Scrivere al computer. Un gesto talmente automatico che non ci pensiamo nemmeno, le dita che volano sui tasti mentre il cervello è già tre parole avanti. Ma per chi convive con il Parkinson, quella tastiera diventa un campo minato. I tremori tradiscono, le dita si bloccano su un tasto e improvvisamente sullo schermo compare una fila infinita della stessa lettera. È da questa frustrazione quotidiana, da questa piccola grande battaglia contro la tecnologia che dovrebbe semplificarci la vita, che nasce OnCue. Non un semplice dispositivo, ma l’idea di una giovane designer italiana che ha trasformato un problema neurologico in una sfida di ingegneria. E che, a 29 anni, si è portata a casa il James Dyson Award 2025 nella categoria medica, uno dei riconoscimenti più prestigiosi al mondo per innovazione e design.
Alessandra Galli viene da Como, ma si è formata alla Delft University of Technology nei Paesi Bassi, dove ha sviluppato questo progetto come tesi magistrale. Il premio, istituito dall’inventore britannico James Dyson, ogni anno seleziona le migliori idee sviluppate da studenti e giovani ricercatori. Quest’anno, tra centinaia di progetti globali, l’Italia è salita sul podio con una tecnologia che fonde neuroscienze, design ergonomico e un’intuizione semplice quanto potente: portare nel mondo digitale le tecniche che i fisioterapisti usano per aiutare i pazienti con Parkinson a camminare. OnCue è una tastiera intelligente e modulare che integra due tipologie di stimoli sensoriali: tattili e visivi. Quando un paziente resta bloccato su un tasto troppo a lungo, la tastiera inizia a vibrare. Non un semplice feedback, ma una vibrazione che si intensifica gradualmente, invitando chi sta scrivendo a rilasciare il dito e passare al tasto successivo. È come avere un fisioterapista digitale che ti ricorda gentilmente di continuare il movimento, evitando quel freezing che nella malattia di Parkinson rappresenta uno dei sintomi più invalidanti.

Ma Alessandra non si è fermata alle vibrazioni. Ha aggiunto un sistema di feedback luminoso che anticipa i movimenti: quando premi un tasto, per esempio la lettera C, si illuminano automaticamente tutte le lettere che potrebbero logicamente seguire per formare una parola in italiano. Troverai accese tutte le vocali, ma non la Z. Sono trigger visivi che guidano il cervello e riducono l’ansia dell’errore, quella sensazione paralizzante di non sapere dove andare dopo. La tecnologia alla base di OnCue si ispira alle cueing techniques utilizzate in fisioterapia, quelle tecniche che usano segnali esterni per aiutare i pazienti a superare i momenti di blocco improvviso. Galli racconta: “La sfida è stata portare nel mondo digitale tecniche che in fisioterapia vengono applicate al cammino. Con OnCue volevo dare alle persone uno strumento concreto, che le aiutasse a sentirsi meno frustrate davanti a un gesto quotidiano come scrivere“.
Il dispositivo è completamente personalizzabile. I livelli di intensità delle vibrazioni e delle luci si possono regolare a seconda delle condizioni del momento, perché il Parkinson è una malattia che cambia nel corso della giornata. La tastiera si collega via bluetooth a qualsiasi computer e include anche dei braccialetti che funzionano come supporto anche quando il paziente non sta digitando, offrendo stimoli tattili per superare episodi di freezing in altri contesti. La spinta tecnica è arrivata dai laboratori olandesi, ma quella umana è nata in Italia, da un incontro che ha cambiato tutto. Dopo aver parlato con una donna di Bologna che convive con il Parkinson, Alessandra ha capito che non poteva fermarsi al prototipo accademico. Quella donna le disse: “Se avessi il tuo prodotto e funzionasse, mi sentirei meno sconfitta, avrei meno paura di perdere il lavoro“. Quel giorno Galli ha deciso che avrebbe fatto di tutto per portarlo avanti.

Il progetto ha ricevuto il sostegno dell’Associazione Parkinsoniani di Treviso e nei prossimi mesi coinvolgerà un gruppo di pazienti in una fase di test della durata di un mese, per valutare scientificamente l’efficacia del sistema. Nel frattempo, un team di ingegneri elettronici e informatici sta sviluppando la scheda hardware definitiva per passare dal prototipo attuale, che ha solo dodici tasti, alla versione funzionale completa. Per arrivare fin qui, Alessandra ha fatto scelte coraggiose. Si è licenziata dal suo lavoro in Italia per inseguire il sogno di studiare in Olanda. Continua a lavorare con determinazione e un pizzico di incredulità: “Non mi aspettavo di vincere. Ma sapere che una mia idea possa rendere più semplice la vita di qualcuno è la soddisfazione più grande“.
OnCue condivide il podio del James Dyson Award 2025 con WaterSense, un progetto polacco che sfrutta l’intelligenza artificiale per monitorare la qualità dell’acqua e rilevare in tempo reale la presenza di contaminanti. Due innovazioni distanti nei campi di applicazione ma unite da una stessa visione: quella di una tecnologia che non sostituisce l’uomo, ma lo accompagna, migliorandone la vita quotidiana. Il sogno di Alessandra Galli è quello di completare un prototipo pienamente funzionante, testarlo su larga scala e renderlo un dispositivo realmente accessibile. Perché dietro ogni innovazione tecnologica c’è sempre una storia umana. E in questo caso, c’è la storia di persone che vogliono semplicemente continuare a scrivere, a lavorare, a sentirsi autonome. Senza la paura di rimanere bloccate davanti a una tastiera che, da strumento di libertà, era diventata l’ennesimo ostacolo.



