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Spotify ha lanciato un’idea fuori dal comune: un’urna cineraria che riproduce la tua musica preferita anche dopo la morte. In collaborazione con il brand punk-gothic Liquid Death, è nata la Eternal Playlist Urn, un contenitore in marmo bianco con uno speaker Bluetooth integrato nel coperchio. L’oggetto trasforma l’eterno riposo in un’esperienza sonora, permettendo alla playlist scelta dal defunto di suonare per sempre. Disponibile in edizione limitata negli Stati Uniti, l’urna include anche un generatore digitale di playlist personalizzate basato sulla cronologia musicale e le preferenze dell’utente. Il prezzo si aggira intorno ai 500 dollari per i 150 pezzi prodotti.

L’urna rappresenta un nuovo approccio all’eredità digitale, combinando l’aspetto fisico della sepoltura con la tecnologia. Il marmo bianco richiama la tradizione funeraria, mentre lo speaker integrato consente di ascoltare la musica direttamente dal contenitore. La piattaforma digitale sviluppata da Spotify guida l’utente nella creazione della eternal playlist, ponendo domande su preferenze musicali e “vibe” eterna, così da costruire un mix adatto a seguire la persona anche oltre la vita.

Oltre alla funzionalità pratica, il progetto si inserisce in un filone di design dedicato all’aldilà, dove estetica, tecnologia e cultura pop si incontrano. Il tono ironico e macabro, tipico di Liquid Death, rende l’urna un oggetto da collezione per gli appassionati di musica e innovazione, ma al tempo stesso stimola riflessioni sul rapporto tra identità digitale, memoria e memoria emotiva.

La Eternal Playlist Urn è un esempio concreto di come la tecnologia possa intervenire sulla vita postuma e sulla conservazione dei ricordi, aprendo discussioni sul confine tra innovazione, cultura pop e rispetto per la tradizione. Insegna a considerare l’interazione tra tecnologia, design e società, mostrando come un’idea apparentemente stravagante possa contenere significati più profondi sulla nostra relazione con la musica, la memoria e l’eterno.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.