L’Unione Europea ha scelto di accelerare l’introduzione di nuove misure doganali contro le importazioni a basso costo dalla Cina.
Questa decisione, che anticipa al 2026 l’abolizione della soglia di esenzione doganale, mira a proteggere le imprese europee, in particolare nei settori della moda e dell’abbigliamento, dalle pressioni della concorrenza sleale esercitata da piattaforme come Shein e Temu, protagoniste di un massiccio flusso di pacchi low cost verso il mercato europeo.
I ministri delle finanze dell’UE, riuniti all’Ecofin, hanno approvato un piano che elimina la franchigia doganale per i pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da paesi extra UE, in particolare dalla Cina, anticipando di due anni la tempistica inizialmente prevista. Questa franchigia aveva finora favorito enormemente l’importazione di prodotti a basso costo, spesso di qualità discutibile, che mettono in crisi le aziende del Vecchio Continente.
La nuova normativa prevede, oltre alla rimozione dell’esenzione, l’introduzione di una tassa forfettaria di circa 2 euro per ogni spedizione low cost, con l’obiettivo di uniformare le procedure doganali e limitare fenomeni di concorrenza sleale. Secondo i dati ufficiali della Commissione Europea, nel 2024 sono stati registrati oltre 4,6 miliardi di pacchi di valore limitato importati nell’Unione, con una quota superiore al 90% proveniente dalla Cina. L’introduzione di questa tassa semplificata di gestione doganale dovrebbe contribuire a riequilibrare il mercato e tutelare le imprese europee.
Impatti su Shein, Temu e il mercato della moda
L’accelerazione della riforma doganale rappresenta una risposta diretta alla pressione esercitata da colossi dell’e-commerce come Shein e Temu, che grazie all’attuale regime di esenzione riescono a proporre prezzi estremamente competitivi, spesso ai danni dei produttori europei. Queste piattaforme, specializzate nella vendita di abbigliamento e accessori a basso costo, hanno conquistato ampia fetta di mercato, suscitando preoccupazioni per la sostenibilità e la sicurezza dei prodotti immessi sul mercato comunitario.
Nel contesto italiano, il governo sta lavorando parallelamente all’introduzione di una tassazione nazionale mirata che possa tutelare in particolare il settore moda, fra i più colpiti dall’ingente afflusso di merci cinesi. La misura, da inserire nella legge di bilancio, mira a limitare la concorrenza sleale e a sostenere le imprese italiane, in linea con gli orientamenti comunitari.

L’abolizione della franchigia doganale e l’introduzione della tassa sulle spedizioni di basso valore rappresentano una misura che divide consumatori e operatori. Da una parte, si sottolinea la necessità di proteggere il tessuto produttivo europeo e di garantire standard di sicurezza più rigorosi; dall’altra, si teme un aumento dei costi per i consumatori, specialmente per quelle fasce di popolazione che si affidano a queste piattaforme per prodotti economici.
Le reazioni sui social e nei forum online evidenziano un clima di tensione: alcuni utenti lamentano l’aumento dei prezzi e le difficoltà nelle procedure di ritiro dei pacchi, mentre altri auspicano una maggiore valorizzazione dei prodotti locali e un contrasto più deciso alle pratiche di dumping commerciale. Inoltre, non mancano critiche sulla qualità dei prodotti offerti da Shein e Temu, con segnalazioni di discrepanze tra le immagini pubblicizzate e la merce effettivamente ricevuta.
L’Unione Europea inoltre monitora da tempo le piattaforme di e-commerce per garantire il rispetto delle normative sulla sicurezza dei prodotti, intervenendo laddove vengano riscontrate irregolarità o rischi per i consumatori. Questo approccio si inserisce nel più ampio sforzo di regolamentazione del mercato digitale e di tutela della concorrenza leale all’interno del mercato unico.
L’introduzione del cosiddetto “Eu Customs Data Hub”, una piattaforma informatica destinata a gestire in tempo reale i flussi di importazione, rappresenterà un ulteriore passo avanti nell’efficientamento delle procedure doganali. Previsto per il 2028, con possibili anticipazioni da parte di alcuni stati membri come la Francia, questo sistema faciliterà il monitoraggio e la gestione delle spedizioni low cost, contribuendo a una maggiore trasparenza e controllo.



