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C’era un tempo in cui un sistema operativo si limitava a fare il suo mestiere: gestire file, lanciare programmi, connettere dispositivi. Poi è arrivato Windows 11, e con lui una filosofia nuova che ha trasformato il desktop in qualcosa che assomiglia sempre di più a un centro commerciale digitale. Annunci nel menu Start, suggerimenti nella schermata di blocco, raccomandazioni in Esplora file: Microsoft ha intensificato la presenza pubblicitaria fino a renderla, per molti utenti, decisamente invasiva. La configurazione iniziale del sistema operativo rappresenta il culmine di questa strategia: quasi metà delle schermate sono dedicate a proporre servizi, app e funzionalità basate sull’intelligenza artificiale che l’utente medio non ha mai richiesto. Non siamo ancora al punto di vedere banner lampeggianti stile anni Novanta, ma la direzione è chiara e non piace a tutti. Anzi, proprio a nessuno.

Il malcontento è talmente diffuso che sviluppatori di terze parti hanno deciso di rispondere creando strumenti dedicati proprio a ripulire Windows 11 da questa invasione pubblicitaria. Tre app in particolare stanno attirando l’attenzione degli utenti stanchi di essere bombardati da suggerimenti indesiderati. La prima si chiama OFGB, acronimo irriverente che sta per Oh F**k Go Back. Sviluppata da un utente della community di Arch Linux, questa applicazione offre un metodo semplice e diretto per disattivare gli annunci attraverso modifiche mirate al registro di sistema. Non servono competenze tecniche avanzate: basta scaricare il programma da GitHub e abilitare con un semplice segno di spunta le voci corrispondenti agli elementi pubblicitari che si vogliono eliminare.

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Con pochi click è possibile dire addio agli annunci in Esplora file, nel menu Start e nelle Impostazioni, disabilitare i suggerimenti per la schermata di blocco, bloccare gli annunci personalizzati e molto altro. L’interfaccia è essenziale ma efficace: ogni opzione è chiaramente etichettata, rendendo il processo di pulizia veloce quanto un caffè al bar. La seconda soluzione si chiama Wintoys, un’utility già popolare tra gli utenti che cercano di ottimizzare Windows senza perdere ore nelle impostazioni di sistema. Recentemente ha ricevuto un aggiornamento che include proprio opzioni specifiche per rimuovere gli annunci più fastidiosi di Windows 11. Si può scaricare direttamente dal Microsoft Store, il che le conferisce un’aura di maggiore affidabilità rispetto a tool provenienti da fonti sconosciute.

Il terzo strumento porta il nome di Winpilot e introduce una funzionalità battezzata Adblock per Windows. Il nome è tutto un programma: proprio come gli adblocker impediscono ai banner di invadere le pagine web, questo tool mira a bloccare gli annunci direttamente dall’interfaccia del sistema operativo. Anche Winpilot è disponibile su GitHub ed è stato sviluppato in risposta diretta alla frustrazione crescente della comunità di utenti. Ma Microsoft cosa ne pensa? L’azienda di Redmond ha recentemente fatto una piccola concessione, introducendo nelle build più recenti di Windows 11 un interruttore per disattivare i suggerimenti pubblicitari nel menu di condivisione. Non è immediato né particolarmente intuitivo trovarlo: bisogna navigare in Impostazioni, poi Sistema, quindi Condivisione, dove finalmente appare l’opzione Mostrami le app suggerite nelle superfici di condivisione.

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Disattivando quell’interruttore si può condividere un file senza che il sistema proponga insistentemente di installare Instagram, WhatsApp o altre applicazioni che probabilmente sono già sullo smartphone e che certamente non servono sul PC. Un’altra piccola vittoria riguarda il menu Start ridisegnato, che ora permette finalmente di disabilitare come si deve la sezione Consigliati senza lasciare un buco gigante sullo schermo al suo posto. Sono concessioni minime, sia chiaro. Microsoft non sta facendo retromarcia sulla sua strategia di utilizzare Windows come piattaforma promozionale per i propri servizi. Il resto del sistema operativo continua a proporre notifiche, suggerimenti e raccomandazioni con regolarità quasi metronometrica. Ma il fatto stesso che l’azienda abbia introdotto queste opzioni di disattivazione testimonia quanto il feedback degli utenti sia stato rumoroso.

Parallelamente, anche il produttore di tiny11, la versione alleggerita di Windows 11 molto apprezzata dagli smanettoni, ha annunciato che le prossime release consentiranno di creare immagini personalizzate del sistema operativo con meno pubblicità integrate di default. Un segnale che il tema della privacy e dell’esperienza utente pulita sta tornando al centro del dibattito. Va detto che utilizzare tool di terze parti per modificare il registro di sistema o alterare componenti di Windows comporta sempre qualche rischio. Non tanto per la malafede degli sviluppatori, molti dei quali operano a codice aperto e con trasparenza totale, quanto per la possibilità di conflitti con futuri aggiornamenti di sistema o di instabilità non previste. Chi decide di percorrere questa strada dovrebbe farlo con consapevolezza, magari dopo aver creato un punto di ripristino o un backup completo del sistema.

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La domanda di fondo resta aperta: fino a che punto un sistema operativo a pagamento può permettersi di comportarsi come un servizio gratuito sostenuto dalla pubblicità. Gli utenti hanno acquistato una licenza, spesso a prezzo pieno, e si aspettano un’esperienza priva di distrazioni commerciali. Microsoft, dal canto suo, sembra intenzionata a monetizzare ogni angolo disponibile del suo ecosistema software, dalla ricerca integrata con Bing ai suggerimenti per OneDrive. Per ora, la soluzione più pragmatica resta affidarsi a questi strumenti di terze parti che, con pochi click e zero competenze tecniche avanzate, restituiscono agli utenti il controllo sul proprio desktop. Che sia OFGB, Wintoys o Winpilot, l’obiettivo è lo stesso: un sistema operativo che lavora per chi lo usa, non contro di lui. E che magari smette di comportarsi come se ogni cartella fosse un’opportunità di marketing.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.