X

Whatsapp ora si paga ed è un bel problema. Come trovarsi preparati alla novità che riguarda milioni e milioni di italiani nei prossimi giorni. 

Nel nostro paese, milioni di persone utilizzano su base regolare passandoci forse anche più tempo di quanto sarebbe sano fare la famosa app Whatsapp, un sistema di messaggistica in tempo reale che ha di fatto rimpiazzato i vecchi SMS: aperta nel 2009 quando uscì la sua prima versione, ad oggi Whatsapp è proprietà di Meta Platform che ha praticamente il monopolio in molti campi virtuali.

Whatsapp ha visto un successo incredibile per la sua praticità: a patto di avere accesso ad una rete mobile o ai dati del proprio Smartphone funziona in qualunque contesto ed è ben più pratica dei messaggi per l’interfaccia colorata e ricca di GIF, stickers ed emoticon che si possono anche considerare parte della cultura pop del 2000 e dei decenni successivi.

Per anni è stata un’app gratuita ma Meta pare aver cambiato politica e non è da escludere che questa decisione vada ad influire sui download dell’app – ad oggi svariate centinaia di milioni – in favore di rivali come Telegram o come le meno comuni – in occidente – WeChat, applicazione molto usata in Cina ma non in Italia. Chissà che non diventi un’alternativa a questo punto.

Whatsapp, o la paghi, o diventa inutilizzabile

Per obbligare a pagare una cifra mensile, molte aziende hanno fatto ricorso ad un metodo antipatico ma purtroppo tuttora legale: quello di inserire pubblicità che interrompono l’utilizzo di un servizio o prodotto che si, durano pochi secondi, ma possono essere molto fastidiose. Lo hanno fatto Prime, Netflix ed ora, anche Whatsapp si prepara ad adottare questo antipatico metodo per “costringere” gli utilizzatori a pagare una data somma.

Telefono con app
Come pagare Whatsapp quando sarà a pagamento – www.Screenworld.it

Le indiscrezioni che circolano sul web – ribattute da diverse piattaforme di informazione autorevoli del settore – parlano già di un servizio Whatsapp che chiederebbe una cifra compresa tra un euro e ben 4 € per togliere la pubblicità che gli utenti andranno a trovarsi dall’aggiornamento Beta Android 2.26.3.9, non è ancora chiaro se da pagare su base annuale o mensile. Un fastidio importante che potrebbe spingere molti utenti, come detto, a migrare su altre piattaforme che non hanno questo tipo di richiesta.

In effetti però, Whatsapp non è sempre stata gratis: gli utenti più presenti sull’app ricorderanno che nel 2016, questo servizio si pagava 0,89 cent su iPhone e solo in seguito, tramite l’estensione del periodo di prova gratuito, l’applicazione è diventata gratis per tutti. Insomma, dopo tanti anni, Meta ha deciso di battere cassa nel momento più inaspettato possibile.

Condividi.