Quando una superstar mondiale decide di cimentarsi con un pezzo iconico della musica italiana, il risultato può essere esplosivo. E non sempre nel senso positivo del termine. Madonna ha appena pubblicato la sua versione di La Bambola, il celebre brano di Patty Pravo che ha segnato un’epoca, e la risposta dei salotti televisivi italiani non si è fatta attendere. Spoiler: non è stata una standing ovation.
La cover ha conquistato la vetta delle classifiche iTunes in diversi Paesi, dalla Spagna alla Francia, passando ovviamente per l’Italia. I fan della popstar stanno celebrando questo ritorno, eppure in Rai il clima è tutt’altro che festoso. Nelle ultime ore, sia La Vita in Diretta che La Volta Buona hanno dedicato ampio spazio alla discussione, e i giudizi sono stati prevalentemente negativi, alcuni persino impietosi.
Partiamo da La Vita in Diretta, dove Alberto Matano ha introdotto il tema con una certa cautela diplomatica. Il conduttore, che in passato non ha mai nascosto la sua ammirazione per Madonna, definendola “vera regina tra tante principesse“, questa volta ha mostrato qualche perplessità. “Un momento molto speciale per Patty Pravo, che torna al Festival di Sanremo e poi viene di fatto incoronata a livello internazionale con questo omaggio di Madonna, anche se con una voce diciamo così, a mio avviso, leggermente, non so come dire, poco naturale“, ha commentato, lasciando trasparire dubbi sull’uso di effetti vocali.
Ma è stato Roberto Alessi, direttore di Novella 2000 e ospite in studio, a sferrare il colpo più duro. Dichiarandosi paradossalmente “madonnaro puro“, il giornalista non ha usato mezzi termini: “Come distruggere una bellissima canzone della nostra storia. La canzone originale è bellissima, ma questa di Madonna non si può sentire, è terribile come la fa“. Parole che non lasciano spazio a interpretazioni alternative. Alessi ha persino aggiunto che Madonna starebbe pensando di incidere anche Pensiero Stupendo, altra perla del repertorio di Patty Pravo, seminando preoccupazione tra i puristi. Matano ha tentato di smorzare i toni, sottolineando lo sforzo di cantare in una lingua straniera: “Distruggere una canzone? No, no, no, a me piace moltissimo la melodia e devo dire, apprezziamo il suo sforzo di cantare in italiano“. Un tentativo di mediazione che però non è sembrato del tutto convincente.
Il giorno successivo è toccato a La Volta Buona affrontare l’argomento. Caterina Balivo ha fatto ascoltare la cover ai suoi ospiti, e anche qui le reazioni sono state tutt’altro che entusiastiche. Pino Insegno ha definito la performance della Ciccone “calante“, mentre Andrea Laffranchi ha parlato di una “versione da dark room“, espressione criptica che lascia immaginare atmosfere oscure e lontane dall’originale solare di Patty Pravo. Pamela Prati, con l’affetto di chi ha condiviso un’epoca artistica con la Pravo, ha tagliato corto: “Fra le due versioni non c’è paragone, l’interpretazione di Patty rimarrà unica perché Patty è Patty“. Un modo elegante per dire che certe cose è meglio non toccarle.
Il verdetto più colorito è arrivato però da Guillermo Mariotto, che non si è fatto problemi a usare metafore culinarie per esprimere il suo dissenso: “Questa canzone è orrenda, un po’ come quando gli americani mettono la panna nella carbonara, pure Madonna poi ha una certa età ormai“. Il riferimento all’età della popstar, che ha 66 anni, ha aggiunto un pizzico di veleno al giudizio già severo, toccando un nervo scoperto in un’industria musicale spesso ossessionata dalla giovinezza.
La polemica, comunque la si pensi, ha un merito innegabile: ha riportato al centro dell’attenzione un pezzo della nostra storia musicale e ha fatto parlare di Patty Pravo proprio mentre si prepara a tornare sul palco del Festival di Sanremo. In fondo, non capita tutti i giorni che una delle artiste più famose del pianeta decida di dedicare attenzione alla nostra tradizione canora. Che poi il risultato piaccia o meno, è questione di gusti personali e, evidentemente, di quanto si è disposti a proteggere i propri tesori culturali dall’interpretazione altrui.
La Bambola di Madonna continua intanto a macinare stream e a dividere il pubblico. I fan della popstar la difendono strenuamente, mentre i puristi della musica italiana continuano a storcere il naso. Nel frattempo, la canzone scala le classifiche internazionali, dimostrando che, al di là delle polemiche nostrane, il fascino di quel brano del 1968 funziona ancora, anche quando filtrato attraverso la sensibilità di un’icona americana. E forse è proprio questo il punto: la musica può essere un ponte o un campo di battaglia, dipende da quanto siamo disposti a condividere o a difendere.



