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Elon Musk torna al centro delle polemiche. Questa volta non per questioni spaziali o dichiarazioni politiche, ma per aver condiviso un video generato dall’intelligenza artificiale che utilizza le fattezze di Sydney Sweeney. Il miliardario ha pubblicato il contenuto sul suo social network X per promuovere i miglioramenti di Grok, l’assistente AI sviluppato dalla sua azienda xAI. Il 28 gennaio, Musk ha scritto sulla piattaforma: “I video di Grok ora durano 10 secondi e l’audio è notevolmente migliorato“. A corredo del messaggio, un video creato dall’utente Alex Patrascu che mostra una versione artificiale dell’attrice ventottenne all’interno di un’astronave. Nel breve filmato, la Sydney digitale chiede con tono confuso: “Fammi capire bene. I video di Grok ora durano 10 secondi e l’audio è molto migliorato?“. Un coprotagonista maschile risponde semplicemente: “Sì, più o meno. Ti piace?“.

La piattaforma Grok ha reso pubblico il prompt utilizzato per generare il video, rivelando il livello di dettaglio tecnico raggiunto dall’intelligenza artificiale. Le istruzioni specificavano: “Inquadratura sopra la spalla. Film live-action. Sono fermi all’interno di un’astronave. Lei alza le spalle e dice (tono calmo, confuso) guardandolo dritto negli occhi“. Seguivano indicazioni precise su estetica cinematografica, illuminazione e persino effetti sonori: ronzio silenzioso degli interni, bip LED, nessuna musica. Il team di Sydney Sweeney non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sul video, nonostante Us Weekly abbia contattato i rappresentanti dell’attrice per un commento. La questione solleva interrogativi delicati sul consenso nell’era dell’intelligenza artificiale generativa, soprattutto considerando che l’immagine di una persona reale viene utilizzata senza apparente autorizzazione per promuovere un servizio commerciale.

Non è la prima volta che Musk finisce nel mirino per commenti riguardanti Sydney Sweeney. Lo scorso dicembre, durante la première di The Housemaid a Los Angeles, l’attrice aveva indossato un abito bianco con scollatura pronunciata. Il fondatore di Tesla aveva reagito pubblicando un meme generato dall’AI che sottolineava i potenziali problemi alla schiena legati a un seno prosperoso. “Non deve essere facile“, aveva scritto Musk accompagnando l’immagine che mostrava una colonna vertebrale sotto stress. Quella battuta aveva scatenato reazioni indignate. “Non hai un razzo da costruire o qualcosa del genere?“, aveva commentato sarcasticamente un utente. Un altro aveva aggiunto: “Ha 30 anni meno di te. Inquietante“. Sweeney non aveva mai risposto pubblicamente, ma il silenzio sembrava più eloquente di qualsiasi dichiarazione.

Grok si descrive come un assistente AI gratuito progettato per massimizzare verità e obiettività. Offre ricerca in tempo reale, generazione di immagini, analisi dei trend e molto altro. Ma è la modalità Spicy, lanciata nel luglio 2025, ad aver generato le controversie più accese. Questa funzione permette agli utenti di creare immagini NSFW con contenuti espliciti e nudità. Le preoccupazioni sono rapidamente salite di livello istituzionale. Il 14 gennaio, il procuratore generale della California Rob Bonta ha annunciato l’apertura di un’indagine su “la proliferazione di materiale sessualmente esplicito non consensuale” generato da Grok. “La valanga di segnalazioni che dettagliano il materiale sessualmente esplicito non consensuale che xAI ha prodotto e pubblicato online nelle ultime settimane è scioccante“, ha dichiarato Bonta. “Abbiamo tolleranza zero per la creazione e diffusione basata su AI di immagini intime non consensuali“.

Lo stesso giorno, l’account ufficiale Safety di X ha annunciato che avrebbe limitato la possibilità per gli utenti di creare immagini sessualmente esplicite di persone reali nelle aree dove tale materiale è illegale. “Rimaniamo impegnati a rendere X una piattaforma sicura per tutti e continuiamo ad avere tolleranza zero per qualsiasi forma di sfruttamento sessuale minorile, nudità non consensuale e contenuti sessuali indesiderati“, recita la dichiarazione. Il caso Sydney Sweeney rappresenta un terreno minato nell’evoluzione dell’intelligenza artificiale. Da un lato, la tecnologia raggiunge traguardi impressionanti nella sintesi video e audio. Dall’altro, solleva questioni etiche fondamentali sul diritto all’immagine, sul consenso digitale e sui confini tra innovazione tecnologica e rispetto della dignità personale.

L’attrice, che ha recentemente confermato pubblicamente l’autenticità del proprio corpo rispondendo a speculazioni malevole, si trova ora di fronte a una sfida diversa: non più commenti sul suo aspetto fisico, ma la clonazione digitale della sua immagine senza permesso apparente. Il fatto che Musk, una delle persone più influenti del pianeta tecnologico, condivida questi contenuti amplifica enormemente la portata del problema. La questione non riguarda solo una celebrità o un miliardario eccentrico. Riguarda il futuro prossimo in cui chiunque potrebbe vedere la propria immagine replicata, modificata e diffusa senza controllo. Le leggi faticano a tenere il passo con l’innovazione tecnologica, e casi come questo dimostrano quanto sia urgente trovare un equilibrio tra progresso e tutela dei diritti individuali.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.