X

Dopo oltre un anno di indiscrezioni, screenshot rubati dalle versioni beta e speculazioni negli angoli più tecnici del web, WhatsApp ha finalmente premuto il grilletto. Gli username stanno arrivando nell’app di messaggistica più usata al mondo, e con loro arriva una piccola rivoluzione nel modo in cui gestiamo la nostra privacy digitale. Non più solo il numero di telefono come unica chiave d’accesso alle nostre conversazioni, ma un identificativo scelto da noi, un nickname che ci permette di decidere chi può davvero entrare nel nostro spazio personale. La funzione è in fase di distribuzione graduale, come confermano le segnalazioni raccolte da WaBetaInfo e le testimonianze di utenti sia su Android che su iOS. Non tutti la vedranno comparire subito nelle impostazioni, ma il rollout è partito e nelle prossime settimane dovrebbe allargarsi progressivamente. Si tratta di un cambiamento atteso da tempo, soprattutto da chi usa WhatsApp in ambito professionale o pubblico, dove condividere il numero personale può diventare un problema serio.

Il processo di sviluppo è durato circa 18 mesi. Un tempo che può sembrare eccessivo per una funzione apparentemente semplice, ma che racconta la complessità tecnica e le implicazioni di sicurezza che WhatsApp ha voluto gestire con cautela. L’obiettivo dichiarato è mantenere gli standard di crittografia end-to-end che proteggono le conversazioni, integrando al contempo un sistema che non crei buchi nella privacy o vulnerabilità sfruttabili. Per verificare se la funzione è già disponibile sul proprio dispositivo, basta aprire le impostazioni di WhatsApp e accedere alla sezione Profilo. Qui, per chi rientra nella prima ondata di rilascio, compare un’opzione dedicata agli username. La procedura guidata è intuitiva: si sceglie un nome, si verifica la disponibilità, si associa all’account. Da quel momento in poi, sarà possibile condividere lo username al posto del numero di telefono, mantenendo riservato quest’ultimo quando si comunica con persone che non sono in rubrica.

Cambiamento epocale su WhatsApp per chiamate e messaggi-screenworld.it

Ma attenzione, perché WhatsApp ha imposto alcune regole precise per la creazione degli username. Non si può scegliere qualsiasi combinazione di caratteri. Il nome deve includere almeno una lettera, avere una lunghezza compresa tra 3 e 35 caratteri, e utilizzare esclusivamente lettere minuscole, numeri, punti e underscore. Non può iniziare con www. né terminare con estensioni come .com o .net, per evitare confusione con indirizzi web. Sono vincoli pensati per mantenere il sistema pulito e prevenire abusi o tentativi di phishing mascherati da username legittimi. C’è però un elemento che complica leggermente le cose, soprattutto per chi è già presente su altre piattaforme di Meta. Gli username devono essere disponibili contemporaneamente su WhatsApp, Instagram e Facebook. Se un nome è già stato rivendicato su una di queste piattaforme, sarà necessario dimostrare di esserne i legittimi proprietari per poterlo utilizzare anche su WhatsApp. La verifica passa attraverso l’Accounts Center, il sistema che Meta ha creato per collegare e gestire i vari account in un unico ambiente.

Questo significa che scegliere lo stesso username su più servizi può rendere più facile per chiunque collegare tra loro i diversi profili. Se qualcuno trova il tuo username su WhatsApp, potrebbe risalire al tuo account Instagram o Facebook. È un compromesso da valutare con attenzione, soprattutto per chi preferisce tenere separati i vari aspetti della propria presenza online. La coerenza ha i suoi vantaggi in termini di riconoscibilità, ma può ridurre la compartimentazione tra sfera personale e pubblica. Una delle novità più interessanti è la possibilità di impostare un PIN di sicurezza associato allo username. Si tratta di un codice opzionale a quattro cifre, richiesto al primo messaggio inviato da un nuovo contatto. Se attivato, solo chi conosce sia lo username sia il PIN potrà avviare una conversazione. Senza questa protezione aggiuntiva, chiunque abbia lo username può scrivere. È una funzione pensata per chi vuole un controllo ancora più granulare sui contatti, limitando le comunicazioni indesiderate e filtrando chi può davvero bussare alla nostra porta digitale.

Smartphone logo WhatsApp
Su WhatsApp è Capibara mania: cos’è e come funziona – Screenworld.it

Gli username rendono anche più semplice cercare nuove persone su WhatsApp. Basta inserire l’identificativo nella barra di ricerca per trovare un profilo e iniziare una chat, senza bisogno del numero di telefono. Se l’utente ha attivato il PIN, ovviamente, sarà necessario conoscere anche quello. È un sistema che avvicina WhatsApp al modello già adottato da Telegram e altre piattaforme, dove l’identità digitale non passa necessariamente attraverso il numero di cellulare. Al momento, la funzione è disponibile solo per un gruppo ristretto di utenti che hanno installato le versioni più recenti dell’app, sia stabili che beta. Il rilascio continuerà in modo progressivo, con un monitoraggio costante delle performance e della stabilità. Solo dopo aver verificato che tutto funziona come previsto, WhatsApp estenderà gli username su larga scala. Non c’è una data precisa per il rollout completo, ma le tempistiche potrebbero accelerare se i test iniziali daranno risultati positivi.

Condividi.

Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.