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Certi amori fanno giri immensi e poi ritornano. E se c’è un amore che in Italia non si dimentica facilmente, è quello tra Amadeus e la Rai. Dopo appena un anno dall’addio clamoroso e il trasferimento su Warner Bros Discovery, il conduttore ravennate sarebbe pronto a tornare sui suoi passi. Non un semplice rientro, ma una vera e propria operazione di rilancio su tre fronti: un nuovo show musicale, un game show estivo e, udite udite, un possibile ritorno alla conduzione del Festival di Sanremo. Le voci si rincorrono da settimane, ma ora i dettagli diventano sempre più concreti e i progetti sembrano già in fase avanzata.

L’avventura di Amadeus in Warner Bros Discovery sarebbe arrivata al capolinea. Non per scelta artistica, ma per ragioni industriali che vanno ben oltre il piccolo schermo. Il gruppo Warner Bros Discovery è infatti in piena fase di ristrutturazione ed è appena stato comprato da Netflix che deve definire gli ultimi accordi. In questo scenario turbolento, il contratto quadriennale firmato da Amadeus nel 2024 diventerebbe improvvisamente meno solido di quanto apparisse all’epoca.

Ma cosa ha spinto davvero il conduttore a valutare il ritorno? I numeri, brutali e impietosi. L’esperienza sul Nove non ha portato i risultati sperati. Dal Suzuki Music Party a La Corrida, passando per Like Star e The Cage – Prendi e scappa, gli ascolti non hanno mai decollato. Programmi che sulla carta sembravano vincenti si sono scontrati con la dura realtà della concorrenza generalista. Amadeus stesso, con la sua consueta autoironia, ha recentemente scherzato sui numeri durante una diretta social con Fiorello: “Non sono abituato a questi numeri da un sacco di tempo“, ha detto con sarcasmo, riferendosi ai pochi spettatori collegati. Una battuta amara che nasconde una verità scomoda: il pubblico del Nove, per quanto fidelizzato, resta una nicchia rispetto alla platea generalista di Rai1.

Ed è proprio qui che entra in gioco Fiorello, amico fraterno e complice televisivo di sempre. Durante una puntata del suo programma radiofonico La Pennicanza, lo showman siciliano ha lanciato un messaggio chiarissimo, quasi un endorsement pubblico al ritorno di Amadeus in viale Mazzini. “In Rai mi hanno detto che per Amadeus le porte sono sempre aperte. Quando finisce, e finirà un giorno, non devi andare da un’altra parte. Non devi andare a Mediaset, devi andare in Rai“, ha dichiarato in diretta. Un intervento che suona come una dichiarazione d’intenti, forse concordata, forse no. Amadeus ha cercato di sviare con imbarazzo: “Magari non mi prende né l’uno né l’altro“. Ma Fiorello ha rincarato: “Io so come funziona. Stefano Coletta ti ama, è proprio innamorato di te“. Un siparietto che sa tanto di preparazione del terreno.

I progetti in cantiere sarebbero già definiti nei dettagli. Il primo si chiama Mirror, titolo ancora provvisorio, ed è pensato come uno show musicale dal taglio autoriale. Il format dovrebbe prendere spunto dalle grandi serate eleganti della tv del passato, quelle à la Pippo Baudo, con un confronto generazionale tra artisti affermati di epoche diverse. Musica, racconto, ospiti di richiamo: tutto il DNA televisivo di Amadeus condensato in un programma che dovrebbe debuttare su Rai1 subito dopo Sanremo, cavalcando l’onda emotiva del Festival. E indovinate chi sarebbe ospite d’onore nella prima puntata? Ovviamente Fiorello, a chiudere il cerchio di un sodalizio televisivo che ha fatto la storia recente della Rai.

Ma non è finita qui. Per l’estate 2026 la Rai starebbe mettendo a punto un nuovo game show, studiato su misura per Amadeus e destinato all’access prime time. Un progetto che suona come un ritorno alle origini, quando il conduttore ha costruito la sua fortuna proprio con i quiz e i giochi a premi. Qui però le cose si fanno delicate, perché quella fascia oraria è oggi presidiata con successo da Stefano De Martino con Affari Tuoi.

E poi c’è il terzo scenario, quello che fa tremare i polsi agli appassionati e agli addetti ai lavori: il ritorno al Festival di Sanremo. Dopo cinque edizioni consecutive da record, Amadeus resta l’uomo dei numeri impossibili. Carlo Conti ha preso il testimone per il 2025 e probabilmente anche per il 2026, ma dal 2027 tutto potrebbe cambiare. Le indiscrezioni parlano di pressioni fortissime da parte della discografia, che vede in Amadeus una garanzia commerciale e mediatica senza eguali. Un ritorno sul palco dell’Ariston sarebbe il coronamento perfetto di un rientro già di per sé clamoroso, una sorta di riabilitazione dopo la parentesi Discovery. La Rai, dal canto suo, avrebbe tutto l’interesse a riportare a casa il conduttore che ha trasformato Sanremo in un evento pop capace di parlare a tutte le generazioni.

Certo, restano i se e i ma. Al momento nessuna conferma ufficiale è arrivata né dalla Rai né dall’entourage di Amadeus. Warner Bros Discovery non ha commentato le voci di cessione, e il conduttore stesso mantiene un profilo basso, trincerandosi dietro battute e frecciatine autoironiche. Ma i segnali sono ormai troppi per essere ignorati. Le porte di viale Mazzini sono aperte, i progetti sono pronti, Fiorello ha dato la benedizione pubblica. E in un’industria televisiva dove i numeri sono legge, il richiamo della tv generalista resta fortissimo per chi, come Amadeus, ha costruito lì la sua popolarità e la sua credibilità.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it