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WhatsApp, si conferma ancora una volta all’avanguardia nella tutela della privacy con l’introduzione della funzione Chat Lock.

Questa nuova funzionalità, annunciata dal CEO di Meta, Mark Zuckerberg, rappresenta un ulteriore passo nella strategia di rafforzamento della sicurezza e della riservatezza delle comunicazioni personali, offrendo agli utenti un modo semplice e sicuro per proteggere chat singole o di gruppo da occhi indiscreti.

La funzione Chat Lock permette di isolare alcune conversazioni in un’area protetta, accessibile solo tramite autenticazione biometrica (Face ID o impronta digitale) oppure con una password scelta dall’utente. Questa opzione si aggiunge ai tradizionali sistemi di sicurezza come la crittografia end-to-end, già implementata da anni, che garantisce che solo mittente e destinatario possano leggere i messaggi scambiati.

L’attivazione del lucchetto è semplice e si applica sia su dispositivi iOS che Android. Su iPhone, basta effettuare uno swipe a destra sulla chat desiderata, selezionare “Altro” e infine “Attiva lucchetto”. Su Android, è sufficiente tenere premuto a lungo sulla conversazione e scegliere “Attiva lucchetto”. Le chat protette scompaiono dalla lista principale e sono accessibili solo dopo uno swipe verso il basso nella schermata delle chat, dove si trova la sezione riservata “Chat Lock”. Per maggiore riservatezza, è possibile nascondere completamente queste chat, rendendole invisibili anche alla lista delle chat archiviate: per visualizzarle sarà necessario inserire un codice segreto nella barra di ricerca.

Notifiche e privacy: un livello di protezione in più

Uno degli aspetti più rilevanti della funzione riguarda il trattamento delle notifiche: per ogni messaggio ricevuto all’interno delle chat protette, WhatsApp visualizza soltanto la dicitura generica “1 nuovo messaggio”, senza rivelare né il mittente né il contenuto del testo. Questo impedisce che qualcuno possa scoprire informazioni sensibili solo sbirciando lo schermo dello smartphone altrui. Tuttavia, va sottolineato che il lucchetto non blocca le chiamate audio o video in arrivo da quei contatti.

All’interno delle chat protette, è possibile continuare a salvare foto, video e altri file multimediali, anche se la funzione di salvataggio automatico rimane limitata alle chat standard.

Implicazioni per la sicurezza e la digital forensics

Il consulente informatico forense Paolo Dal Checco ha commentato che la funzione di Chat Lock è molto interessante dal punto di vista della privacy e della protezione dei dati personali, ma introduce anche nuove sfide per le attività di indagine giudiziaria. Grazie a questa protezione, l’accesso alle conversazioni risulta più difficile per chiunque, compresi gli investigatori, soprattutto perché la funzione sembra agire a livello di interfaccia utente senza una crittografia aggiuntiva sul database. Ciò significa che, pur rendendo invisibili e inaccessibili le chat protette sul dispositivo, non è escluso che a livello tecnico – ad esempio durante un’acquisizione forense – i dati possano essere comunque estratti.

Dal Checco ha inoltre evidenziato il concetto di “plausible deniability”, ossia la possibilità da parte dell’utente di negare non solo i contenuti nascosti, ma persino l’esistenza di chat protette, sebbene la presenza di un menu dedicato potrebbe al contrario attirare l’attenzione su conversazioni potenzialmente celate.

WhatsApp chat
Minacce alla privacy: come evitare di essere spiati su WhatsApp – Screenworld.it

Nonostante i continui miglioramenti in termini di sicurezza, WhatsApp rimane una piattaforma vulnerabile a tentativi di spionaggio, spesso non dovuti a falle nel software ma a tecniche che sfruttano funzionalità legittime dell’app o comportamenti degli utenti.

Tra i metodi più noti per “sbirciare” le chat di altre persone ci sono:

  • Mac Spoofing: una tecnica che consente di clonare l’indirizzo MAC del dispositivo da spiare per accedere alle conversazioni. Richiede competenze tecniche avanzate e la possibilità di avere temporaneamente il telefono della vittima in mano.
  • WhatsApp Web: sfruttando il client web di WhatsApp, è possibile accedere alle conversazioni scansionando un codice QR dal telefono target. Chiunque abbia accesso fisico allo smartphone può attivare questa funzione e monitorare tutte le chat fino al logout.
  • App di monitoraggio come mSpy: software commerciale che consente il controllo remoto delle chat e di altre attività digitali, senza necessità di particolari competenze tecniche o di jailbreak/root del dispositivo. Rappresenta una minaccia significativa per la privacy personale.

Per proteggersi, è consigliabile utilizzare tutte le funzionalità di sicurezza offerte da WhatsApp, come il blocco dell’app tramite impronta o Face ID, la disattivazione delle notifiche con anteprima, e la nuova funzione Chat Lock per singole chat particolarmente sensibili.

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