefano De Martino
Il direttore artistico ha spiegato di essere affiancato dal direttore musicale Fabrizio Ferraguzzo. Nonostante il lavoro di squadra, ha chiarito che la responsabilità finale delle scelte sarà esclusivamente sua, ricordando un consiglio ricevuto da Pippo Baudo.
“Scegli con la tua testa perché la faccia — per non dire un’altra parte del corpo — è la tua.” – Pippo Baudo
Un insegnamento che De Martino sembra aver fatto proprio, consapevole del peso che ogni decisione potrà avere sul destino degli artisti in gara. Secondo le indiscrezioni, sarebbero già arrivate circa 500 canzoni, un numero persino superiore rispetto alle passate edizioni. Un segnale che conferma come il richiamo del Festival di Sanremo continui a esercitare un enorme fascino sulla musica italiana, anche con una nuova guida artistica.

Il conduttore ha infine ammesso che uno degli aspetti più complicati del nuovo incarico riguarda la comunicazione con il pubblico.
“La parte più difficile di questo lavoro sono le interviste. Utilizzo molto spesso il sarcasmo, sto imparando a dire cose che non siano fraintendibili.” – Stefano De Martino
Il Festival di Sanremo 2027 si prepara così a inaugurare una nuova fase: meno canzoni in gara, maggiore attenzione alle performance, uno sguardo più aperto verso l’Europa e una serata dedicata alla scelta del rappresentante italiano all’Eurovision. Resta ora da capire se questa formula riuscirà a conquistare il pubblico e a rinnovare una manifestazione che, pur cambiando volti e regole, continua a rappresentare il principale appuntamento della musica italiana.
