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La geografia del tennis in tv è improvvisamente esplosa. Dal primo luglio 2025, i canali Eurosport 1 e 2 hanno abbandonato Sky, portandosi dietro un bottino prezioso: i diritti esclusivi di due dei quattro tornei del Grande Slam. Australian Open e Roland Garros, trasmessi da Eurosport rispettivamente dal 1995 e da decenni, non sono più visibili sulla piattaforma satellitare che per anni è stata il punto di riferimento degli appassionati italiani. Il divorzio tra Sky e Warner Bros Discovery ha ridisegnato completamente la mappa delle trasmissioni tennistiche, proprio nel momento in cui l’Italia vive il suo periodo d’oro con Jannik Sinner numero due al mondo e Lorenzo Musetti tra i primi cinque. Per milioni di tifosi abituati a una fruizione lineare e consolidata, questo significa una cosa sola: benvenuti nel ginepraio.

Perché seguire il tennis di alto livello nel 2026 richiede orientamento, pazienza e soprattutto almeno due abbonamenti diversi, due app separate, dispositivi e piattaforme su cui destreggiarsi senza farsi cogliere impreparati all’ultimo momento, quando il match sta per iniziare. Un bel mal di testa, diciamolo pure. La rottura ha effetti concreti e immediati. Eurosport detiene i diritti esclusivi dell’Australian Open fino al 2031 e del Roland Garros, mentre Sky mantiene saldamente Wimbledon e gli US Open, oltre all’intero circuito ATP in esclusiva, le WTA e le Finals. Tradotto: se vuoi vedere tutti e quattro gli Slam, un solo operatore non basta più. La frammentazione è totale. Warner Bros Discovery ha risposto alla perdita del canale distributivo principale con una strategia a tenaglia. Da un lato, il rafforzamento delle alleanze esistenti.

Come riportato da Il Corriere della Sera, L’Australian Open è visibile sui canali Eurosport 1 e 2 attraverso discovery+, la piattaforma streaming del gruppo, ma anche su Dazn, che ha stretto un accordo per ospitare i contenuti Eurosport, e su Timvision, dove i sei canali Eurosport più quello in 4K sono disponibili nel catalogo Timvision Play, incluso in tutti i pacchetti dell’operatore. C’è poi Amazon Prime Video Channels, che offre sei canali dedicati esclusivamente al torneo australiano per seguire più incontri in contemporanea, una soluzione pensata per chi non vuole perdersi nemmeno un quindici di Sinner o Musetti. Dall’altro lato, la scommessa strategica si chiama Hbo Max. La nuova piattaforma streaming, appena sbarcata in Italia, diventa la casa dello sport all’interno di un catalogo di intrattenimento molto più ampio.

Jannik Sinner
Jannik Sinner

Un modello già testato in altri mercati europei, che punta a ridurre la dipendenza da distributori terzi e a costruire un ecosistema proprietario. Per accedere ai contenuti sportivi su Hbo Max serve un abbonamento base più un pacchetto aggiuntivo chiamato Sport, un add-on opzionale da tre euro al mese che sblocca l’accesso a Eurosport. I prezzi di Hbo Max seguono una struttura a tre livelli. Il piano Base con pubblicità costa 5,99 euro al mese e consente la visione su due dispositivi in Full HD. Il piano Standard sale a 11,99 euro, mantiene due dispositivi e la qualità Full HD, ma aggiunge fino a 30 download con alcune limitazioni. Infine, il piano Premium a 16,99 euro mensili offre quattro dispositivi, risoluzione 4K Ultra HD, audio Dolby Atmos dove disponibile e fino a 100 download, sempre con limitazioni.

A questi si somma, per chi vuole il tennis, il pacchetto Sport da tre euro. Totale massimo: 19,99 euro al mese per avere tutto in 4K. Ma Hbo Max e discovery+ non sono gli unici attori in campo. C’è però una piccola finestra sul gratuito. Secondo quanto riportato in un documento ufficiale del gruppo Warner Bros Discovery, il canale NOVE trasmetterà in chiaro le semifinali e le finali dell’Australian Open che vedranno impegnati tennisti italiani. Non sono stati forniti dettagli ulteriori: non è chiaro se si tratti solo degli incontri di singolare o anche del doppio, né se la trasmissione sarà in diretta o in differita. L’annuncio, però, conferma quanto il tennis sia diventato centrale nelle passioni degli italiani, tanto da meritare uno spazio nel palinsesto generalista.

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Questa apertura al free-to-air non è casuale. Semifinali e finali degli Slam con italiani in campo sono stati inseriti nella lista degli eventi sportivi di interesse generale, aggiornata e pubblicata lo scorso novembre in un decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dopo il parere dell’AGCOM e la notifica alla Commissione europea. L’obbligo di trasmissione in chiaro e gratuita, però, entrerà in vigore solo alla scadenza dei contratti vigenti per i diritti televisivi. Per l’Australian Open, significa dal 2031. Fino ad allora, i broadcaster hanno la facoltà, ma non l’obbligo di legge, di garantire la trasmissione free.

La scelta del NOVE è quindi volontaria, e va letta come strategia di posizionamento e di acquisizione pubblico in un momento di grande attenzione mediatica. Dal punto di vista dello spettatore, il quadro è dunque questo: per vedere tutto il tennis che conta servono almeno due abbonamenti. Uno nell’universo Warner Bros Discovery, che comprende Australian Open e Roland Garros, accessibile via discovery+, Hbo Max, Dazn, Timvision o Prime Video Channels. L’altro su Sky o Now, per Wimbledon, US Open, tutto il circuito ATP, le WTA e le Finals. Chi vuole risparmiare può scegliere di seguire solo alcuni tornei, ma chi vuole completezza deve mettere in conto una spesa mensile variabile tra i venti e i quaranta euro, a seconda delle combinazioni scelte. La frammentazione non è solo economica, ma anche operativa. Significa tenere traccia di password diverse, scaricare app separate, verificare su quale piattaforma sia disponibile il match che ti interessa.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.