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L’episodio sette della terza stagione di Euphoria ha lasciato gli spettatori con il fiato sospeso e le mani sudate. Domenica sera, HBO ha trasmesso quello che probabilmente passerà alla storia come uno dei momenti più brutali e disturbanti della serie creata da Sam Levinson. Nate Jacobs, il personaggio interpretato da Jacob Elordi e presenza costante dal debutto della serie nel 2019, ha incontrato la sua fine in una sequenza che accumula fobia su fobia, terrore su terrore.

La morte di Nate non è stata rapida né pietosa. Dopo aver visto la sua notte di nozze trasformarsi in incubo, dopo l’amputazione di un dito e un alluce, dopo essere stato sepolto vivo in una bara, il personaggio affronta il destino finale quando un serpente a sonagli velenoso si introduce nel buco dove è stato sepolto. Il rettile percepisce i movimenti disperati di Nate attraverso il terreno, striscia dentro il tubo dell’aria e si ritrova intrappolato con lui nello spazio claustrofobico della bara. Il morso è letale. Quando Cassie e Maddie riescono finalmente a dissotterrare la cassa, il corpo di Nate è ormai privo di vita.

@elordiobsessedxo “Nates Past mistakes puts him in a pretty tight situation & he is trying to satisfy all of Cassie’s dream’s , but her issues are existential as opposed to material.” #euphoria #fypシ゚viral #jacobelordi #natejacobs #viral ♬ original sound – JacobManiaXo

La catena di eventi che porta a questa conclusione tragica nasce da un accordo commerciale finito male. Nate si era indebitato pesantemente con Naz, interpretato da Jack Topalian, un personaggio spietato che non accetta ritardi nei pagamenti. Quando Naz si presenta da Cassie, la moglie di Nate interpretata da Sydney Sweeney, le impone un ultimatum di 72 ore per consegnare il denaro. Alamo, il personaggio di Adewale Akinnuoye-Agbaje, interviene uccidendo Naz per aiutare Cassie e Maddie a liberare Nate, ma il tentativo di salvataggio arriva troppo tardi.

In un’intervista esclusiva rilasciata a Esquire, Sam Levinson ha svelato i retroscena di questa scelta narrativa radicale. Il creatore di Euphoria aveva pianificato fin dall’inizio della stagione che Nate non sarebbe sopravvissuto, ma il modo in cui ha orchestrato questa morte rivela molto sul rapporto complesso e quasi antagonistico che ha costruito con il pubblico della serie. “C’è questa cosa divertente per cui so esattamente cosa vuole il pubblico in termini di giustizia o karma“, ha spiegato Levinson.

@ellenpopculture people like Nate Jacobs don’t just radically change with time #euphoria #samlevinson #jacobelordi #tiktoktvfilmcontest #characterstudy ♬ original sound – Ellen | Nostalgic Pop Culture

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“E con questo in mente, penso sempre: come posso darglielo? Come posso dare loro quello che vogliono, ma renderlo così orribile e angosciante che nel momento in cui accade, il pubblico non è più così sicuro di averlo voluto davvero?” – Sam Levinson

Nate Jacobs è stato per due stagioni e mezza uno dei personaggi più odiati della televisione contemporanea. Controllore, manipolatore, violento, incarnava una mascolinità tossica portata all’estremo. I fan della serie ne hanno chiesto a gran voce la punizione, una qualche forma di giustizia karmica per tutti i torti inflitti agli altri personaggi. Levinson lo sapeva benissimo e ha usato questa consapevolezza per costruire una trappola emotiva.

Durante la terza stagione, il creatore ha deliberatamente “sporcato le acque morali” mostrando sprazzi di umanità in Nate, momenti di vulnerabilità che rendevano il personaggio più complesso e meno unidimensionale. Non si trattava di una redenzione, ma di una preparazione del terreno per il grande finale. “È come dire: oh, volevi che avesse quello che si meritava? Ok“, continua Levinson con una risata che tradisce il piacere per la provocazione.

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“Quella sensazione di complicità con il pubblico è sempre una nota interessante da suonare all’interno di questa struttura più ampia. Finisci per pensare: oh Dio, non lo so, doveva andargli meglio? Se lo meritava davvero? Questo tipo di domande sono sempre stimolanti da porre al pubblico.” – Sam Levinson

Sono nel mondo reale e le conseguenze sono reali“, sottolinea Levinson. “Non c’è rete di sicurezza. Mi piace questo aspetto da Wild West, da frontiera, dove puoi costruirti qualcosa, ma dovrai vivere con le conseguenze delle tue scelte.” L’idea originale del creatore prevedeva che Nate morisse per soffocamento o per il calore estremo mentre era sepolto vivo. Levinson ha citato come ispirazione The Candy Snatchers, un film del 1973 in cui una ragazza viene sepolta viva con un tubo come presa d’aria. Ma l’intuizione finale, quella del serpente a sonagli, è arrivata in un momento completamente inaspettato e in un contesto che non potrebbe essere più lontano dall’oscurità della scena.

@.sophsspotify rest in piece i guess #euphoria #natejacobs #death #season3 #rip ♬ original sound – ˖ 𑣲 soph 𖤐

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“Stavamo ascoltando Otis Redding, i finestrini erano abbassati e stavamo guidando verso la Warner Brothers. Stavo guardando fuori dal finestrino e ho avuto questa immagine di un serpente a sonagli che si avvicinava al tubo. Nate sta battendo disperato e il serpente può percepire il movimento nel terreno. E ho pensato: e se il serpente entrasse nel tubo e lui rimanesse intrappolato dentro la bara con questo serpente a sonagli?” – Sam Levinson

Si è girato verso sua moglie Ashley Levinson, anche lei produttrice della serie, e le ha detto: “Penso di averla trovata“. Le ha spiegato come sarebbe morto Nate in quella sequenza e lei ha risposto con stupore: “È a questo che stavi pensando?” Un momento che Levinson descrive come paradossale e rivelatore: “È uno di quei momenti divertenti in cui realizzi che non tutte le scene oscure provengono necessariamente da un luogo oscuro.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.