In un’era digitale dove l’attenzione è la moneta più preziosa e l’autenticità un mantra sempre più invocato, Meta ha deciso di scuotere il panorama dei social media con un’iniziativa che sta già sollevando più di un sopracciglio. Stiamo parlando di Vibes, un nuovo feed di video brevi generati interamente dall’intelligenza artificiale, lanciato all’interno dell’app Meta AI e sulla piattaforma meta.ai.

Immaginate un flusso continuo di contenuti che ricordano da vicino i popolari TikTok o i Reels di Instagram, ma con una differenza sostanziale e, per molti, inquietante. Ogni singolo video è frutto di algoritmi, una vera e propria “IA slop“, come è stata prontamente etichettata dagli utenti. Mark Zuckerberg, CEO di Meta, ha annunciato il debutto di Vibes tramite un post su Instagram, corredato da esempi di questi video generati dall’AI. Tra le clip mostrate, creature pelose che saltano tra cubi altrettanto pelosi, un gatto intento a impastare e persino una donna dell’antico Egitto che si scatta un selfie su un balcone con vista sulle piramidi.

Ma cosa significa esattamente AI slop? Il termine, che potremmo tradurre come pappetta AI o scarti AI, si riferisce a contenuti generati dall’intelligenza artificiale che sono percepiti come di bassa qualità, ripetitivi, privi di originalità o di valore intrinseco. È un fenomeno che sta già dilagando sulle piattaforme social, tanto che colossi come YouTube stanno cercando attivamente di arginarlo, preparando misure contro i video “prodotti in massa e ripetitivi“. In questo contesto, la mossa di Meta appare particolarmente enigmatica.

La reazione del pubblico non si è fatta attendere e, come prevedibile, è stata tutt’altro che entusiasta. I commenti al post di Zuckerberg sono un coro unanime di perplessità e disappunto. “Ragazzi, nessuno vuole questa cosa“, recita il commento più votato. Un altro utente ha lapidariamente sentenziato: “Fratello sta postando spazzatura AI sulla sua stessa app“. E ancora: “Credo di parlare a nome di tutti quando dico: Cosa…?“. Un sentimento diffuso di rifiuto che solleva una domanda cruciale ovvero perché Meta ha intrapreso questa strada, apparentemente controcorrente rispetto ai desideri della sua utenza?

Trallalero Trallalà. uno dei personaggi di questo fenomeno.
Trallalero Trallalà, uno dei personaggi di questo fenomeno. Fonte: Wikipedia.

Il paradosso si accentua se si considera la recente storia di Meta. Solo pochi mesi fa, l’azienda aveva annunciato una stretta sui contenuti non originali su Facebook, esortando i creator a concentrarsi su uno storytelling autentico anziché su video brevi di scarso valore. Come si concilia allora questa nuova iniziativa con la battaglia dichiarata contro la non originalità? È una contraddizione che lascia interdetti e alimenta il dibattito sulla direzione che i giganti della tecnologia stanno prendendo.

Dietro questa mossa, tuttavia, si cela una strategia più ampia e ambiziosa di Meta nel campo dell’intelligenza artificiale. L’azienda ha investito massicciamente nel rinnovamento dei suoi sforzi AI, nel tentativo di non rimanere indietro rispetto a concorrenti agguerriti come OpenAI, Anthropic e Google DeepMind. A giugno, Meta ha ristrutturato le sue attività AI creando una divisione dedicata, Meta Superintelligence Labs, a seguito di importanti defezioni di personale. Successivamente, l’unità AI è stata riorganizzata in quattro gruppi distinti, focalizzati su modelli fondamentali, ricerca, integrazione di prodotti e infrastruttura. Solo il tempo dirà se la scommessa di Meta sull’AI generativa nel formato video breve si rivelerà una mossa geniale o un passo falso clamoroso nel complesso scacchiere dei social media.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it