Sei mesi dopo l’addio definitivo a Skype, Microsoft si trova a gestire l’eredità pesante di milioni di utenti riversati su Teams, molti dei quali poco entusiasti del passaggio forzato. Le critiche sulla lentezza e l’inefficienza del client non sono certo passate inosservate a Redmond, e ora l’azienda è pronta a rispondere con un intervento strutturale che promette di rivoluzionare l’esperienza delle videochiamate. A partire da gennaio 2026, Teams su Windows subirà una trasformazione architettonica significativa. Non si tratta di un semplice aggiornamento estetico o di funzionalità superficiali, ma di un ripensamento profondo del modo in cui l’applicazione gestisce uno dei suoi compiti più delicati e intensivi: le chiamate e le videoriunioni.
Il cuore della novità risiede nell’introduzione di un nuovo processo dedicato esclusivamente alla gestione dello stack di chiamata. Questo sottoprocesso, battezzato ms-teams_modulehost.exe, lavorerà in parallelo al processo principale dell’applicazione, ms-teams.exe, separando nettamente le operazioni di comunicazione audio e video dal resto delle funzionalità del client. La logica dietro questa scissione è chiara: isolando il modulo delle chiamate, Microsoft punta a ridurre drasticamente i tempi di avvio delle riunioni, migliorare le prestazioni durante le videoconferenze e ottimizzare l’utilizzo delle risorse di sistema. In altre parole, meno lag, meno consumo di RAM e CPU, più reattività quando serve davvero.

Dal punto di vista dell’utente finale, tutto continuerà a funzionare esattamente come prima. Nessun nuovo pulsante da imparare, nessuna interfaccia da decifrare. I miglioramenti saranno esclusivamente prestazionali, invisibili ma tangibili: quella frazione di secondo risparmiata nell’avvio di una chiamata, quella fluidità in più durante una riunione affollata, quella minore tendenza del ventilatore del laptop a trasformarsi in turbina. Microsoft ha comunicato questo cambiamento direttamente agli amministratori IT delle organizzazioni enterprise, e c’è una ragione precisa. L’introduzione di un nuovo processo eseguibile richiede che i sistemi di sicurezza aziendali, spesso configurati per bloccare processi non autorizzati, siano aggiornati per permettere l’esecuzione di ms-teams_modulehost.exe. Senza questo intervento preventivo, il nuovo modulo potrebbe essere bloccato dai firewall o dagli antivirus aziendali, vanificando l’intero aggiornamento.
Il rollout globale dovrebbe completarsi nell’arco di poche settimane dall’inizio del 2026, raggiungendo gradualmente tutti i dispositivi Windows che utilizzano il client desktop di Teams. La modifica non è confinata ai soli tenant aziendali o educational di Microsoft 365: l’architettura rinnovata dovrebbe applicarsi all’intero parco installazioni del client aggiornato e unificato, beneficiando anche gli utenti consumer. Parallelamente ai miglioramenti prestazionali, Microsoft sta lavorando su altri fronti per rendere Teams un ambiente più sicuro e funzionale. Tra le novità in arrivo, spicca un sistema di protezione avanzata contro URL e file malevoli, che avviserà gli utenti quando inviano o ricevono messaggi privati contenenti link potenzialmente dannosi. Una funzione di blocco automatico delle acquisizioni dello schermo durante le riunioni proteggerà contenuti personali e riservati da occhi indiscreti, mentre un sistema di segnalazione permetterà agli utenti di indicare falsi positivi, quando i messaggi vengono erroneamente classificati come minacce.



