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Entro la fine di febbraio 2026, Microsoft introdurrà su Teams una modifica apparentemente innocua ma destinata a generare discussioni, soprattutto negli ambienti professionali. Ogni volta che un utente cliccherà su un collegamento web o su un PDF all’interno dell’applicazione, si troverà di fronte a una schermata che lo costringerà a scegliere quale browser utilizzare. Non importa quale sia il browser predefinito impostato sul dispositivo: la decisione dovrà essere presa manualmente, ogni volta.

La funzione si chiama Link in Teams e, stando alla documentazione ufficiale pubblicata nel Microsoft 365 Admin Center, dovrebbe offrire agli utenti maggiore controllo sulla navigazione, permettendo di ignorare le preferenze di sistema e selezionare il browser preferito direttamente dall’app. In teoria, un’opzione di flessibilità. In pratica, però, il meccanismo rivela un’altra faccia della medaglia, molto più orientata verso gli interessi commerciali di Redmond.

Il pop-up che comparirà sullo schermo presenta sostanzialmente due opzioni: Microsoft Edge oppure il browser predefinito del sistema. Niente Chrome, Firefox, Vivaldi o altri, a meno che non siano già impostati come predefiniti. Ma c’è un dettaglio ancora più rivelatore: se l’utente seleziona Edge e questo non è installato sul dispositivo, Teams avvia automaticamente un secondo prompt che reindirizza allo store per scaricarlo. Una cortesia che Microsoft non riserva ad alcun browser concorrente. Se Chrome non è installato, semplicemente non compare tra le scelte. Edge, invece, viene proposto sempre, anche quando è assente dal sistema.

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Questo doppio standard tradisce la natura dell’operazione. Non si tratta di un selettore neutrale pensato per migliorare l’esperienza utente, ma di una strategia pubblicitaria travestita da impostazione tecnica. Microsoft non nasconde neppure l’obiettivo: l’azienda ha dichiarato apertamente di voler monitorare la soddisfazione degli utenti insieme a metriche come il tasso di installazione di Edge e la retention, ovvero quanti utenti continuano a utilizzare il browser dopo averlo scaricato tramite il prompt. Sono parametri di marketing, non di usabilità.

Dal punto di vista della gestione aziendale, la novità rischia di creare attriti nei reparti IT, dove spesso esistono già policy precise sui browser da utilizzare. Il pop-up potrebbe confondere gli utenti meno esperti, generare ticket di supporto e interferire con le configurazioni aziendali standard. Microsoft, consapevole del possibile impatto, ha previsto la possibilità di disattivare il comportamento predefinito tramite PowerShell. Gli amministratori possono modificare l’attributo LinksInTeams all’interno della TeamsMobilityPolicy, cambiando il valore da OfferBrowserOptions a UseSystemDefaults. In questo modo si elimina il pop-up e si ripristina il comportamento normale del sistema operativo, che apre i link con il browser già impostato dall’utente.

Senza interventi da parte degli amministratori, però, la nuova schermata diventerà lo standard per tutti gli utenti Teams dell’organizzazione. Il roll out è previsto entro fine febbraio per i clienti globali, per il Dipartimento della Difesa statunitense e per quelli dell’area del Consiglio di cooperazione del Golfo. La stessa Microsoft avvisa i reparti IT di prepararsi a un aumento delle richieste di supporto, un’ammissione indiretta che la funzione potrebbe risultare poco intuitiva o addirittura fastidiosa.

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La mossa ricorda strategie simili adottate da altre big tech. Google, ad esempio, su dispositivi mobile spinge regolarmente Chrome attraverso banner in Gmail, Maps e altre app, arrivando a volte ad aprire direttamente la pagina dell’App Store. Apple fa lo stesso con Safari. La differenza è che Microsoft, con Teams, ha scelto di interrompere attivamente il flusso di lavoro dell’utente, inserendo un passaggio obbligatorio dove prima non esisteva. Non è un suggerimento discreto, è un ostacolo che richiede una risposta.

Edge, va detto, è tecnicamente un buon browser. Basato su Chromium, offre funzionalità avanzate di sicurezza, integrazione con l’ecosistema Microsoft e prestazioni competitive. Il problema non è la qualità del prodotto, ma il metodo con cui viene promosso. Forzare una scelta, presentare un’opzione come privilegiata rispetto alle altre e tracciare metriche di conversione sono tattiche che appartengono più al reparto vendite che all’esperienza utente.

Per chi lavora quotidianamente con Teams, soprattutto in contesti aziendali dove ogni interruzione costa tempo e concentrazione, questa modifica potrebbe trasformarsi in un fastidio ricorrente. Per gli amministratori IT, rappresenta una nuova variabile da gestire, documentare e potenzialmente disattivare. Per Microsoft, è un’occasione per spingere Edge verso una fetta di utenza professionale che finora ha dimostrato scarso interesse verso il browser di Redmond.

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I dettagli tecnici completi sono disponibili nel Microsoft 365 Admin Center sotto l’ID messaggio MC1216263, dove gli amministratori possono trovare le istruzioni precise per configurare o disabilitare la funzione prima del rilascio ufficiale. Resta da vedere se le aziende sceglieranno di mantenere il nuovo comportamento o se preferiranno tornare alla semplicità del sistema operativo.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.