Il modo in cui compriamo online sta per cambiare radicalmente. PayPal ha annunciato che la sua estensione browser Honey, già nota a milioni di utenti per la caccia automatica ai codici sconto, si integrerà con ChatGPT e altri chatbot basati su intelligenza artificiale per trasformare le ricerche di prodotti in esperienze di shopping assistito e personalizzato.
Quando un utente pone una domanda relativa allo shopping al proprio chatbot AI preferito, l’estensione Honey interverrà automaticamente mostrando link ai prodotti raccomandati dall’intelligenza artificiale, accompagnati da prezzi in tempo reale, opzioni di merchant alternativi e offerte disponibili. Non più solo una risposta testuale generica, ma un ponte diretto tra consiglio e acquisto.

La novità, segnalata tramite Techcrunch, non si limita a visualizzare ciò che l’AI suggerisce. Il sistema sviluppato da PayPal è in grado di identificare quando le raccomandazioni del chatbot hanno tralasciato rivenditori importanti, proponendo all’utente opzioni aggiuntive che potrebbero offrire prezzi migliori o condizioni più vantaggiose.
In sostanza, Honey diventa un filtro critico e un comparatore automatico che lavora in tandem con l’intelligenza artificiale conversazionale. Il debutto avverrà con ChatGPT di OpenAI, ma l’azienda ha confermato che seguiranno altre partnership nei prossimi mesi.

Ma non è tutto. L’intelligenza artificiale potrà gestire pagamenti frequenti e acquisti programmati e attentamente organizzati dall’utente. Nessun pericolo che l’IA possa svuotarvi la carta di credito o il conto, quindi, ma i dubbi restano. Gli esperti e molti utenti non vedono di buon occhio questa mossa, poiché si teme un’automazione eccessiva e una perdita della propria privacy e del proprio spazio decisionale. I pagamenti automatici sono la norma al giorno d’oggi quando si parla di abbonamenti, ad esempio, ma il dubbio sul reale utilizzo di questa tecnologia permane.
L’opzione che permette di consigliare prodotti migliori è stata ben accolta, anche se gli utenti inizieranno a fare le proprie ricerche direttamente all’interno di chatbot AI invece che navigando sul web si teme un problema nelle ricerche per tanti siti e una cannibalizzazione dell’utenza. Tutto questo sarà effettivamente un bene per l’utente? Non ci resta che attendere per decidere, ma è importante notare come le cose stanno cambiando, e non sempre in meglio secondo tante persone online.



