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Per chi apre WhatsApp decine di volte al giorno, la scheda Aggiornamenti sta subendo una trasformazione significativa. Tra gli Status degli amici e i contenuti dei canali seguiti iniziano a comparire annunci pubblicitari veri e propri. Non si tratta più di un esperimento limitato a pochi mercati, ma di un rilascio globale che riguarda ormai tutti gli utenti dell’applicazione di messaggistica più diffusa al mondo. L’introduzione di Promoted Channels e Status Ads tocca direttamente uno degli spazi più frequentati di WhatsApp, quello dove ogni giorno milioni di persone scorrono per vedere gli aggiornamenti visivi dei propri contatti. Meta, la società proprietaria della piattaforma, ha confermato che questa novità rappresenta un cambio di strategia commerciale importante, pur mantenendo fermo un principio fondamentale: le conversazioni private rimangono un territorio inviolabile dalla pubblicità.

La comunicazione ufficiale è arrivata attraverso l’account WhatsApp su X, chiudendo così la fase di test che aveva coinvolto un numero ristretto di utenti in alcuni Paesi selezionati. Durante quel periodo, la piattaforma ha monitorato attentamente le prestazioni tecniche, raccolto feedback degli utenti e verificato la conformità alle diverse normative regionali sulla pubblicità digitale. La domanda che molti si pongono è semplice: dove compariranno esattamente questi annunci. WhatsApp chiarisce in modo netto che i contenuti sponsorizzati restano confinati esclusivamente nella scheda Aggiornamenti. Non invaderanno le conversazioni individuali o di gruppo, non interromperanno le chiamate vocali o video, non compariranno nella lista delle chat. Questa separazione netta tra contenuto commerciale e messaggistica privata rappresenta la linea di demarcazione che Meta intende difendere, almeno per ora.

Donna guarda lo smartphone preoccupata
Donna guarda lo smartphone preoccupata fonte: Depositphotos

Gli Status Ads funzionano in modo piuttosto intuitivo. Le aziende possono inserire contenuti promozionali che seguono lo stesso formato degli Status normali, quelli che scompaiono dopo 24 ore. Questi annunci compaiono dopo aver visualizzato un certo numero di aggiornamenti organici, inserendosi nel flusso naturale di scorrimento. Ogni annuncio è chiaramente etichettato come tale, e chi lo sta guardando può passare al contenuto successivo con un semplice swipe laterale, in meno di un secondo. Se un inserzionista risulta troppo presente o fastidioso, WhatsApp offre strumenti di controllo. Attraverso il menu con i tre puntini è possibile bloccare l’account aziendale o nascondere i suoi annunci, impedendo che quel particolare marchio compaia nuovamente nella scheda Aggiornamenti. Un sistema di filtro individuale che permette di personalizzare almeno in parte l’esperienza pubblicitaria.

Parallelamente agli Status Ads, WhatsApp introduce anche i Promoted Channels, che funzionano secondo una logica diversa. Questi canali promossi ottengono maggiore visibilità all’interno della directory dedicata, quella sezione dove si possono scoprire nuovi contenuti da seguire. I canali che hanno pagato per essere messi in evidenza vengono contrassegnati con un’etichetta specifica, mantenendo una certa trasparenza nella distinzione tra contenuti organici e a pagamento. L’obiettivo dichiarato è permettere ad aziende, creator e organizzazioni di raggiungere un pubblico più ampio, aumentando il coinvolgimento con chi potrebbe essere interessato ai loro contenuti. Per le aziende che vogliono investire in questa forma di promozione, WhatsApp ha predisposto una pagina di iscrizione dedicata dove ricevere aggiornamenti sugli sviluppi futuri del sistema pubblicitario.

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Un tema particolarmente delicato riguarda il targeting, ovvero come WhatsApp decide quali annunci mostrare a quale utente. La piattaforma chiarisce che utilizza segnali limitati: lingua di sistema, Paese di residenza e modalità di interazione con gli annunci precedenti. Secondo quanto dichiarato ufficialmente, WhatsApp non utilizza il contenuto dei messaggi privati, le chiamate o le attività nei gruppi per personalizzare la pubblicità. Le conversazioni rimangono protette dalla crittografia end-to-end, quella tecnologia che impedisce a chiunque, Meta compresa, di leggere il contenuto delle chat. Gli inserzionisti possono raggiungere il pubblico in determinate regioni geografiche, ma non accedono ai dati delle conversazioni private. Questa impostazione punta a mantenere separata la sfera commerciale da quella della messaggistica, pur continuando a proporre promozioni considerate rilevanti in base ai pochi segnali disponibili.

Per gli utenti europei, però, si apre una possibilità in più. Nella Regione europea, WhatsApp offre un abbonamento opzionale che permette di rimuovere completamente la pubblicità da Status e Canali. Non tutti possono aderire: serve avere almeno 18 anni e un account collegato a un Centro account Meta, un requisito che complica leggermente la procedura, come ammesso nelle FAQ ufficiali della piattaforma. Chi sottoscrive l’abbonamento elimina gli annunci dagli Status e dai Canali, e le proprie interazioni con la pubblicità su WhatsApp non vengono utilizzate per il targeting sugli altri prodotti Meta, come Facebook e Instagram. I pagamenti sono mensili, e l’importo varia in base alla piattaforma scelta per l’acquisto e al Paese di residenza.

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Questo messaggio su WhatsApp è pericoloso: ti svuotano subito il conto – Screenworld.it

Per chi attiva l’abbonamento tramite il sito web di Facebook o Instagram, il costo è di 3 euro al mese. Chi invece preferisce passare attraverso l’Apple App Store o il Google Play Store deve mettere in conto 4 euro mensili. La differenza di prezzo riflette le commissioni che Apple e Google applicano sugli acquisti in-app, un meccanismo ormai consolidato nell’ecosistema delle applicazioni mobile. Il piano rimane completamente opzionale. Chi non si iscrive continua a usare Status e Canali esattamente come prima, ma con gli annunci attivi. WhatsApp non introduce limitazioni funzionali per chi sceglie di non pagare, mantenendo accessibili tutte le caratteristiche principali dell’applicazione.

Le funzioni Promoted Channels e Status Ads sono tecnicamente disponibili per tutti gli utenti che installano le versioni più aggiornate di WhatsApp per Android e iOS dagli store ufficiali. Tuttavia, nonostante l’annuncio del rilascio globale, la distribuzione effettiva può richiedere tempo prima di raggiungere ogni singolo account. I sistemi di rollout di Meta procedono spesso in modo graduale, attivando le nuove funzionalità a ondate successive. Chi ancora non vede i contenuti sponsorizzati nella propria scheda Aggiornamenti può semplicemente verificare la presenza di aggiornamenti dell’applicazione negli store, in attesa che l’attivazione arrivi anche sul proprio profilo. Del resto, come osservato da alcuni commentatori, non sembra esserci particolare motivo di lamentarsi per l’assenza temporanea di pubblicità.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.